Da Rodari a Fukushima

Gianni Rodari, lo scrittore, giornalista e pedagogista italiano scomparso il 14 aprile 1980, ha sempre dato insegnamenti e fatto viaggiare con l’immaginazione grazie alle sue poesie, filastrocche e storie fantastiche.

“Ci vuole un fiore” è una sua filastrocca messa in musica da Sergio Endrigo e Luis Bacalov nel 1974, diventata la colonna sonora di molti bambini cresciuti negli anni ’70.

Le cose di ogni giorno raccontano segreti
A chi le sa guardare ed ascoltare

Per fare un tavolo ci vuole il legno
Per fare il legno ci vuole l’albero
Per fare l’albero ci vuole il seme
Per fare il seme ci vuole il frutto
Per fare il frutto ci vuole il fiore
Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore
Per fare un tavolo ci vuole un fiore

Per fare un tavolo ci vuole il legno
[…..]

Per fare un fiore ci vuole un ramo
Per fare il ramo ci vuole l’albero
Per fare l’albero ci vuole il bosco
Per fare il bosco ci vuole il monte
Per fare il monte ci vuol la terra
Per far la terra ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore

Per fare un fiore ci vuole un ramo
[…..]

Per fare un tavolo ci vuole il legno
[…..]

Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare il frutto ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore

Il testo è semplice, ma il messaggio è potente. La descrizione del ciclo di vita di qualcosa che è un tutt’uno con l’ambiente, comunica l’importanza dell’amore per la natura e la necessità di vivere in armonia con il nostro pianeta, di cui siamo inquilini temporanei.
Dando per scontato ciò che sta attorno (”Le cose di ogni giorno raccontano segreti/A chi le sa guardare ed ascoltare”) si dimentica che tutto proviene dalla natura, e che tutto, ritorna ad essa. Ma l’umanità spesso sfrutta ciò che è le più utile e proficuo, non solo senza alcuna gratitudine, ma restituendo scorie che intaccano i già precari e delicati equilibri dell’ecosistema.

Proprio di ieri è la notizia che Tokyo rilascerà in mare l’acqua radioattiva di Fukushima, quel milione di tonnellate di liquido usato per il raffreddamento dei reattori della centrale nucleare devastati dal terremoto e dallo tsunami del 2011. La notizia shock è stata seguita dalla ‘rassicurazione’ che, prima di essere sversata nell’Oceano Pacifico, l’acqua verrà purificata con la rimozione della maggior parte del materiale radioattivo ad eccezione del trizio, un isotopo dell’idrogeno considerato ‘poco pericoloso’ per l’organismo umano se assorbito in piccole quantità.


Everyday things tell secrets
To those who know how to look at them and listen to them

To make a table you need wood
To make wood you need a tree
To make a tree, you need a seed.
To make a seed you need a fruit.
To make a fruit you need a flower.
To make a tree, you need a seed.
To make a seed you need a fruit.
To make a fruit you need a flower.
You need a flower, you need a flower.

To make a table, you need wood.
[… ..]
To make a flower you need a branch
To make a branch you need a tree
To make a tree you need the woods
To make the woods you need a mountain
To make a mountain you need the earth
To make the earth you need a flower
To do everything you need a flower

To make a flower you need a branch
[… ..]

To make a table you need wood
[… ..]

To make everything you need a flower
You need a flower to make the fruit
To make everything you need a flower
[… ..]

55 thoughts on “Da Rodari a Fukushima

  1. E’ triste questa notizia, prima o poi la Terra ci farà pagare queste bestialità. Mi meraviglio dei Giapponesi, dopo aver provato che cos’è l’inquinamento, dopo essere risorti dopo la bomba atomica, si permettono di inquinare il mare???? Non ci sono parole!!!!

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      1. Dice delle parole molto sagge e molto belle questo proverbio, 👍. Speriamo che le nuove generazioni abbiano più consapevolezza che il nostro pianeta è qualcosa da tutelare in ogni suo aspetto e in ogni sua forma, 🤞.

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  2. ” ‘poco pericoloso’ per l’organismo umano se assorbito in piccole quantità.” i pesci, invece, anche loro staranno benissimo… Come se ci fossimo solo noi… Niente, impariamo nulla, siamo ottusi siamo… 🤬 Sono arrabbiata riguardo a questa cosa. Sono furiosa 🤨

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    1. Sono furiosa anch’io, La mancanza di rispetto per la vita. Aggiungerei: da parte di una nazione che sa cosa vuol dire la radioattività, ma taccio perché anche da noi, nel nostro piccolo, si scaricano scorie in gran segreto, soprattutto in certe zone del paese

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  3. Carissima Luisa! Che bello, mi hai fatto tornare indietro con gli anni… da bimba avevo il “giradischi” arancione (penso fosse l’unica versione in commercio) e tra i tanti dischi (33 giri) da cui ascoltavo le favole, i racconti e le canzoni, c’era anche quella della poesia di Gianni Rodari che io cantavo a squarciagola!!! 🌸🌸🌸🌸🌸🌲🌳
    Bel post, come sempre. Ti abbraccio da figlia

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  4. YES,YES,YES, CERTAINLY AGREE MAKES SENSE TO ME. THANKS FOR THE INSPIRING POST . I THOUGHT OF THIS AS A CHILD LONG AGO , I TRIED TO TELL THE ADULTS BUT THEY DIDN’T CARE , THEY ARE ALL DEAD NOW. BUT THEY WERE MENTALLY DEAD THEN BUT WE WHO UNDERSTAND THIS ARE. ALIVE !!! 💋💯🆓

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  5. Un poeta e un grande interprete…a me piaceva molto Endrigo, un poeta dell’anima.
    Mia figlia è sconvolta per la notizia dello svversamento…non se ne capacita. Ma come potremmo mai capacitarci della distruzione che l’uomo imperterrito continua a devastare questo pianeta.

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    1. Il mangiadischi,,,, che bei ricordi!
      Anche allora si parlava di inquinamento (ricordo che sessant’anni fa, alle elementari, avevamo raccolto le firme per rendere meno nocive le emissioni dalle fabbriche) ma ora si tratta di distruzione fatta coscientemente senza nessun riguardo al futuro, e neanche al presente

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