I cigni

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(Colico 28 luglio 2018)

“E’ ora di far scoprire il mondo ai miei piccini,” pensò mamma cigno. Allora decise di portarli verso la spiaggia, che a quell’ora era affollata.
Rassicurò i quattro figlioli, il cui piumaggio era giovane e non ancora candido come il suo, e raggiunse lentamente la riva.
Subito ci fu una ressa attorno a loro e i piccoli si ritrassero impauriti.
“Non dovete aver paura, dovete abituarvi all’uomo, che abita queste coste” disse con tono suadente, cercando di far loro coraggio.
Uno dei cignini chiese;
“Ma perché sono così brutti?
Un altro aggiunse:
“È vero, fanno schifo: non hanno piume, né pelliccia e neppure le squame come i pesci. Sono nudi come i vermi.”
Il terzo incalzò:
“Ma non senti che urla sgraziate emettono? Sputano le più svariate note, e non fanno che riempire il silenzio di suoni terribili”
L’ultimo non fu da meno:
“E poi ci abbagliano con i lampi che emettono dalle mani, impedendoci di tenere gli occhi aperti!”
La cigna non sapeva cosa ribadire, se non che avrebbero dovuto abituarsi a quegli esseri dalla pelle liscia e viscida che si avvicinavano a loro per immortalarli con i loro attrezzi infernali. Ma ne aveva abbastanza, neppure lei li sopportava più. Allora si avviò di nuovo verso il lago, scivolando maestosa sul pelo dell’acqua, seguita dalla sua famigliola frastornata.

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35 thoughts on “I cigni

      1. in un documentario in amazzonia le famiglie tribali costruiscono case alte sugli alberi, nessuno mantiene la mano ai bambini in cima a 30 metri dal suolo. Il documentarista dichiarava che l’ apprendimento avveniva per simbiosi e imitazione, i bambini si strofinano erbe per allontanare gli animali e imparano l’ equilibrio sugli alberi, vengono lasciati fare perchè ritenuti capaci fin da subito. nelle nostre civiltà c’è l’ idea che i bambini debbano essere educati, anche gli adulti hanno maestri, luminari che gli illustrano com’è il mondo, e valutano le loro vite, fino a dare giudizi perfino sullo stato di salute. E’ un paradosso ognuno dovrebbe sapre come sta, senza doverlo chiedere ad altri. Se diventassimo così liberi sarebbe naturale per noi nuotare insieme ai cigni in piena libertà.

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  1. Beh, vedo che anche questo racconto non è da meno della poesia di Franz. Un’incredibile tenerezza. E’ vero, a volte siamo proprio spregevoli. O almeno alcuni di noi. Non facciamo di tutt’erba un fascio. Un sorriso per te. Lila

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  2. ciao luisa io , sotto il muro del giardino, ho fisso o quali il cigno grigio Zeus,battagliero e gran divoratore di biscotti e simili. E’ enorme…splendido. bella la tua storia, sissì, ciauuuu

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  3. Una bella delicata istruttiva parabola anche se non mi trovo d’accordo sul ritornare ai primordi in Amazzonia…
    Meglio sarebbe liberarci non gli esseri umani di tante sovrastrutture negative.
    shera🌷

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