CINEFORUM: “Jackie”

jackie

“Jackie” è un film biografico del 2016 diretto dal regista cileno Pablo Larraín, incentrato sulle vicende di Jackeline Lee Bouvier Kennedy al momento dell’assassinio del marito avvenuto a Dallas nel 1963.
Pochi giorni dopo la morte del presidente, Jackie riceve la visita di un giornalista che vuole intervistarla per la rivista Life. Nel corso del colloquio, che dà luogo ai numerosi flashback, lei dichiara anche che alle domande (a cui ha replicato) lei non dà risposte, che gli appunti son presi su cose mai dette, fino all’affermazione “E io non fumo“, pronunciata con l’ennesima sigaretta alla mano.
L’operazione che Jackie vuole compiere è costruire un mito attorno alla figura del marito, accostandolo a Lincoln, anch’egli assassinato durante il proprio mandato presidenziale, ben consapevole tuttavia che l’edificazione del mito non sarà che un’ennesima messa in scena, favorita dai media.
Si prefigge di trasferire ai posteri un’immagine eroica del marito. così come a lei stessa appare. Anche ai suoi tradimenti sembra dare una dimensione quasi biblica quando afferma che lui “ogni tanto spariva nel deserto per farsi prendere dalle tentazioni” ma poi “tornava sempre dalla sua amata famiglia“.
In quelle prime ore del lutto si sforza di associare la Casa Bianca a Camelot, la mitica reggia di Re Artù, titolo di un musical di Broadway che i Kennedy amavano ascoltare su disco appunto alla Casa Bianca. Quella casa, il suo focolare, da cui si sente ossessionata al punto di rimetterla a nuovo attraverso i pezzi del passato, ma che tuttavia non sente sua, ma soltanto presa in prestito. Quella casa, in cui la si vede intenta ad accompagnare in un tour virtuale i telespettatori (in un documentario in bianco e nero) per mostrare cambiamenti apportativi, oppure aggirarsi smarrita, quando sa che è arrivato prematuramente il momento di uscirne.
Attraverso flashback Jackie viene colta nei momenti che hanno preceduto e seguito lo sparo e durante la complessa organizzazione dei funerali , in cui le ragioni di stato si scontrarono duramente con il suo dolore e il suo desiderio di seguire a piedi il feretro del marito E’ una prova di forza quella che la first lady ormai spodestata deve ingaggiare con i consiglieri, l’intelligence, il nuovo presidente, la suocera, in pratica tutti quelli che le stanno attorno, preoccupati esclusivamente per la sicurezza.
Alla fine riesce a dare a Kennedy lo stesso funerale di Lincoln, fargli percorrere la stessa strada con corteo, cavalli, processione funebre, dando inizio all’edificazione della sua santificazione politica.

In questo film il punto di vista è stato spostato solo di pochissimo, ed ecco ritrovare il risvolto umano di un evento di cui libri, televisione e cinema ci hanno dato solo il lato pubblico.
Ne emerge il caos emotivo di Jackie – intrappolata nell’ipocrisia del potere -, che è testimoniato anche dalle distorsioni dei suoni, il suo smarrimento esistenziale in un altalenare tra l’autenticità del dolore, la sua profonda solitudine in mezzo a persone rese quasi inumane dalla spregiudicatezza del potere , e la necessità di curare le apparenze, di continuare ad essere (ancora di più) una creatrice d’immagine.

Alcune citazioni:

  • Non ho nulla di mio, avrei dovuto fare la commessa invece di sposare il presidente”
  • “Sono diventata first lady, altre donne hanno rinunciato a tutto per molto meno”
  • “Non ho mai voluto la celebrità. Sono solo diventata una Kennedy”.
  • “Passo di fronte alla stanza di Lincoln e sento il peso della storia, quello che quest’uomo è riuscito a fare per l’umanità. E invece la nostra tradizione finisce qui, ancor prima di iniziare”.

E quando deve spiegare ai suoi due bambini che il padre non c’è più e racconta loro che è andato in cielo a dar compagnia ai fratellini morti, si sente ribadire dalla figlioletta: “ma ci siamo ancora noi qui…”. Osservazione  che suona così tragica, perché le bugie travestite da favole raccontate ai bambini assomigliano tanto alle menzogne che raccontiamo a noi stessi, per rendere meno dolorosa la realtà.

 

6 thoughts on “CINEFORUM: “Jackie”

  1. Ero una fan della famiglia..sai?
    Mi comprai pure una biografia; poi mio padre mi raccontò quanto avevano speso per la pubblicità..
    Di certo è che quanto hai scritto è degnissimo, ma detto fra noi questo film sarà difficile che lo sceglierò, Luisa..

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