Samarcanda

 

Ridere, ridere, ridere ancora,
Ora la guerra paura non fa,
Brucian nel fuoco le divise la sera,
Brucia nella gola vino a sazietà,
Musica di tamburelli fino all’aurora,
Il soldato che tutta la notte ballò
Vide tra la folla quella nera signora,
Vide che cercava lui e si spaventò

Salvami, salvami, grande sovrano,
Fammi fuggire, fuggire di qua,
Alla parata lei mi stava vicino,
E mi guardava con malignità
Dategli, dategli un animale,
Figlio del lampo, degno di un re,
Presto, più presto perché possa scappare,
Dategli la bestia più veloce che c’è

Corri cavallo, corri ti prego
Fino a Samarcanda io ti guiderò,
Non ti fermare, vola ti prego
Corri come il vento che mi salverò
Oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh, cavallo, oh oh

Fiumi poi campi, poi l’alba era viola,
Bianche le torri che infine toccò,
Ma c’era su la porta quella nera signora
Stanco di fuggire la sua testa chinò:
Eri fra la gente nella capitale,
So che mi guardavi con malignità,
Son scappato in mezzo ai grillie alle cicale,
Son scappato via ma ti ritrovo qua!

Sbagli, t’inganni, ti sbagli soldato
Io non ti guardavo con malignità,
Era solamente uno sguardo stupito,
Cosa ci facevi l’altro ieri là?
T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda
Eri lontanissimo due giorni fa,
Ho temuto che per ascoltar la banda
Non facessi in tempo ad arrivare qua
Non è poi così lontana Samarcanda,
Corri cavallo, corri di là
Ho cantato insieme a te tutta la notte
Corri come il vento che ci arriverà
Oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo oh oh

La canzone del cantautore Roberto Vecchioni. apprezzata per il ritmo e il ritornello di violino scritto ed eseguito da Angelo Branduardi, narra di un soldato che, sopravvissuto a una guerra, sta festeggiando lo scampato pericolo. All’improvviso scorge tra la folla una donna vestita di nero che lo guarda con occhi cattivi e Intuisce che si tratta della Morte, perciò chiede al suo re di dargli un cavallo velocissimo per farlo fuggire via, in un paese lontano. Purtroppo, quando arriva a Samarcanda, trova la Morte ad attenderlo: era proprio lì che doveva avvenire il loro incontro.

Questa storia apparve per la prima volta nel Talmud, uno dei testi sacri dell’ebraismo. Una parabola (la 53° sukkah) narra di come Re Salomone un giorno parlò con l’Angelo della Morte, chiedendogli perché fosse così triste.
“Perché mi hanno ordinato di prendere quei due etiopi” rispose l’Angelo riferendosi a due scribi del re. Volendo salvare i suoi uomini, Salomone li fece scappare nella città di Luz, ma quelli morirono non appena arrivarono.
Quando incontrò nuovamente  l’Angelo, lo vide felice e gliene chiese il motivo.
“Perché hai mandato i due etiopi proprio nel posto in cui li aspettavo”, fu la risposta.

Quel fato beffardo e crudele ha poi ispirato vari autori, tra cui Jean Cocteau, Jorge Luis Borges, William Somerset Maugham, John O’Hara, Oriana Fallaci.

Una domanda sorge spontanea: il destino si diverte a giocare/barare con gli uomini?

Advertisements

24 thoughts on “Samarcanda

  1. Personalmente non credo nel destino.
    Di certo c’è solo che, prima o poi, moriremo tutti; il resto dipende anche dalla legge delle probabilità.

    Liked by 1 person

  2. Ti ringrazio infinitamente per avermi informata. Cercherò di risolvere il problema. Ti sarei grata se tu mi informassi del funzionamento del nuovo video.
    Grazie e buona serata
    ❤🙏❤

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s