Guerre stellari

“Guarda lassù! In cielo, verso oriente…”
“Oh Dio, è l’Apocalisse!”
“Sono di fuoco!”
“Stanno sparando cannonate! Colpiranno anche noi!”
“No, sono le sette trombe…”
“È vero: è finita! Le Scritture avevano predetto questa grandine di fuoco e sangue, con il sole che perde la sua luce!”

Il 7 agosto del 1566 gli abitanti di Basilea furono sconvolti da un evento che sembrava presagire la fine del mondo. Erano già stati terrorizzati da vari segni premonitori, ma mai si sarebbero aspettati l’inizio dell’Apocalisse…
Alcuni giorni prima, sabato 27 luglio, l’alba era stata inconsueta e il sole aveva subito un repentino cambiamento di forma e di colore, fino a “lacrimare lacrime di sangue”. E non era finita lì, il giorno seguente la luna era diventata nera e il sole nuovamente rosso.

basilea-

Il terzo episodio, quello più terrorizzante, è documentato da Samuel Coccius (o Samuel Koch) nel “Volantino di Basilea”, la gazzetta cittadina – conservato presso la Biblioteca Centrale di Zurigo- con queste parole:
” La mattina del 7 agosto 1566 moltissime persone, spaventate, videro dei grandi dischi di colore scuro apparire in cielo e fu come se estate e inverno fossero giunti nello stesso momento, con fumi e nebbie, calore intenso, spari e cannonate. Questi oggetti, così numerosi da oscurare il Sole, volavano a grande velocità come se stessero danzando o combattendo. Alcuni, che sembravano sparare colpi di cannone, divennero di colore rosso ardente.”

Il Volantino di Basilea, con la sua descrizione, non è l’unico nel suo genere, perché nel XV e XVI secolo c’erano già stati racconti di strani spettacoli celesti e miracoli. Solo cinque anni prima era accaduto qualcosa di simile a Norimberga, dove si era avvistata una nube di sfere nere che passavano davanti al sole, volando a grande velocità e scontrandosi.
A Basilea, però lo spettacolo era più terrificante ancora con quei potenti colpi di cannone.

All’episodio venne dato subito un forte significato religioso: un ammonimento alla popolazione che veniva sollecitata al pentimento da segni divini.

Gli ufologi in seguito hanno interpretato Il fenomeno come un combattimento celeste tra oggetti volanti non identificati.

Gli astronomi, invece, hanno ipotizzato un fenomeno ottico atmosferico detto parelio, comune nell’Europa del nord e dovuto alla rifrazione della luce solare attraverso nubi formate da cristalli di ghiaccio. Questa teoria viene però confutata da chi afferma che
la quantità di luci avvistate non sembrerebbe spiegabile in termini di semplici effetti luminosi creati dal sole. Inoltre come spiegare i suoni molto intensi descritti come “colpi di cannone“?

60 thoughts on “Guerre stellari

  1. Accidenti ma allora quali sono le cause? stasera spero che a Torino non succeda niente di simile, c’è la Champions non scherziamo…..però se buttasse male!

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  2. Nel 2018 ho scritto un post sul fatto che l’esplosione violenta del vulcano Tambora in Indonesia fece sì che il 1816 in America fu un anno senza estate che diede l, ‘avvio alla ”conquista del West”. Per cui non bisogna sottovalutare gli effetti di accadimenti fisici che generano eventi a catena. D’ altra parte, in considerazione che l’universo si espande, gli alieni capaci di arrivare sulla Terra sono in mondi davanti a noi, e quindi sono più evoluti, e noi abbiamo poche attrattive per loro e non hanno molti motivi per prenderci in considerazione.Però sul fatto che esistano io ho pochi dubbi.

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      1. Io credo nell, ‘esistenza di altri mondi abitati e mi piacerebbe tanto credere in Dio. La materialità di questo mondo a volte è veramente troppo, una dimensione più spirituale farebbe bene a tutti.

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      2. Certamente : una dimensione più spirituale sarebbe auspicabile … ma cozzerebbe troppo con i miseri interessi umani, non credi?
        🎶 “Extraterrestre, portami via”🎶

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    1. Grazie, Matilde cara! I dubbi vengono anche a me, ma ci sono tante cose che mi affascinano, da sempre. Sia riguardante i fanta-contatti del passato di cui le mitologie (tutte) sono ricche se pur in forme diverse, sia sulle forme di vita in altri luoghi dell’universo, che nella sua immensità inimmaginabile non può ruotare solo ed esclusivamente attorno alla povera Terra

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