Morire

IMG_1626 kite

Era riverso nell’acqua, la tavola galleggiava poco lontano e il kite disegnava una macchia rossa e gialla sulla superficie scintillante del lago. Un infarto: questa dicono sia stata la causa del decesso,

Allora ho pensato a Massimo, morto mentre scalava l’Annapurna, a padre Lello, annegato durante un bagno al ritorno da un congresso nella sua Tanzania, a Giuseppe, scivolato sulle montagne che amava, al mio vecchio professore di religione, don Vico, scomparso durante un pellegrinaggio a Medjugorje.

Tutti spirati mentre facevano qualcosa che di importante o appassionante …

… e mi sono chiesta se non sia preferibile morire così, nel corso di qualcosa di gradevole, piuttosto che penare a lungo, essere ostaggi di accanimenti terapeutici senza speranza, soffrire atrocemente prima di riuscire finalmente a trovare un po’ di pace.

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37 thoughts on “Morire

  1. Quante volte mi pongo la tua stessa domanda!. Io avrei deciso. E poiché non faccio nulla d’interessante, tranne scrivere (interessante per me, ovviamente) il mio augurio sarebbe di morire all’improvviso, con le dita sulla tastiera, pianista immobile come il marmo. La terribile alternativa sarebbe quella di dover sottostare all’affetto dei propri cari ed essere consegnato come un agnello indifeso nelle mani degli specialisti dell’accanimento terapeutico. Come vorrei che i miei non mi amassero!!

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  2. E’ morto sicuramente in un posto molto bello; spero ci sia una via di mezzo tra morire di botto così e l’accanimento terapeutico… certo se proprio dovessi scegliere preferirei morire durante una delle mie attività preferite, non sarebbe divertente per chi c’è sotto ma insomma…

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  3. Ciò che più terrorizza è il dolore, fisico e psichico, e anche l’età. Una morte improvvisa e indolore piacerebbe a tutti, non a chi resta per lo shock che subisce. Forse la malattia prepara e rassegna, forse. Ho vissuto la dipartita dei miei genitori in entrambi i modi, sempre una dolorosa mancanza per chi resta. Ciò che lascia sgomenti è la giovane età, nel mio caso di mio padre: per lui e per la sua famiglia non è stato giusto.
    Scusami, non so come sono arrivata qui, ho letto, poi ricordato…
    Ciao
    Marirò

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      1. Sì, vero, il vuoto è sempre tangibile.
        Come detto prima, concordo con la tua riflessione, sicuramente da preferire una morte veloce e indolore per chi va. Per chi resta non lo so, sinceramente non lo so. Veder soffrire e non poter fare nulla è tremendo, ma non riuscire a dare un ultimo saluto è ugualmente atroce. Nel caso di una morte repentina, però, conforta la mancata sofferenza della persona cara, addirittura la non consapevolezza del distacco definitivo di chi lascia la vita terrena. E forse quest’ultimo è il pensiero più dolce: non riuscire ad avere il tempo per comprendere che stai lasciando per sempre le persone che ami. Sì, questo vorrei per me e se accadrà mentre starà facendo qualcosa di bello, sarà ancora meglio.

        I miei ricordi sono sereni, il tempo aiuta, non nascondo comunque di essermi emozionata ieri sera leggendo il tuo post.
        Ricambio l’abbraccio, grazie.

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  4. Troppo difficile arrivare a commentare.
    Son d’accordo con te che morire mentre si fa qualcosa d’importante potrebbe essere positivo.
    Dico NO all’accanimento terapeutico nello stesso modo come “sento” contro natura il trapianto di organi.
    Bello morire consapevoli del trapasso… serenamente… dopo aver costruito positivamente… vicino a chi si ama.
    Mi fermo perché ho già scritto troppo… forse male.
    BUONA NOTTE.
    Quarc

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  5. Sinceramente come sarà la mia morte poco mi importa, tanto lo so che rimpiangerò di non aver fatto qualcosa… o mi preoccuperò di chi lascio a soffrire… o almeno è quello che avevo continuamente in mente quanto ho visto la morte in faccia il 10 maggio 2016 ^_^
    Comunque sono ancora qui e spero di rimanerci per un po’, tanto che i miei figli crescano ancora e diventino autonomi e magari quel tanto che basta per scrivere altri libri… 😉

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