Oggetti non identificati nella “Madonna della Neve” di Masolino da Panicale?

Il “Fenomeno celeste di Basilea”, di cui ho scritto ieri (vedi qui: Guerre stellari) e avvenuto il 7 agosto 1566 venne interpretato al tempo in chiave in chiave mistico-teologica. Incisione di Samuel Koch che apparve sulla “Volantino di Basilea” – conservata presso la Biblioteca Centrale di Zurigo e che è stata oggetto di speculazioni nell’ambito delle teorie del complotto sugli Ufo – mi ha fatto pensare a un altro famoso dipinto raffigurante un miracoloso evento avvenuto sempre nel torrido mese di agosto, precisamente il 5 agosto 358 d.C., in cui alcuni vedono tracce aliene.
Il 5 agosto è la festività di Nostra Signora della Neve, una data particolarmente cara non solo alla mia famiglia perché è la ricorrenza del matrimonio dei miei genitori, ma molto importante e significativa in passato. Per esempio, un Leonardo ventunenne appose per la prima volta una data a un disegno conservato a Firenze nel Gabinetto degli Uffizi mediante la dicitura: “Dì de Sta Maria della Neve/ Adì 5 daghosto 1473”.

Quel 5 agosto 358 si verificò a Roma il miracolo della neve, riportato da vari autori cristiani che narrano di un ricco patrizio di nome Giovanni, che, non avendo eredi, decise assieme a sua moglie, di destinare tutto il suo denaro a opere pie. Ma quali? Il dubbio venne sciolto dalla Madonna che gli apparve in sogno la notte fra il 4 e il 5 agosto, esortandolo a costruire una chiesa nel punto esatto in cui avrebbe fatto trovare, la mattina, della neve fresca.
Appena sveglio Giovanni si recò dal Papa Liberio, per parlargli del suo sogno e si sentì rispondere dal Pontefice che anche lui ne aveva fatto uno simile. Non ebbero molto tempo per interrogarsi sul significato, perché giunse la notizia che in quel torrido mese d’agosto si era verificato un evento straordinario: durante la notte su uno dei sette colli, l’Esquilino, un vasto terreno era stato ricoperto di una candida coltre di neve. Ecco: quello doveva essere il luogo stabilito dalla Vergine Maria. Liborio vi si recò immediatamente e , aiutato dal seguito papale, tracciò il perimetro della chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato.

Lì fu costruita una chiesa fu dedicata alla Madonna, detta ‘Liberiana’ dal nome del pontefice, ma chiamata dal popolo anche “ad Nives”. Di questo antico edificio rimane il ricordo solo in un passo del Liber Pontificalis che afferma che Liberio «fecit basilicam nomini suo iuxta Macellum Liviae».

Sopra quella chiesa papa Sisto III fece poi erigere, utilizzando anche i materiali di recupero della chiesa antecedente, una basilica più grande in onore della Madonna, la cui divina maternità era stata riconosciuta dal recente concilio di Efeso (431).
Ritenuta il più antico santuario mariano dell’Occidente, a Roma superava ogni altra chiesa per dimensioni e splendore, per cui, qualche decennio dopo, ottenne il titolo di Basilica di S. Maria Maggiore.

 

Masolino

Il pittore Tommaso di Cristoforo Fini, noto come Masolino da Panicale (1383 –1440), dipinse la “Fondazione di Santa Maria Maggiore”, una tempera su tavola oggi conservata a Napoli.
La tavola appartiene alla “Pala Colonna” o “Polittico di Santa Maria Maggiore” che il pittore dipinse nel 1427-1428 con la collaborazione di Masaccio, che però mori improvvisamente, a soli ventisette anni, nell’estate del 1428. Le cause di quel decesso non furono mai chiarite si parlò di tonsillite, di una malattia ereditaria, di un agguato da parte di alcuni banditi, che lo avrebbero soffocato con un panno. Vasari sospettò invece che fosse stato avvelenato, forse per invidia.

Di quel dipinto, poi smembrato, restano sei pannelli ora dispersi tra Philadelphia, Londra e Napoli, dove nel Museo di Capodimonte, si conserva la tavola centrale che appunto racconta l’evento miracoloso legato alla fondazione della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, il miracolo della neve.

In primo piano è raffigurato il papa, col triregno sul capo, a indicarne l’autorità, e una zappa in mano, intento a tracciare il perimetro della chiesa da erigere, della quale già si nota la superficie dell’abside e del transetto disegnata a terra dalla neve.
Attorno a lui è disposta una numerosa folla, affiancata da alcuni edifici in prospettiva che suggeriscono la profondità dello spazio, in un periodo storico in cui nessuno aveva ancora codificato nulla al riguardo.
Più in alto, nella lunetta, dentro un medaglione circolare, Gesù e la Vergine assistono alla scena.

… e poi ci sono tante nubi che punteggiano il cielo, cariche di neve, che si perdono sullo sfondo d’oro, creando anch’esse una semplicistica fuga prospettica.
Ebbene, queste deliziose nuvole, che sembrano uscite dal disegno di un bambino, hanno suscitato interrogativi in vari ufologi che hanno ipotizzato una formazione di navicelle spaziali probabilmente avvistata da quelle parti. Quelle nuvolette, sostengono, così simili tra loro, assomigliano tanto alla rappresentazione dei primi UFO americani, ovvero i “flying saucers”, i dischi (o piattini) volanti.

38 thoughts on “Oggetti non identificati nella “Madonna della Neve” di Masolino da Panicale?

    1. L’ho aperto e chiuso, anche se l’argomento mi piace moltissimo.
      Questo post mi è stato suggerito dal ricordo che ciò era rappresentato sull’incisione di Basilea poteva essere simile alle nuvole/navicelle spaziali che avevo visto a Capodimonte

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  1. Per noi romani Santa Maria Maggiore è un gioiello intoccabile, anche per devozione.
    La chiesa che dovrebbe essere sotto la basilica in verità non c’è mai stata non sono state ritrovate vestigia storiche…
    Grazie per questo post, mi fa sempre immensamente piacere passare da te, c’è sempre da imparare ❤

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