Pirogov, chi era costui?

Ieri è stato il duecentodecimo anniversario della nascita (avvenuta a Mosca il 25 novembre 1810) di Nikolaj Ivanovič Pirogov, medico e scienziato russo, considerato il fondatore della chirurgia di guerra e primo a utilizzare l’etere come anestetico durante le operazioni sui soldati feriti.

⚕️ Ma perché ne parlo?

Perché fu lui uno dei medici che curò Giuseppe Garibaldi, rimasto ferito dopo gli scontri sull’Aspromonte nel 1862.
Come si sa Garibaldi ricevette due pallottole di carabina, una all’anca sinistra e una al malleolo destro (episodio ricordato in una celebre ballata cantata su un ritmo di marcia dei bersaglieri).
Fatto prigioniero si cercò subito di curare le sue ferite ma, mentre quella alla coscia si rivelò poco problematica, le condizioni di quella al piede diventarono sempre più gravi, per cui si ipotizzò che il proiettile non fosse uscito dalla gamba.
I vari tentativi per di estrarlo dal malleolo furono vani e per timore di una cancrena venne consigliata l’amputazione, operazione che il generale rifiutò energicamente.

Gerolamo Induno: Trasporto di Garibaldi ferito dall’Aspromonte a Scilla

Allora il prigioniero fu caricato su di una nave e trasportato nel carcere militare di La Spezia dove una ventina di medici si avvicendarono al suo capezzale. La ferita venne trattata con irrigazioni, con l’applicazione di impiastri di farina di semi di lino, con l’impiego di sanguisughe, la somministrazione di purghe e l’adozione di diete speciali nel tentativo di ridurre il gonfiore dell’arto e far calare la febbre. Ma nessun rimedio sortì l’effetto sperato.
Furono quindi convocati anche tre luminari stranieri: un medico inglese, uno francese e Nikolaj Ivanovič Pirogov che al momento si trovava in Germania per accompagnare gli studenti russi che si recavano lì a perfezionarsi.

Per prima cosa, Pirogov contestò la procedura di molti medici che avevano cercato di localizzare l’esatta posizione della pallottola (i raggi X non erano stati ancora inventati) con sondini inseriti nella ferita, o addirittura entrando a rovistarvi con le dita. Poi visitò il paziente che rimase colpito dal fatto che il medico russo, durante la sua prima visita durata una buona mezz’ora, si fosse limitato a esaminare attentamente, senza toccarla, la ferita. Osservò anche i frammenti di calzatura e di ossa estratti dalla stessa e giunse alla conclusione che la palla si trovasse all’ interno dell’osso. Suggerì poi un trattamento attendista e conservativo dell’arto invece di propendere per l’amputazione. Secondo lui la ferita avrebbe subito un cambiamento nei giorni successivi e solo allora sarebbe stato possibile estrarre il proiettile. Tutto si verificò esattamente com’era stato previsto e dopo circa un mese la pallottola venne finalmente estratta, senza particolari complicazioni.

Garibaldi citò il medico russo nelle sue memorie ringraziandolo per la disponibilità, la competenza e l’amicizia dimostrata.

26 thoughts on “Pirogov, chi era costui?

  1. Questa proprio non la sapevo. Non sapevo assolutamente neppure che fu lui a utilizzare in quel modo l’etere.
    Ora non lo si usa più, però posso dire di essere forse uno degli ultimi anestesisti ad averlo usato.
    BUONGIORNO LUISA.
    Quarc

    Liked by 2 people

      1. È vero… grazie. Mi hai fatto anche ricordare l’ultima volta che usai l’etere… ma non in campo anestesiologico… molto interessante.
        Forse ci scriverò un piccolo articolo… facendo riferimento al tuo.
        Buona serata.
        Quarc

        Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s