Happy Birthday, Louise Glück! 🎉

Louise Glück, the American poet who was awarded The Nobel Prize for Literature in 2020, was born on 22 April 1943.

AT THE RIVER
One night that summer my mother decided it was time to tell me about
what she referred to as pleasure, though you could see she felt
some sort of unease about this ceremony, which she tried to cover up
by first taking my hand, as though somebody in the family had just died—
she went on holding my hand as she made her speech
which was more like a speech about mechanical engineering
than a conversation about pleasure. In her other hand
she had a book from which, apparently, she’d taken the main facts.
She did the same thing with the others, my two brothers and sister,
and the book was always the same book, dark blue,
though we each got our own copy.

There was a line drawing on the cover
showing a man and woman holding hands
but standing fairly far apart, like people on two sides of a dirt road.

Obviously, she and my father did not have a language for what they did
which, from what I could judge, wasn’t pleasure.
At the same time, whatever holds human beings together
could hardly resemble those cool black-and-white diagrams, which suggested,
among other things, that you could only achieve pleasure
with a person of the opposite sex,
so you didn’t get two sockets, say, and no plug.

School wasn’t in session.
I went back to my room and shut the door
and my mother went into the kitchen
where my father was pouring glasses of wine for himself and his invisible guest
who—surprise—doesn’t appear.
No, it’s just my father and his friend the Holy Ghost
partying the night away until the bottle runs out,
after which my father continues sitting at the table
with an open book in front of him.

Tactfully, so as not to embarrass the Spirit,
my father handled all the glasses,
first his own, then the other, back and forth like every other night.

By then, I was out of the house.
It was summer; my friends used to meet at the river.
The whole thing seemed a grave embarrassment
although the truth was that, except for the boys, maybe we didn’t understand
mechanics.
The boys had the key right in front of them, in their hands if they wanted,
and many of them said they’d already used it,
though once one boy said this, the others said it too,
and of course people had older brothers and sisters.

We sat at the edge of the river discussing parents in general
and sex in particular. And a lot of information got shared,
and of course the subject was unfailingly interesting.
I showed people my book, _Ideal Marriage—_we all had a good laugh over it.
One night a boy brought a bottle of wine and we passed it around for a while.

More and more that summer we understood
that something was going to happen to us
that would change us.
And the group, all of us who used to meet this way,
the group would shatter, like a shell that falls away
so the bird can emerge.
Only of course it would be two birds emerging, pairs of birds.

We sat in the reeds at the edge of the river
throwing small stones. When the stones hit,
you could see the stars multiply for a second, little explosions of light
flashing and going out. There was a boy I was beginning to like,
not to speak to but to watch.
I liked to sit behind him to study the back of his neck.

And after a while we’d all get up together and walk back through the dark
to the village. Above the field, the sky was clear,
stars everywhere, like in the river, though these were the real stars,
even the dead ones were real.

But the ones in the river—
they were like having some idea that explodes suddenly into a thousand ideas,
not real, maybe, but somehow more lifelike.

When I got home, my mother was asleep, my father was still at the table,
reading his book. And I said, Did your friend go away?
And he looked at me intently for a while,
then he said, Your mother and I used to drink a glass of wine together
after dinner.

This poem appeared in the January 12, 2009 issue of the New Yorker

AL FIUME

Quell’estate mia madre decise una sera che era ora di parlarmi
di ciò che chiamava piacere, anche se si capiva che provava
una sorta di disagio per questo discorso, che cercò di nascondere
prendendomi per prima cosa la mano, come se qualcuno della famiglia fosse appena morto –
e continuò a tenermi la mano mentre pronunciava il suo discorso
che era più simile a una dissertazione di ingegneria meccanica
che non a una conversazione sul piacere. Nell’altra mano
teneva un libro da cui aveva evidentemente tratto i fatti principali.
Fece la stessa cosa con gli altri, mio fratello e mia sorella,
e il libro era sempre lo stesso, blu scuro,
sebbene ognuno di noi abbia una sua copia.

Sulla copertina c’era un disegno a tratteggio
che mostrava un uomo e una donna che si tenevano per mano
in piedi, abbastanza distanti, come persone sui due lati di una strada sterrata.

Ovviamente, lei e mio padre non avevano una parola per quello che facevano
che, da quel che potevo giudicare, non era piacere.
Qualsiasi cosa tenga uniti gli esseri umani
difficilmente potrebbe somigliare a quei freddi diagrammi in bianco e nero,
che suggerivano, tra l’altro, che si poteva ottenere piacere solo
con una persona dell’altro sesso,
cioè non ci potevano essere due prese e nessuna spina.

La lezione era finita.
Tornai in camera mia e chiusi la porta
e mia madre andò in cucina
dove mio padre versava bicchieri di vino per sé e per il suo ospite invisibile
che – sorpresa – non compare mai.
No, c’è solo mio padre con il suo amico, lo Spirito Santo,
che festeggia tutta la notte finché la bottiglia è vuota,
dopodiché mio padre continua restare seduto a tavola
con un libro aperto davanti a sè.

