Michele III l’Ubriacone (parte 2)

(La prima parte si trova qui)

Con la morte del marito Teofilo nel gennaio 842, Teodora divenne la reggente dell’Impero d’ Oriente poiché il figlio Michele, che poi sarebbe stato denominato Methuso ovvero Ubriacone, aveva solo due anni. La Basilissa resse l’impero per quattordici anni, con saggezza, abilità ed energia. In ciò fu coadiuvata da un consiglio di cui facevano parte suo zio Sergio, i fratelli Barda e Petronas e anche la figlia maggiore, Tecla. Inoltre c’era il logoteta (funzionario superiore) che già aveva già collaborato con i due regnati precedenti, l’eunuco Teoctisto.

Teodora ristabilì la pace religiosa all’interno dell’impero, condannando l’iconoclastia che vietava l’uso pubblico delle immagini, ritenuto paragonabile all’idolatria pagana, e restaurando solennemente il culto delle icone. Anche quando il marito( l’ultimo sovrano iconoclasta) era ancora in vita, Teodora era rimasta fedele alla venerazione delle icone che teneva nascoste nelle sue stanze. Un giorno un servitore l’aveva vista venerarle ed era corso a riferirlo all’imperatore. Questo aveva affrontato la moglie, ma si era sentito rispondere che lei stava semplicemente giocando con le sue bambole. Due di queste icone, chiamate appunto Bambole di Teodora” , sono tuttora conservate in uno dei monasteri sul Monte Athos.
Al ripristino del culto delle immagini, Teodora ottenne dal patriarca l’assoluzione del defunto marito, a giustificazione della quale venne divulgata la fake news di un suo pentimento in punto di morte.

Mentre Michele cresceva, in seno alla corte nacquero due fazioni divergenti sulla sua educazione: da una parte la madre, il prozio e il ministro Teoctisto; dall’altra gli zii Barda e Petronas, accusati dai primi di appoggiare la vita dissoluta del nipote.
Nell’855 si decise di trovargli una sposa e venne organizzato un nuovo concorso di bellezza, senza tener conto che il quindicenne Basileus amava Eudokia Ingerina, figlia di un ufficiale della guardia reale, e aveva intenzione di prenderla in moglie.
Ciononostante, Teodora e Teoctisto, dopo aver indetto il concorso, lo fecero vincere all’aristocratica Eudokia Decapolitissa ritenendo l’altra Eudokia una donna impudente, svergognata, nonché appartenente a una famiglia di iconoclasti.

Quel matrimonio produsse solo risentimento in Michele. Su tale livore fece leva lo zio Barda, che agli occhi del nipote diventava sempre più un modello di riferimento. Lo convinse che alcuni membri della corte, bocciando le sue legittime decisioni, lo stavano di fatto privando della sua autorità imperiale. Pertanto sarebbe stato indispensabile liberare il governo dalla presenza ingombrante dell’eunuco plenipotenziario: il giovane basileus acconsentì alla sua eliminazione e volle assistere di persona alla sua uccisione.
Barda lo persuase poi a farsi nominare cesare, cioè co-imperatore e a sbarazzarsi anche dell’imperatrice-madre e delle sorelle, che vennero tutte relegate in monastero.
E così Teodora, entrata nella storia bizantina vincendo un fiabesco concorso di bellezza, ne uscì relegata in convento. In compenso è venerata come santa per il suo tenace sostegno all’Ortodossia e la sua politica contraria alle eresie.


(2. Continua)

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