Io sono John Clare

Propongo una delle poesie più famose di John Clare, il poeta che non sapeva bene chi fosse (leggi qui: Clare, il poeta che credeva di essere Shakespeare e Byron) , dal titolo emblematico I am!” (Io sono).
Fu composta mentre era ricoverato in manicomio, nel Northampton General Lunatic Asylum.

In questa composizione il poeta afferma di esistere, ma subito a precisa che la sua è un’esistenza isolata, in solitudine, al punto di trasmettergli l’impressione di essere quasi un’ombra, un vapore, un nulla che vaga in un mare pericoloso, dimenticato da tutti, anche dagli affetti più cari.
Tuttavia, quasi paradossalmente, il luogo solitario in cui si trova può essere positivo perché gli permette di essere in compagnia del Creatore e di coricarsi e addormentarsi imperturbato, come quand’era bambino.

I Am!

I am—yet what I am none cares or knows;
My friends forsake me like a memory lost:
I am the self-consumer of my woes—
They rise and vanish in oblivious host,
Like shadows in love’s frenzied stifled throes
And yet I am, and live—like vapours tossed

Into the nothingness of scorn and noise,
Into the living sea of waking dreams,
Where there is neither sense of life or joys,
But the vast shipwreck of my life’s esteems;
Even the dearest that I loved the best
Are strange—nay, rather, stranger than the rest.

I long for scenes where man hath never trod
A place where woman never smiled or wept
There to abide with my Creator, God,
And sleep as I in childhood sweetly slept,
Untroubling and untroubled where I lie
The grass below—above the vaulted sky.

Io sono

Io sono – eppure quel che sono nessuno l’ha a cuore o lo sa;
i miei amici mi hanno abbandonato come un ricordo smarrito:
rimastico tra me le mie sventure –
che sorgono e svaniscono in seno all’oblio
come ombre nei soffocati spasimi frenetici dell’amore
eppure io sono, e vivo – come vapore scosso.

Nel nulla del disprezzo e del clamore,
nel mare vivo dei sogni a occhi aperti,
dove non sono gioie o senso della vita
ma solo l’immenso naufragio della mia stima;
perfino i più cari, coloro che ho amato di più
mi sono estranei – anzi più estranei degli altri.

Anelo a scenari che uomo non abbia mai calcato
un luogo dove donna non abbia mai sorriso o pianto
per dimorarvi con il mio Creatore, Dio,
e dormire come nell’infanzia dolcemente dormivo,
senza essere turbato o turbare il luogo in cui riposo:
l’erba sotto di me – o il cielo ricurvo sopra.

(L.Z.)

Marocco deserto

39 thoughts on “Io sono John Clare

    1. Sicuramente la sua vita è stata condizionata dall’ambiente in cui è cresciuto: povertà, malnutrizione, problemi economici … solo un carattere fortissimo sarebbe capace di non lasciarsi schiacciare

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  1. a poetry in which more than the word there is the urgency of inner life, which pulsates in every sense that life itself offers and at the same time, when welcoming, there is an abstract (or would it be real?) feeling of deep solitude. and it is in the simplest of living that opens and reveals the soul of the poet. (well, it’s just a free reading feeling I did.)

    Liked by 1 person

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