🎭 Falstaff e il suo servo 🎭

Falstaff

“Falstaff e il suo servo” di Nicola Fano e Antonio Calenda, con Franco Branciaroli e Massimo De Francovich.

Lo spettacolo, liberamente ispirato a varie opere shakespeariane, evoca le avventure di Falstaff mettendolo a confronto con il Servo, un personaggio di pura invenzione.
I due sono contrapposti in ogni aspetto, a partire dal fisico, tanto grasso e debordante l’uno, di una vitalità quasi disperata, quanto austero e segaligno l’altro, riflessivo e forse un po’ subdolo.

Il lavoro teatrale racconta l’ultimo periodo di vita di Falstaff e ne richiama le avventure che lo vedono attorniato da compagni di bevute, l’Ostessa, le Comari di Windsor, mentre il Servo fa da contrappunto e a volte funge quasi da regista delle rievocazioni.
La malinconica fine della sua parabola esistenziale avverrà, dopo che l’amico di sempre, il principe ereditario con cui ha condiviso mille bagordi, una volta diventato re Enrico V, lo rinnega e lo abbandona, a causa di una tragica caduta dal cavallo su cui è stato issato.

Il personaggio sempre eccessivo, affamato di cibo e di vita, alla fine è costretto a capitolare e muore in modo dimesso, patetico, da triste antieroe.

È uno spettacolo allo stesso tempo comico e drammatico, in equilibrio tra lo smodato vitalismo del protagonista e la malinconia della situazione, quella vecchiaia a cui non si vuole arrendere.
Il tutto si svolge in una scena spoglia, con solo la cassa da cui all’inizio rotola fuori Falstaff, e, alla fine, un grande cavallo di legno.

Fano e Calenda ne hanno trovato un interessante parallelo con l’uomo dei nostri giorni. Hanno infatti dichiarato:
«Un personaggio unico, dunque, e attualissimo: come non pensare, seguendo le sue smanie, alla frenesia dell’uomo iperconnesso che vive contemporaneamente mille vite (vere o virtuali) pur di dimostrare a se stesso che esiste? Ecco, così noi abbiamo immaginato Falstaff: se la modernità di Shakespeare è nella rappresentazione del dubbio, dell’imperfezione consapevole dell’individuo (quella di cui Amleto e Iago forniscono due filosofie gemelle ancorché opposte), la sua postmodernità è nel grassone che twitta per essere”.

 

 

 

14 thoughts on “🎭 Falstaff e il suo servo 🎭

  1. Ho assistito allo spettacolo la settimana scorsa, Branciaroli è bravissimo ma che ti devo dire, la rappresentazione non mi è piaciuta granché ed a tratti è pure noiosetta. Se avessero lasciato stare Shakespeare invece di cercare parallelismi con l’attualità o significati esistenziali sarebbe stato meglio, secondo me. Ovviamente parere mio, condiviso abbastanza con il gruppetto di amici presenti.

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  2. Secondo me Falstaff e’ un personaggio molto attuale.
    Ama gli eccessi piacevoli della vita.
    Il suo opposto, il servo, e’ triste, ipercontrollato, bloccato nel suo ruolo.
    Non sa opporgli argomenti che maturano, che elevano.
    Perche’ Falstaff sbaglia se e’ stato ricercato in passato anche dai potenti, se e’ in grado di irridere anche in punto di morte? Questa mi sembra la provocazione dello spettacolo.

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  3. A proposito di opere ispirate a Shakespeare, ti consiglio un film molto carino che ho visto qualche anno fa, Get over it: è una rielaborazione in chiave moderna del Sogno di una notte di mezza Estate, e fa spanciare dalle risate! 🙂

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      1. Grazie a te per la risposta! A proposito di cinema, ieri ho sfornato un nuovo post, più precisamente una classifica dei migliori film del decennio… spero che ti piaccia! 🙂

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