Amanda Lear

Oggi è il compleanno di Amanda Lear.
Forse.
81 anni.
Forse.
L’unica data certa è che il 22 gennaio scorso ha preso parte come modella, a Parigi, all’ultimo defilé di Jean-Paul Gaultier a Parigi, che ha detto addio alle sfilate dopo 50 anni di carriera.

PARIS, FRANCE – JANUARY 22: Amanda Lear walks the runway during the Jean-Paul Gaultier Haute Couture Spring/Summer 2020 show as part of Paris Fashion Week at Theatre Du Chatelet on January 22, 2020 in Paris, France. (Photo by Dominique Charriau/WireImage)

Le date sono sempre state un problema con la cantante e modella: lei stessa ha riferito svariate date di nascita in almeno due luoghi diversi.
La versione più probabile è che sia nata sabato 18 novembre 1939, a Hong Kong. Però, come lei stessa ha altre volte dichiarato, potrebbe anche essere nata nel 1942, nel 1946, o addirittura nel 1950.
Neppure il mese è certo, perché magari è nata a giugno, né il luogo, perché ha anche detto di essere nata a Saigon.
Data e luogo di nascita rappresentano solo due dei misteri che la circondano, assieme alla reale nazionalità dei suoi genitori e le città in cui è cresciuta, e, soprattutto, il suo sesso.

Negli anni sessanta cominciò a diffondersi la voce che prima d’intraprendere la carriera d’indossatrice e fotomodella, Amanda Tapp fosse stata un ragazzo di nome Alain Maurice Louis René Tap, operato a Casablanca una prima volta nel 1963 e una seconda l’anno seguente dal chirurgo Georges Burou, famoso per altri interventi di questo tipo.
Cambio di identità di genere e cambio di nome, perché Alain René Tap diventa Peki D’Oslo, e lavora come ballerina nella compagnia di spogliarelli e burlesque en-travesti al Carousel di Parigi. Peki in seguito sparirà in concomitanza della scalata al successo come cantante di Amanda Lear, che dichiarerà che quella non era altro che una sua sosia. Al Telegraph, a riprova delle sue parole, suggerisce anche: “Controllate le date, non corrispondono”, dimenticando che in tante interviste ha dato versioni differenti sulla data di nascita.

La Lear pur sfruttando ampiamente le voci di un cambio di sesso per suscitare più curiosità e farsi pubblicità, spesso l’ha smentito, dichiarando che si era trattato di un espediente escogitato da lei insieme a Salvador Dalí (o forse anche David Bowie).
Amanda ha infatti avuto l’onore di fare da musa ispiratrice a Dalí, incontrato a Parigi o forse a Barcellona. In una biografia del celebre pittore si legge che fu durante uno spettacolo sadomaso condito da fruste in un night-club nel Barri Gòtic, che lui la vide per la prima volta e fu attratto da quei tratti spiccatamente androgini. Si dice anche che fu in seguito al suo incontro con l’artista che assunse il nome Amanda Lear (che a livello di suono sarebbe una sorta di fusione tra ‘Amando’ e ‘Dalì’).
Oppure potrebbe aver sposato nel 1965 Morgan Paul Lear, uno studente di architettura, adottandone il cognome.
Con Dalì divise una casa a Londra insieme alla di lui moglie, Gala, e successivamente li accompagnò per circa quindici anni in una sorta di ménage à trois.

Anche la giornalista Camilla Cederna, si è interessata al “caso Amanda” e in un suo articolo del 1978, ha scritto di aver dato un’occhiata, a Milano, al suo passaporto, rilasciato a Carcassonne, Sud della Francia: era intestato a “Alain Tap, detto Amanda, nato a Saigon il 18 giugno 1939”.

24 thoughts on “Amanda Lear

  1. Una donna donna ben oltre i sospetti, eclettica intelligente e ironica ha sempre giocato sulla sua ambiguità.
    Certamente molto È stato dettato dalla sua vicinanza con quell artista dissacrante Salvador Dalì.

    Ciao Luisa e bupna giornata🌹

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  2. Una donna che ha saputo vivere intensamente la vita e che è riuscita ad invecchiare in una maniera invidiabile!! Auguri Amanda, te li meriti tutti!! E grazie a te Luisa per questi interessanti articoli 🙂

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