L’addio ai monti

 

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Colico – 20 agosto 2017

 

Era stanco di quella vita faticosa, arrivata alla soglia di un inverno in cui a dominare sarebbero stati solo ricordi da dimenticare, Ed era adirato con quella morte ostile che si ostinava ad evitarlo.
Anche il corpo era stanco, stanco e provato. Da anni non ne era più totalmente il padrone, e lo sentiva crivellato dai colpi lasciati dalla malattia così come la sua anima lo era dai vuoti lasciati dall’assenza di speranza
Nella sua solitudine solo il lago, col vento che gli accarezzava il viso e gli gonfiava le vele, sembrava essergli amico.
Lo accoglieva sempre con amore, era testimone delle lacrime che a volte gli scivolavano giù per un istante prima che la brezza le asciugasse, ma non gli faceva mai provar vergona per quella debolezza.

La domenica d’agosto era iniziata con la solita festosità. Il sole riscaldava l’aria, i gitanti si stavano riversando sulle strade e sulle spiagge, le bancarelle del mercatino costellavano già il lungolago.
Il traghetto era arrivato, gli sembrava che avesse vomitato decine di persone felici, e ne aveva ingurgitate altrettante.
La brezza soffiava piacevole, facendo danzare le bandiere sul molo come lunghe code di lucertole
Arrivò sulla riva lentamente, col solito passo faticoso. Racimolò le energie per armare la barca, ma non issò le vele; non aveva in programma di andare tanto lontano.
Accese il piccolo motore ausiliario e si allontanò dalla riva. Lo spense e si lasciò cullare per qualche minuto dalla corrente.
Il sole gli scaldava il corpo infermo e stanco ed il l viso che non aveva più lacrime. La mente sembrava caritatevolmente svuotata da ogni preoccupazione,
Il biglietto era pronto da tempo, in una bustina di plastica: lo depose a prua e lo fissò per non farlo rubare dal vento.
Sollevò lo sguardo al cielo, alle montagne che sembravano braccia aperte su di lui, in un saluto offerto con la solita dolcezza. Un gabbiano gli volteggiò attorno, stridendo. Gli sembrò di percepirvi una parola: addio
Fissò il sole e per un attimo ne fu abbagliato. Diventò cieco, ma poi, a poco a poco, ricomparvero mille bagliori. Erano come scintille: scintille nel cielo, e scintille a fior d’acqua. Tutto danzava attorno a lui, sembrava tendergli la mano. Un dolce invito
Ed allora fece quello per cui era venuto. Si lasciò andare, si abbandonò giù dalla barca.
Finalmente avrebbe conquistato un po’ di serenità.

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14 thoughts on “L’addio ai monti

      1. Ma l’hai descritta in modo gentile… Una morte educata… Lascia serenità interiore però.. Per quanto possa essere tragico o triste. se uno decide di arrivare a tanto…. Se è quello. Che era giusto… È una morte serena

        Liked by 3 people

  1. “…in un saluto offerto con la solita dolcezza.”
    E voglio sperare che la morte sia arrivata a lui con grande serenità, come luce…

    Tu hai descritto tutto con una malinconia dolce amara.

    gb

    Liked by 1 person

    1. Voglio sperare che la morte gli sia arrivata come una liberazione da qualcosa che lui non riusciva più a sopportare.
      Grande empatia da parte mia per lui e… per te.

      Grazie, cara
      gb

      Liked by 2 people

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