A teatro: “Cuore di cane” 🎭

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Piccolo Teatro Grassi- Milano

Scritto da Michail Bulgakov nel 1925, “Cuore di cane” fu censurato in Russia fino al 1987, mentre in Italia fu pubblicato a metà degli anni Sessanta, assieme all’altro capolavoro dello stesso autore, “Il Maestro e Margherita”.

Un luminare della medicina il Professor Preobražénskij sta cercando una terapia per il ringiovanimento delle persone, che gli dia fama consentendogli così di continuare a mantenere i privilegi di censo e di abitazione di cui gode nonostante la rivoluzione di ottobre. Come cavia da sottoporre a un curioso esperimento viene trovato il cane randagio Pallino, vecchio e quasi moribondo, a cui viene trapiantata l’ipofisi di un giovane morto prematuramente. Solo in seguito si scoprirà che è stata prelevata da un criminale di cui eredita le informazioni cerebrali.

In seguito all’esperimento il professore e il suo assistente si accorgono che l’ipofisi, in realtà, nasconde il segreto dello sviluppo umano: il cane si trasforma in un “homunculus”, perdendo peli e coda, imparando a camminare in posizione eretta e acquisendo la parola. Il professore procede pertanto alla sua forzata rieducazione, tesa a farne un uomo a tutti gli effetti.
Con l’acquisizione del linguaggio Pallino inizia anche a elaborare concetti di senso compiuto e a ragionare con la propria testa. Deve però apprendere anche tutto l’apparato di ipocrisie e sovrastrutture che si accompagnano al nostro esprimerci. Il buon cane Pallino diventa così un essere umano viscido e spregevole, pienamente consapevole dei sotterfugi necessari per difendersi dalla furbizia umana.

La presenza di Pallino nella casa del professore diventa un elemento sempre più destabilizzante per tutti i suoi abitatori: oltre al professore e al suo assistente, ci sono infatti anche una cuoca e una sguattera, e tutti sembrano quasi ingelositi dalle attenzioni che il nuovo ospite riceve dal padrone di casa.
La situazione però sta pian piano sfuggendo di mano al borghese e nostalgico professore, che vede riassunto in Pallino diventato “cittadino Pallinov” il modello dell’uomo sovietico da lui tanto detestato.
A questo punto il professore e il suo tirapiedi decidono di mettere finne a quella sfiancante presenza nel modo più brusco: il signor Pallinov viene privato dell’ipofisi umana e torna ad essere un normale cane da appartamento a nome Pallino.

Paolo Pierobon, che interpreta Pallino, riesce stupendamente a trasmettere la fatica e la sofferenza di una bestia vessata, costretta ad omologarsi e disumanizzata quanto più si tenta di rendere umana.

«Cuore di cane – spiega il regista Giorgio Sangati – è un meraviglioso esempio della potenza della scrittura di Bulgakov che non risparmia nessuno. Il romanzo è una spietata diagnosi del fallimento della rivoluzione, che da potenziale forza propulsiva si è trasformata in cancro del sistema: quando si crea una società fondata sul terrore, sull’imposizione e sulla violenza è impossibile ottenere un esito positivo».

22 thoughts on “A teatro: “Cuore di cane” 🎭

  1. L’ho visto sabato scorso… io al contrario delle intenzioni del regista non ci ho visto la critica della fallita rivoluzione, ma l’ambizione dell’uomo di scienza che fa diventare (oltre le sue aspettative e intenzioni) umano un cane, salvo poi quando questo non rimane sottomesso e docile, farlo ritornare cane per salvaguardare i suoi privilegi borghesi e la sua tranquillità… diverse letture dell’opera di Bulgakov. Bravissimi gli attori.

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