Addio Eddie van Halen, virtuoso della chitarra

“Alcuni vogliono essere delle star, altri sono musicisti. Le star vanno e vengono, i musicisti fanno musica finché vivono. Noi non seguiamo mai le mode.”

(Foto: lavocedeltrentino.it/2020/10/08)

Ieri, 7 ottobre, ha smesso di fare musica Eddie van Halen, leggenda del rock, vinto dal cancro.

Edward Lodewijk van Halen, detto Eddie van Halen, era nato ad Amsterdam sessantacinque anni fa, il 26 gennaio del 1955. Leader dello storico gruppo rock omonimo, era considerato uno dei più grandi chitarristi di ogni tempo.

Al suo nome è accostata la tecnica chitarristica del “tapping”, di cui si dice sia stato l’inventore. In realtà, il chitarrista l’ha perfezionata, facendola diventare una parte fondamentale del rock e di tutti quegli assolo di chitarra che si dicono comunemente “rock”, “hard rock” ed “heavy metal”. Esempi di tapping, benché in forma differente, erano già presenti nel XIX secolo, come nel Capriccio n. 24 di Niccolò Paganini.

Vissuto nei Paesi Bassi fino ai sette anni, nel 1962 si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti, a Pasadena. Insieme al fratello maggiore Alex, apprende a piene mani da gruppi come i Beatles e i Led Zeppelin, ma soprattutto i Cream di Eric Clapton e un altro grande della chitarra, Jimmy Page. Si racconta che il chitarrista abbia “creato” il tapping proprio durante lo studio di un brano di Page. Non riuscendo a farlo proprio, avrebbe cominciato a battere con entrambe le mani sulla tastiera della chitarra, ottenendo così quella serie di intervalli ampi, febbrili, e impossibili da raggiungere con il legato tradizionale.

È solo intorno nel 1975, dopo l’incontro con il bassista Michael Anthony e con il cantante David Lee Roth, che nasce un vero e proprio gruppo che all’inizio si chiama “Mammoth”, e successivamente, in occasione del primo contratto, prende il nome di “Van Halen”. Nel 1978 esce il loro primo album che si intitola semplicemente “Van Halen”.

Il successo è istantaneo. Lo stile innovativo, il talento di Eddie e la grande capacità da frontman di Roth, carismatico e vero animale da palcoscenico, si rivelano vincenti.

Quando nel 2000 gli viene diagnosticato un tumore alla gola, Eddie suppone di esserne stato colpito per via del plettro di metallo che aveva l’abitudine di tenere in bocca, ma dopo l’asportazione di parte della lingua si considera guarito. Negli ultimi anni però in male si era ripresentato e recentemente si era propagato fino al cervello.

La musica mi ha tenuto lontano dalla strada e dai guai e mi ha dato qualcosa che era mio e che nessuno avrebbe potuto portarmi via. Una chitarra è un’estensione molto personale di chi la suona.”

35 thoughts on “Addio Eddie van Halen, virtuoso della chitarra

  1. Mi piacciono sempre i tuoi articoli. E lo sai. Ma questo mi ha colpito particolarmente per quel richiamo che hai fatto sui Paganini. Hai messo il dito sul male del nostro tempo: la mancanza, non tanto di memoria storica, ma quanto di curiosità. Si tende oggi a prendere per originale quel che viene propagandato come tale, senza chiedersi se davvero lo sia.Vale la pena dubitare? Secondo me sì, perché il dubbio è il solo scudo all’ignoranza dilagante. Grazie, Luisa!🌹

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  2. RIP Eddie Van Halen.
    “Alcuni vogliono essere delle star, altri sono musicisti. Le star vanno e vengono, i musicisti fanno musica finché vivono. Noi non seguiamo mai le mode.” Well said. Thank you for your sharing!
    “Respect The Wind” is one of the stunning songs. It was selected as the last track in the 4th VU Suite: “Classic Velvet–Morning’s Waking Dream Suite” (later renamed by Jobson as “The Starry Night Suite”.

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