“Lapide ad ignominia”

 

Ad ignominia 1

Questa lastra di marmo, che si trova nell’atrio del municipio di Cuneo, e in altri Comuni, fu affissa a fine 1952, pochi mesi la scarcerazione il generale nazista Albert Kesselring, capo delle forze di occupazione tedesche in Italia dal 1943 al 1945. Questi venne condannato a morte per crimini di guerra (Fosse Ardeatine, Marzabotto e altre stragi), tramite fucilazione, ma la condanna non fu eseguita per intervento del governo britannico e fu poi commutata in carcere a vita e quindi ridotta a ventuno anni di carcere. Nel 1952, tuttavia, Kesselring venne già rimesso in libertà per il presunto peggioramento delle sue condizioni di salute.

Al suo rientro in Germania il generale dichiarò non solo che non aveva nulla da rimproverarsi, ma che gli italiani avrebbero dovuto essergli riconoscenti per il suo comportamento durante l’occupazione e dedicargli un monumento.

Fu questa dichiarazione a ispirare “Lapide ad ignominia”, il componimento di Piero Calamandrei, giurista, appassionato uomo politico e padre costituente della Repubblica.

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA.

 

ODE TO KESSELRING

You will get it
kamerad Kesselring
the monument you demand of us Italians
but it’s our turn to decide
the stone it will be built with.
Not with the charred stones
of the defenseless villages racked by your slaughter
not with the ground of the cemeteries
where our young comrades
rest in serenity
not with the untouched snow of the mountains
which for two winters defied you
nor with the spring of these valleys
which saw you run away.
But just with the silence of the tortured
Harder than any stone
just with the rock of this pact
sworn amongst free men
who of their free will gathered
for dignity and not for hatred
determined to redeem
the shame and the terror of the world.
If you wish to return on these roads,
you will find us in our places
dead and alive with the same commitment
a people serried around the monument
that is called
now and forever
RESISTANCE
( translated by andreagaddini.it)

ODE À KESSELRING

Tu l’auras
Kamerad Kesselring
le monument que tu exiges de nous italiens,
mais avec quelle pierre on le construira
c’est à nous de le décider

Pas avec les pierres enfumées
des bourgs sans défense ravagés par ton carnage
pas avec la terre des cimetières
où nos compagnons tout jeunes encore
reposent en sérénité
pas avec la neige inviolée de nos montagnes
qui durant deux hivers te défièrent
pas avec le printemps de ces vallées qui te vit fuir

Mais seulement avec le silence des torturés
plus dur que tout rocher
seulement avec la roche de ce serment
juré entre des hommes libres
qui s’assemblèrent volontairement
par dignité et non par haine
décidés à racheter
la honte et la terreur du monde.

Si tu voulais un jour revenir sur ces routes
tu nous trouverais à nos postes
morts et vivants avec le même engagement
peuple serré autour du monument
qui s’appelle
aujourd’hui et pour toujours
RÉSISTANCE
(traduit par Marco Valdo M. I.)

Foto di Mino Taricco

44 thoughts on ““Lapide ad ignominia”

  1. “Ma soltanto col silenzio dei torturati
    più duro d’ogni macigno

    decisi a riscattare
    la vergogna e il terrore del mondo.”

    Grazie per l’articolo, è molto potente, Buon 25 Aprile Luisa!
    ❤ ❤ ❤ ❤

    Liked by 1 person

  2. non era un feldmaresciallo, ma un colonnello credo: resta comunque un maiale. Evaso dentro una valigia dal carcere militare, grazie ai buoni auspici della RFT che subordinò un prestito all’Italia in cambio della sua liberazione

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  3. L’occupazione tedesca dell’Italia fu particolarmente brutale in alcune parti della Toscana. Ci sono diverse lastre all’ingresso della città di Volterra che celebrano la liberazione di quella città da parte delle truppe americane il 9 luglio 1944. Questa è una bellissima città con un passato travagliato.

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  4. Questa festa di Liberazione, mi è molto cara. Mamma mi raccontava tanti episodi della guerra e le azioni eroiche di ragazzi ventenni che avevano scelto di combattere con i partigiani. Alla festa del 25 aprile che c’ha donato la libertà, dovremmo portare grande rispetto e gratitudine per il sacrificio di tante persone, donne, ragazzi, uomini! Le parole del Calamandrei, sono bellissime . Grazie per averle ricordate!

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