Tamara e il Vate (3)

jeune fille en vert
Jeune fille en vert de Tamara de Lempicka (Centre G. Pompidou, Paris)                                     [Flickr: Jean-Pierre Dalbéra]

Cap 5: TAMARA (terza e ultima parte)

Il Vate però non era pronto a desistere: sembrava che tutto il Vittoriale dipendesse da un solo pelo di quell’attizzante Polonaise. Tuttavia, nelle loro schermaglie, lei non andava oltre i baci e le carezze, o si lasciava baciare sotto un’ascella. Un giorno, avevo sentito il mio vate che, spazientito, era sbottato: “Voi non siete nient’altro che una cocotte, una cocotte molto accorta, lo ammetto. Solo la cortesia mi impedisce di farvi mettere alla porta dalla più umile delle mie serve”

Sarebbe stato così appagante se fossi stata chiamata ad esaudire subito quel desiderio! Invece, il giorno dopo aver pronunciato quelle parole Gabriele si era pentito e le aveva inviato una pergamena, con una poesia a lei dedicata, insieme a un portagioie con un anello d’argento massiccio, sormontato da un gigantesco topazio, pregandola di non andar via. Lei era rimasta, concentrata su quello che era il suo unico obiettivo: fargli un ritratto.

Anche tutti i tentativi di apparire desiderabile ai suoi occhi fallivano miseramente. Sentii Tamara fare apprezzamenti poco lusinghieri quando un pomeriggio le comunicò:seduzione

“Pranzerò con voi di buon’ora, stasera. Sapete, devo ritirarmi molto presto: alle dieci e mezzo aspetto la visita di una giovane amica che passerà la notte con me”.

Al ritratto non si faceva cenno, e la pittrice era sempre più visibilmente amareggiata, vedendo svanire una così bella occasione per farsi pubblicità: un ritratto del grande d’Annunzio le avrebbe portato enormi benefici in campo artistico e avrebbe accresciuto la sua notorietà.

Un pomeriggio il Comandante si era presentato in salotto avvolto nella sua frusciante vestaglia di seta di blu: mi rattristava constatare che si illudeva ancora che la polacca non avrebbe resistito ai suoi eroici assalti.

“Prendete anche voi un pizzico di cocaina” le aveva offerto amorevolmente

“No, grazie. Sono piombata nel vizio anni fa e ne sono uscita con fatica, e non vorrei ricaderci”.

Aveva tentato di insistere, ma poi aveva dovuto cedere. Aveva cercato allora di creare l’atmosfera giusta con un po’ di musica, un calice di champagne, luci soffuse e fiumi di parole. Sperava di stordirla con le sue espressioni altisonanti, le frasi appassionate piene di iperboli poetiche, gli ammiccamenti erotici. Aveva sempre funzionato.

Ormai gli sembrava di avere il pieno controllo della situazione, e aveva cominciato a sciogliete la cintura della vestaglia: l’avrebbe soggiogata mostrandole tutta lo splendore del suo corpo maschio.

Quando l’indumento gli era scivolato dalle spalle, quella frigida lo aveva guardato gelidamente sibilando: “Rivestitevi, non sapete che non sopporto la pornografia?»

“Allora cosa siete venuta a fare in casa mia?” l’avevo sentito chiederle, in un tono che voleva essere minaccioso ma suonava infantile e petulante.

“È chiaro, per farvi un ritratto!” era stata la risposta immediata. “Ma penso che Voi non vogliate toccare quest’argomento perché temete i miei prezzi”.

Questa risposta, che mi era giunta al di là della porta, mi aveva indignata, e stavo quasi per entrare per difendere il mio Vate. Non ce ne fu bisogno perché Gabriele era esploso ‘”Come avete detto, Madame? Se credete di poter parlare in questo modo a Gabriele d’Annunzio vi sbagliate di grosso. Ebbene, addio!’

E Tamara, quella manipolatrice che aveva osato trasgredire alla regola della casa in cui era stata ospitata con tanta premura, se ne era andata. Però sei era portata via tutti i gioielli ricevuti, che valevano ben 25 mila lire, un oltraggioso affronto che non sono mai riuscita a digerire.

(3. fine)

30 thoughts on “Tamara e il Vate (3)

  1. Ciao Luisa! 🙋🥰 Mi è piaciuta tantissimo la tua bellissima ed appassionante storia, il finale è stato fantastico, non me l’aspettavo, grande colpo di scena! 😍♥️
    Complimenti!!! 👏👏👏💞💕♥️

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    1. A dire il vero queste tre parti formano un capitolo sulla vita amorosa del Vate, dal punto di vista della sua domestica. I vari capitoli che parlano di alcune delle sue amanti compongono un racconto lungo/ romanzo breve, che ho solo fatto leggere ad alcuni amici
      😉

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  2. Sono riuscito a mantenermi in equilibrio emotivo fra tre protagonisti di questo tuo appassionato e allegro e ironico racconto. Neppure per la domestica (o meglio amorosa balia). Non amo il Vate, non amo la Polonaise, ma amo alla follia certe poesie di d’Annunzio (appartenenti alla raccolta l’Alcione) e mi piacciono i quadri di Tamara. Della balia non so nulla. Questi aspetti di umile mortale quale il Vate era in privato (e che nel racconto bene hai messo in evidenza), mi hanno sempre suscitato la domanda a cui non ho mai saputo rispondere: cosa mai le donne trovassero di affascinante in lui.Tu qualche sospetto lo fai sorgere: la lusinga del denaro attraverso regali costosi? La vanagloria di appartenere a un uomo famoso? Questo tuo racconto conferma la validità della mia domanda e dei miei dubbi. E solo una mente femminile fredda (come sono i colori delle sue tele) poteva resistere al fascino di quest’uomo. Tuttavia anche sotto questo profilo, Tamara suscita una tiepida approvazione. Povero Vate! Una grande sconfitta di cui nemmeno si accorse! Ma forse non si accorse mai di alcuna sconfitta. E a questo deve la sua tuttora viva memoria tra i posteri. Grazie. Luisa, di questa tua fatica letteraria che mette in evidenza la miseria umana anche tra i grandi dell’Arte.

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  3. Oddio, non vedo l’ora di leggere dell’incontro tra Emil Cioran e Friedgard Thoma dal punto di vista di Simone Boué! 😇 Sto già immaginando una scena come quella del romanzo 2066 in cui il generale Entrescu e la baronessa von Zumpe se la spassano alla grande 😉

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  4. Oddio, non vedo l’ora di leggere dell’incontro tra Emil Cioran e Friedgard Thoma dal punto di vista di Simone Boué! 😇 Sto già immaginando una scena come quella del romanzo 2066 in cui il generale Entrescu e la baronessa von Zumpe se la spassano alla grande 😉

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