AMNESIA (I parte)

Harrogate, 13 dicembre 1926


Mi chiamo Theresa Neele.
O almeno così pensavo di chiamarmi, ma non ne sono più molto sicura.
Questo è il nome con cui ho firmato il registro degli ospiti quando, il 4 dicembre, sono arrivata qui, all’Hotel Hydro di Harrogate (Yorkshire), un elegante hotel termale in stile vittoriano, ma ho una gran confusione in testa.
Tuttavia, quando mi hanno porto la penna non ho avuto alcuna esitazione: Theresa Neele di Cape Town, ho scritto di getto.
E come tale ho anche inviato una lettera, il giorno dopo, ai magazzini Harrods di Londra per farmi spedire l’anello di brillanti che vi avevo smarrito. Per fortuna il gioiello è stato ritrovato e mi è già stato recapitato.

Purtroppo non ricordo nulla del mio passato, ma devo dire che questa mancanza di memoria non è affatto una sensazione spiacevole. Mi sento leggera e libera di essere chiunque, di rappresentarmi nella mente un’esistenza armoniosa, una famiglia unita. A proposito di famiglia, ho fatto pubblicare un annuncio sul Times, in cui comunico di volermi mettere in contatto con amici e famigliari, dando sia l’indicazione di questo hotel, sia il recapito presso una casella postale: “Box R 702, The Times, EC4.”

A volte, questa specie di atarassia lascia il posto a un atroce senso di vuoto, un buco, una ferita provocata da una grave perdita … ed è questo che mi ha spinta a dire agli altri ospiti dell’albergo di essere una madre in lutto. Tutti sono molto cortesi, affabili e, nonostante la mia riservatezza, riescono a coinvolgermi nelle loro conversazioni. L’argomento del momento è la scomparsa di una nota scrittrice di gialli che dicono mi somigli molto. La descrizione diffusa dalla polizia parla di una donna “di 35 anni, alta 5 piedi e 7 pollici, capelli biondo cenere tagliati corti, occhi grigi, carnagione chiara, robusta, vestita con una gonna di maglia grigia, un maglione verde, un cardigan grigio scuro, un piccolo cappello di feltro verde, con un anello d’oro con una perla”.
Il comunicato informa anche che””la signora è partita da casa con una Morris Cowley alle 9,45 di venerdì sera, lasciando un biglietto in cui diceva di andare a fare una gita in auto. La mattina seguente la macchina è stata trovata abbandonata a Newlands Corner”.
Quella località stranamente mi ricorda qualcosa, tuttavia non riesco a far emergere molto dalla nebbia che mi offusca la memoria.
Sono riuscita persino a unirmi ai giudizi degli altri quando abbiamo letto che, oltre all’utilizzo per la prima volta di biplani per le ricerche, è stato scomodato addirittura Arthur Conan Doyle.
Per quanto riguarda gli aeroplani, anch’io ho criticato i costi non indifferenti per questo genere di indagine. L’intervento di Conan Doyle invece mi ha fatto sorridere, quando abbiamo scoperto che è stato interpellato dalla polizia del Surrey in qualità di ‘esperto nell’arte del delitto’. Mi sono poi messa a ridere di gusto quando si è saputo che quello ‘specialista’ si è addirittura avvalso dell’aiuto di un medium di sua conoscenza, un certo Horace Leaf, per avere indicazioni. Questo si è fatto consegnare un guanto della donna, ma l’unica cosa rivelatagli dagli spiriti è stata che la vittima non è morta, ma solo stordita, e vaga in stato confusionale. Però si esclude che il gesto possa essere premeditato.
Si sa anche che Scotland Yard è sommersa da una marea di presunti indizi o avvistamenti e che il marito della scomparsa continua a dichiararsi estremamente addolorato e ansioso di ritrovarla. Forse in modo un po’ esagerato, almeno così sembra. Quasi a voler coprire un qualche misfatto.

Se le ore del giorno scorrono abbastanza tranquille, scandite da passeggiate, conversazioni, parole crociate e ricamo, quelle della notte diventano insopportabili. Nella mia camera, la 105, sono ossessionata da incubi, immagini dolorose che sembravano tangibili, reali, ma a cui non riesco a dare un significato.

Vedo una pelliccia gettata sul sedile posteriore. di un’auto, in fondo a un dirupo, vicino a un lago, So anche che quel lago è la tomba di due bambini. Ma come faccio a saperlo?

Vedo un viaggio in treno, ma non ne conosco il percorso. Poi, per fortuna c’è anche un’immagine rassicurante, il viso dolce di una bambina su cui poso un lieve bacio. Ma presto quell’ovale sfuma e viene sostituito dall’irritante volto di una donna, sgradevole e inquietante. Una donna più giovane di me, che sogghigna sfacciata. La vedo ancheggiare sfrontatamente per attirare gli sguardi lascivi dei maschi, su di un campo da golf. Sono certa che il golf sia uno sport che ho praticato anch’io e mi sembra di averlo fatto apprezzare a chi mi stava accanto. Poi però ho deciso di rinunciarvi per qualcos’altro, a cui mi sono dedicata anima e corpo. Ma cosa?
Vedo un uomo che so venuto dal mare e che dice di amarmi. Forse è quello a cui ho insegnato il golf. Quello che ha continuato a praticarlo andando a divertirsi da solo. E c’è anche l’immagine di quello stesso uomo che dice di odiarmi, lasciandomi straziata.

Mi vedo anche mentre mi aggiro per la casa della mia infanzia. In quelle visioni non è però un nido accogliente e confortante, perché da qualche parte c’è una donna in agonia. So che si tratta di mia madre e che ho dovuto affrontare il dolore da sola. Forse quell’uomo che non mi ama ha finto di essere troppo impressionabile per poter sopportare malattia e morte?

E poi vedo tutti quegli oggetti da riordinare e da sgombrare, tante memorie da accantonare. Ogni rimozione dolorosa come una pugnalata, un pezzo di carne tagliato via dalla mia carne. Ma quella casa deve essere sistemata e liberata. Tutto da sola, senza il tempo di piangere, elaborare, ricevere conforto. Rassettando fino allo sfinimento, fino al punto di non ricordare neppure chi io sia. Mi vedo compilare un assegno, aspetto di leggerne la firma. Ma la firma non esce dalla penna, che scaglio lontano tra i singhiozzi. Neppure nell’incubo riesco a sapere se Theresa Neele è davvero il mio nome.

(continua)

37 thoughts on “AMNESIA (I parte)

  1. La precisione degli indizi inglese mi fa supporre che tu sia l’autrice di questo racconto yellow. Se non fosse così avviserò la redazione di Chi l’ha vista? 🧐 🤓 😎

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  2. Eccomi! L’ho salvato e l’ho letto ora, con calma… mi aveva catturato già il titolo, per cui immaginavo sarebbe stato un bel racconto cui prestare attenzione e, infatti, è veramente bellissimo e avvincente!!
    Brava! 🌸😀🌸

    Liked by 1 person

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