La matematica è un’opinione?

Einstein
(pixabay.com: kalhh)

                                            1 x 3= 3,87

Oggi mi sono recata a un supermercato della zona, che ultimamente trasmette in tv molti spot in cui un Einstein ammicca a tanti altri pseudo-sosia per trasmettere il messaggio “C’è solo un posto dove essere intelligenti costa poco”.
Ebbene, ho comprato una cassetta da 3 chili d’uva rossa, il cui prezzo  speciale di 1 euro al chilo era reclamizzato a caratteri cubitali.
Più sotto appariva a caratteri minuscoli: prezzo cassetta 3,87 euro, che pensavo fosse probabilmente una svista. Alla cassa invece ho scoperto che quella era la cifra da pagare, per cui, prima di uscire, sono tornata al reparto per comunicare che c’era una rettifica da apportare al cartello. Ho dovuto ripetere più di una volta che 1 euro x 3 chili dovrebbe ammontare a 3 euro, per cui una delle due cifre era da cambiare : sembrava che stessi proponendo elaboratissimi calcoli matematici!

Allora mi sono resa conta che la scelta di Einstein come immagine del supermercato forse era stata fatta con molta accuratezza: probabilmente si erano basati sulla leggenda che il genio fosse stato bocciato in matematica!

46 thoughts on “La matematica è un’opinione?

  1. Un mattone pesa un chilo più mezzo mattone. Quanto pesa un mattone?
    Con questo banale quesito matematico ho mandato in crisi molte persone, e persino qualche ingegnere si è lanciato in complessi, quanto esatti, sistemi di calcolo per trovare il risultato che è invece alla portata di uno scolaro.
    La matematica è troppo spesso uno scoglio sul quale si infrangono piccole e grandi valutazioni, un impedimento cronico ed endemico la cui causa io tendo ad accollare a due imputati: la pigrizia e la scuola.
    La prima è in genere connaturata con il carattere della persona, e il più delle volte il solo rimedio è offerto dalla necessità. L’omnipresenza di oggetti elettronici in grado di fare i calcoli, anche i più banali, in vece nostra è una comodità ormai irrinunciabile, e per di più nessuno si permetterebbe di mettere in dubbio il risultato che appare su un display, quasi se quello fosse di esplicita emanazione divina. Tutto ciò porta a disabituare il cervello all’uso di quei basilari meccanismi di calcolo necessari a visualizzare mentalmente anche le semplici quattro operazioni.
    Solamente la necessità dettata dall’assenza di tali ammennicoli elettronici potrebbe riportare, dopo un presumibile periodo di panico, all’abitudine di compiere qualche operazione a mente.
    Pur concordando sul fatto che il calcolatore elettronico fornisce sempre dei risultati esatti, andrebbe tenuto conto che esso è comunque dipendente dall’uso che se ne fa, ossia se l’input non è corretto l’output sarà drammaticamente inesatto, e ho scelto quell’avverbio perché l’operatore, fidandosi di un risultato fallace, potrebbe a sua volta compiere pericolosi errori di valutazione della realtà, ossia, come dicono gli americani: metti merda esce merda.
    L’abitudine al calcolo mentale non serve, o almeno non serve solamente a fare i conti a mente, bensì per riuscire a valutare “a occhio” se un risultato è plausibile, ossia se ci stiamo sbagliando di grosso oppure se non abbiamo tenuto conto di qualche fattore.
    Chi, come me, ha vissuto per anni vicino al confine e ci ha trafficato attraverso, anche semplicemente per fare la spesa, s’era abituato a fare i conti a mente tra scellini, lire, marchi e dinari, ovviamente per non essere fregato, il che aiuta ancora molto.
    Passiamo ora alle dolenti note: la scuola.
    Con un’immagine apparentemente paradossale e molto tranchant, io amo affermare che se a scuola si insegnasse il gioco del calcio, fuori dagli edifici scolastici non si troverebbe un bambino che tira calci a un pallone, nel senso che, per quanto riguarda la matematica, il sistema è il più delle volte una sorta di re Mida alla rovescia.
    Purtroppo in troppe occasioni tale materia non viene insegnata, viene inculcata, quasi a forza, come se gli alunni fossero delle oche da ingozzare con la promessa di, allo stato invisibili, brillanti risultati futuri. Va da sé che un meccanismo di rigetto è più che prevedibile, ma di ciò nessuno se ne cura in quanto i programmi ministeriali quello chiedono.
    La matematica è invece la realtà più tangibile che si possa percepire, fa parte di tutto quello che ci circonda, e persino di noi stessi. Non far comprendere ciò alle giovani menti in grado di assorbirla come spugne è il più grave peccato mortale che si possa compiere, e le conseguenze si vedono, tutti i giorni, dal grappolo d’uva alla sonda su Marte, vittime entrambe di un elementare errore di calcolo.
    Ahoi 🙂

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    1. Il tuo commento interessantissimo esprime in modo magistrale anche la mia opinione su pigrizia e scuola.
      L’esempio che hai portato del calcio insegnato a scuola, mi ha riportato alla mente quando utilizzavo film in inglese per presentare alcune opere letterarie: il dovervi assistere a scuola per poi doverne parlare li rendeva sgraditi ai più indolenti.

      Grazie per l’intervento e buon sabato

      Liked by 1 person

  2. Siamo sempre di corsa e spesso non controlliamo tutte queste offerte pubblicizzate. Sono sicura che più volte capitano piccoli chiamiamoli disguidi di questo tipo. Hai fatto benissimo a farlo notare !!!!👍👍👍

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