La gentilezza di Franz Kafka

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                    🎎 La gentilezza di Franz Kafka 🎎  (nato a Praga il 3 luglio 1883)

Un anno prima della sua morte, Franz Kafka stava passeggiando nei giardini berlinesi di Steglitz Park insieme a Dora Dymant, la sua fidanzata, quando vide una bambina che singhiozzava disperata. I due si avvicinarono e le chiesero se si fosse persa, ma la bambina rispose che non era lei, ma Brigida, la sua bambola preferita, a essersi persa.
Per consolarla lo scrittore le raccontò che Brigida era partita per un viaggio, ma che non si era dimenticata di lei, anzi le aveva già scritto una lettera. Purtroppo l’aveva lasciata a casa, ma il giorno seguente gliel’avrebbe consegnata
Rientrato a casa, si mise con impegno a scrivere la lettera nel tentativo per portare un po’ di sollievo a quella piccina sconsolata.

Il giorno seguente lesse alla piccola, di nome Elsi, la lettera in cui la bambola spiegava che aveva deciso di allontanarsi per qualche tempo per vedere il mondo, ma la rassicurava del suo profondo affetto e le prometteva di scrivere ogni giorno.

… e Kafka scrisse effettivamente una lettera ogni giorno raccontando le avventure della bambola viaggiatrice.
Non si sa il contenuto esatto di quelle lettere perché non sono state mai ritrovate. Si sa però che Brigida parlava dei suoi viaggi attorno al mondo, dei suoi nuovi interessi che al momento non le permettevano di tornare e anche delle difficoltà e dei problemi della vita. Rassicurava sempre la bimba del suo affetto e le spiegava che l’ amore è vero solo se desidera la felicità dell’altro
Kafka stava aiutando, con estrema delicatezza e gentilezza, la piccola Elsi a superare il dolore per la perdita subita, quasi un lutto da elaborare, preparandola all’inevitabile rinuncia.

Dopo tre settimane, la bambola, ringraziando la bimba per averle dato la possibilità di seguire i suoi sogni, le comunicò che si era sposata.
Nel corso del loro ultimo incontro, Kafka regalò a Elsi una nuova bambola a cui dedicarsi, raccontandole che era il dono di Brigida: nella vita è necessario continuare ad amare.

Fu così che l’autore che aveva scritto così spesso di disperazione, si impegnò a ridonare la speranza a un bambino.

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La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza” disse una volta Kafka. “Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio.

57 thoughts on “La gentilezza di Franz Kafka

  1. Il suo amico Max raccontava che Franz era una persona gentile, e che aveva sempre l’aria di volersi scusare per qualcosa.
    Queste righe ne sono una splendida testimonianza.
    Solamente su una cosa non sono d’accordo, ossia sulla definizione che i suoi testi fossero disperati. Secondo me Kafka è la quintessenza della speranza, quell’inesauribile, e per certi versi inspiegabile, speranza che ci tiene in vita, anche se la speranza è destinata a essere, dal nostro destino, sempre delusa.
    Ahoj

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      1. Ti prego di perdonarmi, non era mia intenzione correggere un’eventuale tua inesattezza, bensì offrirti una mia chiave di lettura, ovviamente alternativa al “bad mood” del quale Kafka è vittima nel comune sentire.
        Alcuni aspetti “comici” dei suoi testi sono per lo più ignorati, oppure talmente ben mimetizzati dall’autore da risultare invisibili a una lettura superficiale o standardizzata.
        Un palese esempio di questo mismatch tra testo e interpretazione è, secondo me, il racconto “La metamorfosi”, un testo tanto famoso quanto ignoto, e, se ne hai voglia, potresti andare a leggere questo mio vecchio post https://my3place.wordpress.com/2014/09/04/la-metamorfosi-franz-kafka/
        Ahoj

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      2. Il mio ringraziamento è sincero. Non ho preso il tuo commento come qualcosa di negativo per ciò che avevo scritto. Da vecchia insegnante, so che dalle correzioni si trae sempre profitto, se porte con garbo
        Hai fatto benissimo … e ora corro a leggere il tuo post perché mi piace ancora imparare e imparare e imparare

        Liked by 1 person

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