Che ci fa una caravella nella Moscova?

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La statua di Pietro il Grande a Mosca, che si trova su un isolotto artificiale del fiume Moscova, è una delle statue più alte del mondo.
Sfiora i 100 metri di altezza e si è meritata un altro quasi-primato: da alcuni è ritenuta una delle statue più brutte del mondo. Ritrae lo zar, con in mano un rotolo d’oro. alla guida di un vascello.

Un’altra particolarità di questo monumento è dovuta al fatto che si tratta un’opera di riciclo. Infatti l’architetto Zurab Konstantinovich Tsereteli l’aveva concepita per raffigurare Cristoforo Colombo in occasione del 500º anniversario della scoperta dell’America, nel 1992. Siccome il progetto venne rifiutato dal governo americano, l’artista lo riadattò per un monumento commemorativo del 300º anniversario della costituzione della Marina russa, approvata dallo zar nel 1696.

La testa del navigatore genovese fu sostituita con quella dello zar, per trasformarsi in una statua “nautica” di Pietro il Grande, perché la caravella (o meglio la sagoma di tre caravelle) rimase.

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21 thoughts on “Che ci fa una caravella nella Moscova?

  1. Effettivamente l’assieme della struttura non brilla per eleganza.
    In ogni caso, oltre all’errore (orrore) stilistico, ce ne sono altri che, se così si può dire, completano l’opera.
    Ai tempi dello Zar Pietro la caravella era un’imbarcazione obsoleta, e una galea o un galeone sarebbero state imbarcazioni più appropriate.
    Se invece si trattava di un monumento a Cristoforo Colombo, l’imbarcazione che lo sosteneva non doveva essere una caravella, in quanto la Santa Maria era una caracca. Va detto che l’autore ha lavorato molto di fantasia, perché incontro molte difficoltà a riconoscere una caravella in ciò che avrebbe dovuto sostenere la statua del navigatore genovese. 😀

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  2. Non conoscevo questa storia, però a me questa scultura non pare così brutta, poi Pietro il Grande era effettivamente un appassionato di navi (oltre che di armi e di uniformi) e che infatti sognava un’espansione russa sul Baltico e forse anche verso il Mediterraneo, tramite il Mar Nero.

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