Carolina

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CAROLINA

Scese fino al fiume sotto un cielo plumbeo.
Non prese la via principale, ma il sentiero che iniziava con un acciottolato vicino alla chiesa.
Era quello che percorreva da ragazza, quando nei caldi pomeriggi d’estate scendeva al fiume per fare il bagno nelle acque allora limpide. Lo frequentava anche con il fidanzato, quando voleva scambiare gesti d’amore senza essere esaminata severamente dalla gente del paese. E poi coi i figli, quando li portava a vedere le paperelle, e si soffermava a insegnare loro i nomi dei fiori e delle piante.

Quel giorno, le foglie pesanti di pioggia lasciavano cadere grosse gocce sul suo viso e sul capo, coperto da un foulard bordeaux annodato sotto al mento. Non se ne accorgeva neppure: il suo volto era già solcato dalle lacrime. I tronchi scuri levavano i loro rami fradici verso il cielo, in una tetra implorazione silenziosa.
A una svolta quasi inciampò su una biscia che si trascinava lentamente attraverso il sentiero. Era un semplice orbettino, ma lei si chiese perché il cielo non fosse stato così misericordioso da farla imbattere in una vipera.

Proseguì con la stessa sorda tenacia, cercando tuttavia di evitare le pozzanghere più fangose. Aveva indossato le scarpe migliori, quelle che la figlia le aveva regalato per la festa della mamma, quelle che teneva per le grandi occasioni.

Arrivata al fiume, si fermò a fissarlo. Non ricordava di averlo mai visto così ingrossato e vorticoso. Di un colore marrone che ne rendeva le acque buie e opache. Forse era il colore dell’inferno. O del purgatorio. Il luogo in cui risiedeva da tempo.

Guardò con attenzione ma non scorse nessuno, neppure la famigliola di anatre che viveva sul banco di sabbia vicino al ponte, ora semicoperto dalle acque melmose.
Si riannodò bene il foulard che si era allentato, si chiuse il giaccone quasi a proteggersi dal freddo che era diventato pungente, e che presto sarebbe penetrato in ogni suo poro, raccolse alcuni sassi e se li mise in tasca. Erano quelli levigati che un tempo raccoglieva con i figli e che insieme dipingevano per farne fermacarte da regalare ai parenti.
Poi salì sulla balaustra e là, in piedi, restò in contemplazione dell’acqua turbinosa.

Dopo alcuni lunghi istanti, lentamente, ne scese, con lo sguardo offuscato dalle lacrime e dalla pioggia che aveva ripreso a cadere con insistenza.

Con dei movimenti lenti, che le costavano un’enorme fatica come se stesse scavando una buca, la sua fossa, si chinò e si levò le belle scarpe seminuove che erano destinate alle occasioni irripetibili. Le dispose con estrema cura in un incavo della balaustra, dove potessero essere al riparo e, a piedi scalzi, rimontò sul muretto.

Ora aveva sistemato tutto e poteva andarsene.

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54 thoughts on “Carolina

    1. E’ vero, cara Shera. Le cose erano acquistate con sacrifici, conservate con cura e fatte durare il più possibile
      … poi è arrivata la società dei consumi, dove tutto ha una scadenza pre-programmata,. Forse anche l’amore

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    1. Ciao Monica, ricambio il dolce pensiero.
      Sai una cosa strana? Ultimamente, quando pensavo alla sua tragedia ma non avevo ancora pensato di mettermi a scriverla, sognavo frequentemente scarpe, spesso spaiate perché non riuscivo più a trovarne una.
      Da quando ho messo per iscritto quell’episodio, non sogno più scarpe e non mi affanno più a cercare quella mancante.
      Mah!
      Un abbraccio

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      1. Penso che il tuo subconscio, o chissà quale altra forza, ti voleva spingere a raccontare questa storia, per condividerla e per farci conoscere Carolina.
        Anche noi ora, grazie a te, potremo ricordarla e tenerla nel cuore.
        Carolina e le sue scarpe migliori quelle che teneva per le grandi occasioni …

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  1. terribile luisa…quelle scarpe…sono il cuore del racconto…e quell’acqua gelida, anche io ho memoria di un fatto simile , ma si trattava di un invaso, ancora perggio..brava, a presto

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    1. Caro Giuseppe, ti ringrazio per l’invito a partecipare, di cui sono davvero onorata. In genere non partecipo più a questo tipo di riconoscimenti perché preferisco dedicare il mio tempo a visitare i blog dei miei amici e commentare. Inoltre ritengo che i commenti che ricevo, gli stimoli e le parole di sostegno siano i miei premi più importanti
      🌸🌸🌸

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