L’Islam e Marco Antonio

Roman male portrait bust, so-called Marcus Antonius. Fine-grained yellowish marble. Flavian age (69—96 A.D.). Rome, Vatican Museums, Chiaramonti Museum.
Busto marmoreo di Marco Antonio (Musei Vaticani)

Toni Capuozzo è venuto a Carate Brianza la settimana scorsa a presentare la sua graphic novel “La culla del terrore. L’odio in nome di Allah diventa Stato”, di cui ha parlato solo marginalmente, forse per invogliare i lettori ad acquistarla senza il minimo spoileraggio.

Ha invece parlato dell’Islam con una retorica degna del celebre discorso funebre di Marco Antonio nel dramma “Giulio Cesare” di Shakespeare  dove usa mirabilmente la parola per ritorcere il popolo contro Bruto e gli altri congiurati, definiti più volte “uomini d’onore.” “E tuttavia Bruto è un uomo d’onore” ripete infatti in continuazione, per poi introdurre nell’animo degli ascoltatori un giudizio severo nei suoi confronti.

Il giornalista Capuozzo non è stato da meno, dichiarando più volte di essere molto amico di una famiglia islamica, brava gente, tuttavia…
Ha parlato anche dei poveri bambini, testimoni nel loro paese di tante atrocità, qualcosa che li ha segnati e magari scoppierà all’improvviso un domani: sarebbe umano accoglierli da noi, tuttavia…

Riporto alcune battute di quel capolavoro di retorica composto da Shakespeare nel 1599:

“Amici, romani, concittadini, prestatemi orecchio.
Sono venuto a seppellire Cesare, non a farne l’elogio.
Il male che un uomo fa, gli sopravvive,
il bene rimane spesso sepolto con le sue ossa
… e sia così di Cesare. Il nobile Bruto
vi ha detto che Cesare era ambizioso:
se lo era, fu una grave colpa;
e Cesare l’ha gravemente scontata.
Ora io con il consenso di Bruto e degli altri,
poiché Bruto è uomo d’onore,
e anche tutti gli altri uomini d’onore
vengo a parlarvi al funerale di Cesare.
Era mio amico. Fedele e giusto con me…
Tuttavia Bruto dice che era ambizioso:
e Bruto è un uomo d’onore…”

“Friends, Romans, countrymen, lend me your ears;
I come to bury Caesar, not to praise him.
The evil that men do lives after them;
The good is oft interred with their bones;
So let it be with Caesar. The noble Brutus
Hath told you Caesar was ambitious:
If it were so, it was a grievous fault,
And grievously hath Caesar answer’d it.
Here, under leave of Brutus and the rest–
For Brutus is an honourable man;
So are they all, all honourable men–
Come I to speak in Caesar’s funeral.
He was my friend, faithful and just to me:
But Brutus says he was ambitious;
And Brutus is an honourable man…”

22 thoughts on “L’Islam e Marco Antonio

      1. Certo bisognerebbe sapere di ciò che si parla.
        Ineffetti voi di che parlate, dell’Islam settario wahabita/salafita, quello dei petrodollari e amico del nemico Israele o parlate dell’Islam sciita che convive in Iran con l’ortodossia ebraica (ovvero i peggiori nemici di Israele) o parlate della maggioranza sunnita (immagino sappiate cosa voglia dire Sunna) o dei movimenti esoterici Sufi o degli Uighuri vessati dalla Cina? Ah noi, voi parlate dell’Islam di cui vi hanno educato i media a penna ebraica mondiale che sono quelli che si dichiarano vittime nonostante siano proprietari di Banche, Media, Industrie, multinazionali del farmaco e pressoché dapertutto.
        Continuate pure a farvi del male con la vostra retorica ignoranza.

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      2. Purtroppo molti di noi hanno una conoscenza superficiale del mondo islamico, e una percezione negativa perché lo si associa solo a integralismo e violenza.
        Nel corso dei miei viaggi invece a me è capitato di incontrare gente meravigliosa

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      3. Signora Luisa, l’Islam è ad oggi l’unica religione che porta (se praticata) alla disciplina, la lotta interiore per controllare la propria animalità è costituita da 5 preghiere minimo, digiuno intensivo del ramadam e non solo, ed altre tecniche come lo dhikr che portano ad elevare lo spirito, più tutta la disciplina a cui ogni buon musulmano è educato tramite il Corano e gli Hadit del profeta, ecco perché quando va nei paesi islamici, generalmente si sente al sicuro.
        Ci sono sacche di violenza ovviamente, visto che c’è povertà e ci sono i musulmani solo di parola o nascita ma non praticano affatto, poi ci sono i movimenti pagati da i Wahabi o dagli Israeliani o Americani o Cinesi che fanno di tutto per imporsi in quei territori per motivi materiali.
        Ma sono cose che in Europa non troviamo? Chi vuole provare ad entrare in uno dei quartiere indiani di Londra, e che dire di quello che succede in USA. Vogliamo forse farci una passeggiata a Scampia o Tor Bella Monaca? Che sono questi Musulmani?

        Quel “tuttavia” peserà molto sulla mano di chi l’ha scritta, se lei è veritiera nel suo sentimento verso i popoli islamici che ha conosciuto e il vero Islam (che è l’ultimo baluardo della religione originaria scesa con Adamo, Noè, Abramo, Mosè, Gesù e quindi Mohammed) allora non appoggi tali nefandezze, perché quella parola così messa, è tale.

        Ma io non posso altro che consigliarla.
        Distinti saluti.

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      4. Grazie per la bella spiegazione.
        Il ” tuttavia” di quel giornalista non è stato citato per avvalorare la sua tesi, ma per accostarlo a Shakespeare che, in quel magnifico esempio di oratoria, sembra lodare l’avversario per poi indurre l’ascoltatore a odiarlo

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      5. Forse non mi sono spiegata bene. Volevo sottolineare il modo di fare di chi finge di sostenere un argomento, per poi indurre a pensare il contrario. E non perché io fossi d’accordo con le sue idee sulla necessità di diffidare e temere

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  1. IT IS wonderful to reread the old classics, here on word-press, yet it is more wonderful to Listen to Children Playing on their fine-tuned instruments on NPR’s Sunday Noon Show, I have 90 + Hearing loss yet I thrill at these children and the many talents displayed, they assure me that there will be a future, just last Sunday I listened to a young man sing Tenor on an Opera, what a beautiful voice he put to Good Use & Oh! the fine tuned Violin’s some as young as 12 years of age, already master crafts-men, women……Ode to Joy…..

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  2. si potrebbe aprire un dibattito lunghissimo e complesso sulle problematiche che hanno creato tutte le religioni, quello che però da fastidio è il qualunquismo infarcito di retorica e frasi fatte, soprattutto in periodo come questo…

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