Con tatto, per non mettere in imbarazzo lo Spirito,
mio padre si occupava lui di tutti i bicchieri,
prima il suo, poi l’altro, e così via, tutte le sere.

A quel punto ero già fuori casa.
Era estate; i miei amici si incontravano al fiume.
Tutta quella cosa sembrava davvero imbarazzante
anche se la verità era che, a eccezione dei ragazzi, noi forse non capivamo
la meccanica.
I ragazzi avevano la chiave proprio lì davanti a loro, nelle loro mani se volevano,
e molti di loro dicevano di averla già usata,
anche se una volta che un ragazzo lo dice, lo dicono anche gli altri,
e naturalmente avevano anche fratelli e sorelle maggiori.

Ci sedemmo sulla riva del fiume a parlare di genitori in generale
e di sesso in particolare. E condividemmo molte informazioni,
naturalmente l’argomento era terribilmente interessante.
Mostrai agli altri il mio libro, – Il matrimonio ideale, – e tutti scoppiammo in una bella risata.
Una sera un ragazzo portò una bottiglia di vino che per un po’ facemmo girare.

Quell’estate capimmo sempre più
che stava per capitarci qualcosa
che ci avrebbe cambiati.
E il gruppo, tutti noi che ci incontravamo in quel modo,
si sarebbe frantumato, come un guscio che si rompe
perché l’uccello possa emergere.
Solo naturalmente sarebbero emersi due uccelli, coppie di uccelli.

Ci sedevamo tra le canne in riva al fiume
lanciando piccoli sassi. Quando i sassi colpivano l’acqua,
si vedevano tante stelle moltiplicarsi per un secondo, piccole esplosioni di luce
che lampeggiavano e si spegnevano. C’era un ragazzo che cominciava a piacermi
non per parlarci ma da guardare.
Mi piaceva sedermi dietro di lui e studiarne la nuca.

Dopo un po’ ci alzavamo tutti insieme e nel buio facevamo ritorno
al paese. Sopra il campo, il cielo era limpido,
stelle ovunque, come nel fiume, e se queste erano stelle vere,
anche quelle morte erano reali.

Ma quelle nel fiume …
erano come un’idea che esplode all’improvviso in mille idee,
forse non reali, ma in qualche modo più realistiche.

Quando arrivai a casa, mia madre dormiva, mio padre era ancora a tavola,
a leggere il suo libro. Gli chiesi, il tuo amico è andato via?
Mi guardò attentamente per un po’ ,
poi disse: Un tempo bevevo un bicchiere di vino assieme a tua madre
dopo cena.
(trad: L.Z.)

image: https://fshoq.com

39 thoughts on “Happy Birthday, Louise Glück! 🎉

  1. Wow, what a nice prose like poem. It’s almost a mundane topic, but with such tenderness which obscures the sadness and doom. And I almost see hope that she will be different from her parents and from that picture–a symbol of iron claw on what one is allowed to think of love.

    Liked by 1 person

  2. This poem pulled me in . For some reason it didn’t to say what I would have wanted it to say. So I read on just to see it would, until the end. That’s when I understood it all, at least I think I did.

    Folks never know how exactly to deal with the stages of relationships in marriage leave alone talk sex into teenagers. And teenagers see their pain and lame trials when they think they don’t.

    I like the style.

    Liked by 1 person

    1. Relationships within a marriage, or the mechanisms of the parent-child relationship are always very delicate, sometimes difficult. If you take something for granted, you end up making irreparable mistakes-
      Thank you very much for your interesting comment 🙏🌼🙏

      Liked by 1 person

  3. Ciao Luisa! Incredibilmente bello il testo, è una sorta di iniziazione allo sbocciare nell’età adulta, con tutte le problematicità relative… eppure quel passaggio della naturale attrazione verso il ragazzo “bello da guardare”, è talmente pieno di tenerezza da riuscire a superare ogni imbarazzo, ogni difficoltà relazionale ed interpersonale nel rapporto di coppia e all’interno della stessa famiglia. Fa capire che le cose “accadono”, proprio perchè seguono il loro corso naturale, la loro evoluzione.. e non serve un libro a spiegarne il perchè…
    Scusa se mi sono dilungata ma è davvero toccante! E, se me lo permetti, ringrazio ancora una volta Te e Marcello Comitini per lo studio eccellente che fate con le traduzioni e soprattutto per la condivisione del vostro interesse per Louise Glück.
    Grazie Luisa!
    ❤❤❤❤

    Liked by 1 person

    1. This is the description of a past common to many: the mother’s reticence to talk about sex, married life that becomes habit and lack of communication, and the search for an “imaginary friend” with whom to share what in the family is no longer shared.
      Have a wonderful weekend, dearest Sharon 🥰🌹🥰

      Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s