🎥 CINEFORUM: “Il filo nascosto”

 

Nella Londra degli anni ’50, il sarto Reynolds Woodcock è un famoso stilista il cui atelier, gestito con l’aiuto della sorella nubile Cyril, veste esponenti della casa reale, della nobiltà e del jet set. È un perfezionista, esigente, egoista e spesso crudele, dominato da una forte necessità di controllo, la cui esistenza è programmata con rigore ferreo, grazie all’inappuntabile aiuto della sorella. Si tratta di una routine maniacale fatta di momenti – come la colazione – in cui ogni movimento, parola o rumore fuori luogo potrebbe rovinargli il resto della giornata

La sua attenzione, il suo tempo e la sua pazienza sono concentrati solo sul lavoro, e, nonostante il suo atelier sia pieno di donne e lui conosca perfettamente desideri e gusti femminili, le donne, come persone, non entrano nel suo raggio d’azione. Per quest’artista anaffettivo sono solo l’accessorio della sua creazione e hanno uno spazio davvero ristretto nella sua vita. Infatti non conosce il vero amore, ma, da scapolo impenitente, preferisce intrattenersi con varie amanti che gli offrano la giusta dose di ispirazione e compagnia, scelte perché aderenti a un canone ideale di bellezza sartoriale. Ma si stanca ben presto di loro, e, dopo averle stritolate con la sua routine assurda e umiliante, le allontana non appena si accorge che richiedono attenzioni di natura umana e affettiva.

Con la sorella ha un legame di co-dipendenza, e un irrisolto complesso di Edipo nei confronti della madre defunta, a cui continua a dedicare tutto il suo prezioso lavoro e che crede di vedere ancora, avvolta nel suo secondo abito da sposa progettato e cucito da lui stesso, in gioventù.

Questo fino al giorno in cui incontra Alma, una cameriera di uno sperduto ristorante della campagna inglese, che fin dal loro primo appuntamento, fissandolo negli occhi, gli dice: «Se vuoi fare una gara di sguardi con me, perderai».
Reynolds la sceglie come modella, musa ispiratrice e compagna di vita, e la porta a vivere con sé nell’atelier.
All’inizio della loro relazione la ragazza è sottomessa e desiderosa di aderire alla routine di casa Woodcock e al ruolo di silenzioso manichino vivente che le viene assegnato. È il suo carattere tenace che la sostiene nell’ostinazione a restare al fianco di Reynolds, nonostante lo scetticismo di Cyril, che la crede di passaggio, non diversa da tutte le amanti precedenti, e nonostante la più ovvia evidenza.

Quando capisce che l’amante può diventare completamente suo nei momenti in cui perde il controllo di se stesso e si ritrova inerme e indifeso, per mezzo di un espediente pianificato all’inizio come vendetta, riesce a trasformare il loro rapporto in una momentanea dipendenza in cui lo stilista accetta di mettersi in una posizione subalterna e di lasciarsi accudire e amare abbassando ogni difesa.

 

Il titolo del film in inglese è, “Phantom Thread”, cioè «filo fantasma» e si riferisce a un fenomeno tipico dell’epoca vittoriana in cui le cucitrici, alla fine di lunghissime ed estenuanti ore di lavoro, arrivavano a casa sfinite e continuavano a compiere automaticamente i movimenti della giornata, cucendo fili immaginari nell’aria.

25 thoughts on “🎥 CINEFORUM: “Il filo nascosto”

  1. Visto in sala. Fotografia e scenografie eccellenti, lo stesso dicasi per i costumi. Un film che si distingue dai più moderni per mettere in risalto le qualità attoriali e devo dire, le qualità qui ci sono tutte: Daniel Day-Lewis straordinario come solo lui sa essere ma allo stesso modo Vicky Krieps e Lesley Manville vestono deliziosamente i rispettivi personaggi. Da rivedere con piacere.

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  2. Ciao Luisa😊Questi sì che sono film!! 👏👏👏Lui super come sempre. Lei e la sorella bravissime!
    Ma la scena di sguardi all’inizio del loro rapporto paragonata a quella dove lei gli ha cucinato la ””frittata”” ????!!!!!
    Aiuto!
    Grazie per la dritta Luisa🙏💋

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      1. Lui mi è sempre piaciuto. questo lavoro è indiscutibile sia ben fatto. Loro sono bravissimi, il film è in continuo divenire…e poi tu hai tirato fuori un altro film diverso😊🙏💋

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