Index librorum prohibitorum 🔥📚 🔥

Index_Librorum_Prohibitorum_1
Edizione del 1564

14 giugno 1966: il Vaticano annuncia l’abolizione dell’ “Indice dei libri proibiti” (“Index librorum prohibitorum”), istituito nel 1559, ai tempi della Controriforma
L’elenco comprendeva le letture vietate dal Sant’Uffizio nell’intento di “salvaguardare, secondo il mandato divino, l’integrità della fede e dei costumi”: opere di scienziati, filosofi e letterati ritenute pericolose, immorali o non corrette sul piano teologico.

Secondo il diritto canonico, le forme di controllo sulla letteratura erano principalmente due: una di censura preventiva, che concedeva il classico imprimatur ai libri redatti da cattolici su tematiche riguardanti la morale o la fede; e una di aperta condanna per volumi che diffondevano idee erronee e venivano inseriti nell’Indice.
La detenzione di tali libri era il capo di imputazione più frequente nei processi per eresia, e chi voleva leggerli doveva farne richiesta al Sant’Uffizio, che tuttavia la concedeva raramente.

Il compito della compilazione del catalogo dei libri proibiti era di competenza della Congregazione dell’Indice, che lo tenne aggiornato fino alla metà del XX secolo
Papa Paolo VI prese la decisione di declassare l’Index trasformandolo in una lista di libri sconsigliati.

L’elenco dell’Indice comprendeva nomi di letterati, scienziati, filosofi e storiografi, tra cui figuravano Hobbes, Cartesio, Bacon, Montaigne, Locke, Galileo, Rousseau, Pascal, Erasmo da Rotterdam, Savonarola, Giordano Bruno, Darwin, Kant, Mills, Proudhon, Schopenhauer, Marx, Nietzsche… ma anche Beccaria, Croce, Emile Zola, Balzac, Dumas (padre e figlio), Stendhal, Flaubert, D’Annunzio, Leopardi, Foscolo, Fogazzaro, Gentile, Guicciardini, Machiavelli, Hume, Voltaire, Victor Hugo, Malaparte, Moravia e Sartre
Tra gli ultimi a entrare nella lista: Simone de Beauvoir, Moravia, Malaparte, Sartre, Gide, Mann (ma non il “Mein Kampf” di Hitler, per citare un altro tedesco)

Dopo l’abolizione dell’Indice dei libri proibiti, è la “Guida Bibiliografica” dell’Opus Dei, che si occupa di recensire i libri e film e catalogarli in base alla loro “pericolosità”, attribuendo a ogni testo un valore che va da 1 (libro consigliato) a 6 (libro eretico)
Tra gli autori da evitare in toto o parzialmente figurano, partendo dalla lettera A, anche Abbagnano, Adorno, Alberoni, Isabel Allende, Woody Allen, Jorge Amado, Piero Angela, Arbasino, Argan, Arpino, Asimov, Augias…

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38 thoughts on “Index librorum prohibitorum 🔥📚 🔥

  1. “…libertà di pensiero, parola e opinione…” nonostante ciò mi sembra un problema ancora attuale. Penso che qualsiasi forma di censura sia sbagliata. Ringrazio ancor oggi gli insegnanti che ho incontrato per aver proposto con grande onestà intellettuale la letteratura, al di là del loro credo politico o religioso.
    Un caro saluto
    🤗

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      1. Yes. In the old trains. In the late 60’s. Mid 70’s. (I took the train a lot when I was in the Army, from Paris to Brittany where I was stationed. And all French trains had that mention. Also there is an old (bad) joke:
        Lazzaro ha mangiato troppo.
        Moralitá: é pericoloso spaghetti!
        I read that when I was ten. Did not understand and asked my father why? He explained the train thing. 🙂
        Buona Domenica.

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  2. This makes me think of “The Name of the Rose,” and the death of many scholars because they read a forbidden work. Thank goodness we live in countries where we can think and read what we want. Sadly, that is still not true everywhere.

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  3. Un indice è pur sempre un indice, se ne inverti la motivazione diventa uno strumento insostituibile per trovare le cose che interessano. E’ probabile che la cancellazione sia frutto di questa considerazione. Proibendo certi testi li si rende desiderabili.
    …o forse un plateale gesto per dimostrare una certa distensione e modernità?
    E poi… in fondo c’era la TV, che cominciava a diventare fulcro nelle case.

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    1. “Se inverti gli addendi o i fattori il risultato non cambia” dicono in matematica…

      Sono d’accordo con te per quanto riguarda sia le cose proibite di cui si aumenta la curiosità, sia la necessità di dimostrarsi un po’ più al passo con i tempi.

      Pensa che quand’ero piccola il nostro prevosto (che tra l’altro era una persona coltissima) diceva a noi bambine che era proibito leggere Grand Hotel – ma io non sapevo neppure che esistesse!

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