Le opere di Misericordia

Ci sono vari passaggi nell’omelia papale di oggi che mi hanno colpita, come l’esortazione a non limitarsi a vivacchiare “parcheggiati ai lati della vita”. L’invito a non rinunciare ai grandi sogni effettuando scelte forti, quelle che rendono significativa la vita e che dipendono dall’amore. Amore non inteso come sentimentalismo romantico o sdolcinato, perché questo è solo un amore “illusione”, uno dei fattori che “anestetizzano” la nostra vita come la febbre dei consumi, la corsa al divertimento, l’appagamento di ogni desiderio e la pretesa urlata del rispetto dei propri diritti.
Testimonianza concreta di amore vissuto nei fatti è quello che ci viene richiesto dalle opere di Misericordia ricordate nel Vangelo di oggi.

In definitiva dovremmo “pensare più a far del bene che a star bene: così si finirebbe tutti a star meglio”.

Caravaggio, Le sette opere di misericordia – 1607 – Napoli

In quest’opera Caravaggio rappresenta in un’unica scena i sette precetti cristiani, sotto lo sguardo della Madonna e del Bambino sorretti dalle grandi ali piumate di due angeli e avvolti da un ampio telo bianco.

Le sette opere di misericordia sono così raffigurate:
“Seppellire i morti”: alcuni uomini trasportano un cadavere di cui si vedono solo i piedi lividi.
“Visitare i carcerati” e “Dar da mangiare agli affamati”: in un singolo episodio si nota Cimone, in carcere, condannato a morte per fame, nutrito dalla figlia con il proprio latte che sgocciola sulla barba del padre.
“Vestire gli ignudi” e “Curare gli infermi”: un giovane cavaliere (San Martino di Tours) dona il suo mantello a un povero visto di spalle e si avvicina a uno storpio a sinistra in basso.
“Dar da bere agli assetati“: un uomo coperto da una tunica (Sansone) beve da una mandibola d’asino.
“Ospitare i pellegrini”: a sinistra un uomo indica un riparo ad un pellegrino riconoscibile grazie alla conchiglia sul cappello (segno del pellegrinaggio a Santiago de Compostela)

33 thoughts on “Le opere di Misericordia

  1. Davvero una bella riflessione.
    Il problema attuale è che, in tanti casi, far del bene è fatto più per apparire, che per volontà o spinta altruistica.
    Inoltre aggiungo, perché l’ho fatto, che far del bene perché ci si sente bene nel farlo, non è comunque un approccio corretto, perché implica che ci debba per forza qualcuno “a disposizione” (qualcuno che soffre) da supportare per far del bene a noi, non tanto di riflesso, ma come finalità principale.

    Per far del bene in modo disinterreto, bisogna, prima di tutto, star bene con se stessi, altrimenti è solo una forma mascherata di egoismo negativo, mentre volersi bene (e far star bene se stessi) è la chiave per far star bene anche chi ci circonda.

    E’ solo la mia esperienza personale e idea opinabilissima! 😉

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    1. Sono d’accordo con le tue riflessioni: quando si fa del bene per ricevere qualcosa in cambio, quello non è altruismo. Lo star bene con se stessi, e lo star meglio ancora se si fa del bene, quella è la chiave di tutto. ❤

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  2. il bene va con l’educazione non parlo di atteggiamento educato nel termine che si presuppone noto, ma va illustrato man mano che l’uomo cresce. Però collegarlo con la religione mi pone dei limiti perché il Creato si regola su un delicato equilibrio e non sempre coincide con il nostro concetto di bene. Nella natura non c’è pietà , sconti non se ne fanno. Stavolta l’ironia non è casa mia. https://wordpress.com/post/odoliber.wordpress.com/864 quando scrissi questo post pensavo toh una volta che son serio ! però colpa mia se ho solo questa etichetta! bye

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  3. Messaggio spiritualmente, ma non solo, e politicamente importante. Il Papa è l’unico personaggio pubblico che invita, specialmente i giovani a sognare (dunque progettare)in grande senza accontentarsi di starsene ai margini. Mi tornano in mente i nostro politici, e non soltanto i nostri, oche da cortile.

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  4. Ignoravo che Caravaggio avesse dedicato spazio alle opere di Misericordia.
    E’ una riflessione che è condita da sano realismo ed, al tempo stesso, guardando a ciò che più conta.

    Brava Luisa!

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    1. … ma quanti di quelli che si professano profondamente cristiani , a parole, le seguono?
      Gesù rivolgendosi agli ipocriti non disse: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume.”?

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