Il mistero della morte di Neruda

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(Flickr – Rafa Alves) – Pablo Neruda – Santiago, Chile

Ricorre oggi l’anniversario della morte di Pablo Neruda avvenuta il 23 settembre 1973 a Santiago del Cile

Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, nato a Parral (Cile) nel 1904, è stato un poeta e politico cileno e una delle più importanti figure della letteratura latino-americana.
Scelse lo pseudonimo di Pablo Neruda, in onore di uno scrittore e poeta ceco, Jan Neruda (nome che in seguito gli fu riconosciuto anche dal punto di vista legale) così da potersi dedicare all’attività letteraria senza che suo padre lo scoprisse. Questi infatti riteneva che scrivere poesie fosse un’attività poco rispettabile, “da scansafatiche”.

Fuggito dal Cile a seguito di un mandato di cattura emesso nei suoi confronti dal governo Videla, da cui Neruda aveva preso le distanze, fu costretto a intraprendere un duro periodo di fuga e di esilio, che lo portò, nel 1952, anche nell’isola di Capri, dove trascorse sei mesi in cui compose due raccolte poetiche, “I versi del Capitano” e “L’uva e il vento”.

Al termine della dittatura di Videla, venne richiamato in patria da Salvador Allende, nuovo rappresentante del partito comunista cileno
Nel 1953 il poeta ottenne il Premio Stalin per la pace e nel 1971 il Nobel per la letteratura.

L’11 settembre 1973 l’esperienza democratica di Allende venne spazzata via dal golpe di Augusto Pinochet e una settimana dopo, mentre attendeva di poter espatriare in Messico, il poeta che ha ispirato “Il postino” venne ricoverato nella clinica Santa Maria di Santiago, dove morì domenica 23 settembre 1973, ufficialmente per cancro alla prostata

Secondo la testimonianza del suo autista e guardia del corpo fu invece assassinato per volontà di Pinochet, di cui l’intellettuale era un fermo oppositore, mediante un’iniezione letale.
Era stato lo stesso Neruda a raccontargli che un medico era entrato nella sua camera e gli aveva praticato una misteriosa iniezione, dopo la quale c’era stato un repentino peggioramento delle sue condizioni.
Anche la moglie riferì che il poeta era molto allarmato perché “mentre dormiva alcune persone gli avevano iniettato qualcosa nell’addome”, e persino la sua infermiera, citando voci di corridoio della clinica, avvalorò la tesi dell’omicidio.

I sostenitori della tesi dell’assassinio, basandosi su testimonianze dell’epoca, affermano che Neruda non era in fin di vita, nonostante fosse gravemente malato, e che Pinochet avrebbe ordinato a un sicario, un agente segreto della CIA, di accelerarne la morte con una misteriosa iniezione allo stomaco, per evitare che diventasse un leader dell’opposizione all’estero.

Come causa di morte del poeta vennero all’epoca indicate tre motivazioni, in altrettante copie del certificato: tumore, insufficienza cardiaca (come conseguenza della malattia), cachessia, mentre le cartelle cliniche della struttura in cui morì e dell’ospedale tedesco dove effettuava altre cure sparirono, come pure i registri dei medici di turno nei giorni prossimi alla sua morte
Nel 2013, a quarant’anni dal decesso, la salma di Neruda fu riesumata per chiarire il mistero sulla sua morte.
L’ipotesi dell’omicidio venne in un primo tempo smentita dal referto sugli esami effettuati sulla salma che mettevano in evidenza lo stato avanzato del suo tumore alla prostata.

Tuttavia, nel gennaio 2015 i famigliari e il partito comunista cileno ottennero un supplemento di inchiesta e la riapertura dell’indagine, con nuovi esami scientifici sui reperti biologici prelevati dalla salma nel 2013.
Nel maggio 2015 un team spagnolo annunciò il ritrovamento di proteine anomale nelle ossa di Neruda, non riferibili a farmaci, alcune legate al cancro e altre a un’infezione improvvisa e assai rapida, e nel novembre dello stesso anno il governo cileno, di fronte ai persistenti dubbi, istituì due commissioni scientifiche che redassero un documento in cui si legge che è probabile che Neruda non sia morto “a causa del cancro alla prostata di cui soffriva”, e che “risulta chiaramente possibile e altamente probabile l’intervento di terzi”, concludendo che al paziente “fu applicata un’iniezione o gli fu somministrato qualcosa per via orale che ha fatto precipitare la sua prognosi in appena sei ore”.

Nel 2017 un gruppo di esperti internazionali incaricati dalla giustizia cilena riscontrò nel corpo di Neruda una forte concentrazione di una sostanza paralizzante, ma, per concludere che la sua morte sia dovuta ad avvelenamento sono ancora in corso delle indagini. Si stanno infatti attendendo i risultati delle analisi di tre flaconcini di terra prelevata nei pressi della sua sepoltura, per avere la certezza che la contaminazione non fu posteriore alla morte del poeta.

31 thoughts on “Il mistero della morte di Neruda

  1. Bonjour Mon AMIE LUISA
    Comment trouver le bonheur

    Surtout
    Ne le cherche pas le bonheur dans tes souvenirs
    Cela te ferait beaucoup plus de mal
    Tu retrouverais les bons ainsi que les mauvais
    Si tu veux trouver le bonheur
    Cherche le dans le présent
    C’est seulement là qu’ il t’attend et là tu éviteras ceux qui peuvent te faire du mal
    Alors vit ton bonheur dans ce présent
    Belle semaine à toi , tes proches tes amies
    Pour toi une partie de mon bonheur
    Bisous Bernard

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  2. Neruda: ero a Santiago e non riuscii ad andare a visitare la casa di uno dei poeti che amo di più. Bello leggere di lui, di come sia morto che non si sa. Come spuma le sue parole risuonarono tra i colori del Cile.

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  3. Troppa potenza per non terrorizzare i moscerini che gli erano intorno. Tronfi del loro misero potere armato perché ben sapevano di essere nulla e le grandi anime provocano così tanta invidia nelle piccole che appena possono fanno di tutto per annientarle. Così penso che è certo sia stato avvelenato.

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