L’elettricità (3): Aldini e i cadaveri

👉 L’elettricità (1): Volta e la pila
👉 L’elettricità (2): Galvani e la rana

L’ aspra diatriba sull’origine e sulle forme dell’elettricità spaccò il mondo accademico in due fazioni, Galvaniani e Voltiani, Durante le discussioni, Galvani mostrava che anche in assenza di metalli le rane morte si muovevano mentre Volta rivelava la presenza di corrente dovuta al contatto bimetallico, anche in assenza di rane.


Fu per difendere le teorie di suo zio Luigi Galvani dagli attacchi dei rivali che Giovanni Aldini (1762 –1834) si dedicò a esperimenti raccapriccianti tra il 1802 e il 1803 a Parigi e poi a Londra dove pubblicò anche uno studio sul galvanismo cioè le reazioni dei muscoli del corpo agli impulsi elettrici, intitolato “An account of the late improvements in Galvanism”.
Il fisico bolognese sosteneva che era possibile riportare in vita un cadavere mediante stimoli elettrici.
Se lo zio era riuscito mediante l’elettricità, lo “spirito vitale” che scorre nelle vene degli esseri viventi, a far muovere le zampe di rane morte lui, Aldini, era andato ben oltre. Utilizzando lo stesso metodo, aveva fatto muovere la lingua e gli occhi di teste di mucche, cani e cavalli mozzate e si era dilettato anche con teste umane a cui aveva provocato l’apertura degli occhi e raccapriccianti deformazioni dei volti.
Se gli elettrodi venivano invece collegati a corpi decapitati si ottenevano vere e proprie convulsioni o movimenti.
Ora però era giunto il momento di sperimentare su di un cadavere intero, non una testa mozzata o un corpo decapitato. Per questo era andato a Londra, dove vigeva la condanna a morte per impiccagione, a differenza di quasi tutta l’Europa in cui i condannati venivano decapitati.


Nelle carceri londinesi trovò un uomo che gli parve ideale per il suo macabro esperimento – spettacolo
Si trattava del ventiseienne George Forster (o Foster) , che era stato accusato di aver assassinato moglie e figlia facendole annegare nel canale di Paddington nel dicembre 1802.
La giuria lo aveva ritenuto colpevole e lo aveva condannato a morte per impiccagione. Si era poi avvalsa del Murder Act del 1752, che includeva una disposizione dettata dalla volontà di ” prevenire meglio l’orrido crimine di omicidio” secondo la quale anche il cadavere andava punito. Infatti non poteva essere seppellito ma dissezionato: una grande opportunità per fornire cadaveri da studiare ai medici, ma anche a garantire che i condannati non potessero cristianamente risorgere, con i loro corpi non sepolti ma fatti a pezzi.

Poco prima dell’esecuzione, avvenuta 17 gennaio 1803, Forster rese una piena confessione forse sotto costrizione. Immediatamente dopo, il suo cadavere fu calato dal patibolo e portato al “Royal College of Surgeons“ dove Aldini era pronto a effettuare il suo esperimento.

Si trattava di una spettacolare dimostrazione pubblica durante la quale i poli di una batteria rame-zinco da 120 volt vennero collegati a diverse parti del cadavere. Gli astanti osservarono che i muscoli della mascella ebbero uno spasmo e il volto assunse una smorfia di dolore. L’occhio sinistro si aprì, la mano destra si sollevò stringendo il pugno, le gambe e i fianchi iniziarono a muoversi in una danza grottesca. Quel cadavere addirittura sollevò il petto come in faticoso respiro.

Secondo gli scienziati, Aldini fu in grado per un brevissimo periodo di ristabilire alcune funzioni fisiologiche del corpo, senza tuttavia alterarne lo stato di morte cerebrale.
Il registro delle esecuzioni di Newgate riporta che “Alla prima applicazione del processo sul viso, le mascelle del criminale deceduto iniziarono a tremare, i muscoli adiacenti divennero orribilmente contorti, e un occhio fu effettivamente aperto . Nella parte successiva del processo la mano destra fu sollevata e serrata, e le gambe e le cosce messe in movimento.” Veniva inoltre precisato che se il morto fosse stato riportato in vita sarebbe stato nuovamente giustiziato poiché la sua condanna era per impiccagione “ fino alla morte”

Molti dei presenti furono sconvolti e addirittura un assistente dello scienziato morì la sera stessa per infarto, dovuto molto probabilmente al terrore causato dalla galvanizzazione del presunto assassino. ‘Presunto’ perché ultimamente è stata posta in dubbio l’equità di quel processo in quanto pare che Aldini abbia comprato i giudici per ottenere la morte per impiccagione, e abbia accelerato tutta la procedura post-mortem al fine di ottenere un cadavere davvero fresco. E’ stato anche ipotizzato che Forster in carcere abbia tentato il suicidio pugnalandosi con un rozzo coltello per evitare un eventuale risveglio durante la dissezione, se non fosse morto al momento dell’impiccagione, possibilità non molto remota per i rozzi metodi di esecuzione dell’epoca.

Giovanni Aldini uomo di scienze oltre che di spettacolo, è per certi versi il padre dell’idea del defibrillatore e dell’elettroshock. Fu infatti tra i primi a trattare pazienti mentalmente malati somministrando un voltaggio direttamente al loro cervello.

(3. Continua)


immagine: Wikimedia Commons, Giovanni Aldini, Essai theorique…sur le galvanisme – Wellcome Images

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