Christina Rossetti and Eloisa

Christina Rossetti took up the subject of Alexander Pope’s “Eloisa to Abelard in her poem “The Convent Threshold” (written in 1858) which might be seen as a disguised retelling of that story.
The long poem is a monologue that follows a woman’s desire to rise above her sinful human existence, leaving earthly passion behind and transmuting it into heavenly love.
The following are the fourth stanza and part of the fifth, where the narrator struggles between her act of adultery and repentance, and recalls the pleasant sin she and her lover committed, for which they have to repent. She believes that joy and love are fleeting, and repentance is the only way to avoid long years of guilt and regret, and to enjoy eternal life.

You sinned with me a pleasant sin:
Repent with me, for I repent.
Woe’s me the lore I must unlearn!
Woe’s me that easy way we went,
So rugged when I would return!
How long until my sleep begin
How long shall stretch these nights and days?
Surely, clean Angels cry, she prays;
She laves her soul with tedious tears:
How long must stretch these years and years?

I turn from you my cheeks and eyes,
My hair which you shall see no more–
Alas for joy that went before,
For joy that dies, for love that dies.
Only my lips still turn to you,
My livid lips that cry, Repent.

Hai commesso con me un amabile peccato:
pentiti con me, perché io mi pento.
Povera me, quante consuetudini devo disimparare!
Povera me, la strada era facile quando l’abbiamo percorsa
ma ora, al ritorno è così impervia!
Quanto tempo passerà prima che inizi il mio sonno,
quanto dureranno questi giorni e queste notti?
Sicuramente, gli angeli puri piangono, e lei prega
inondandosi l’anima con lacrime tediose:
quanto tempo devono durare tutti questi anni?

Distolgo da te le mie guance e gli occhi,
e i capelli che non vedrai più.
Che dolore per la gioia che è venuta prima,
per quella che muore e per l’amore che muore!
Solo le mie labbra si rivolgeranno a te,
le mie labbra livide che gridano, pentiti
.
(L.Z.)

Image: “Eloisa reads Abelard’s letter” a 1779 print of Angelica Kauffmann’s painting made by William Wynne Ryland.

48 thoughts on “Christina Rossetti and Eloisa

  1. Quando ci si ama, lasciamoli piangere questi angeli pur!. Altri tempi, per fortuna. Ora abbiamo capito che lassù non è proprio vero che ci sia qualcuno pronto a punire ottusamente. E allora la strada del ritorno ” when I would return!” è solo malinconia e non tormento. Grazie Luisa della condivisione di questa vicenda e dei versi magnificamente tradotti.

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    1. Some critics say this poem is her retelling of Alexander Pope’s “Eloisa to Abelard”, however others are more cautious.
      In any case, this poem deals with the the process of transformation of love, from erotic ( known by the woman) into spiritual.

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  2. BEAUTIFUL JUST BEAUTIFUL LUISA SOMETIMES DOING THE RIGHT THING AND GIVING UP WHAT WE AS MERE HUMANS WANT & NEED FOR THE FLESH CAN BE A LONELY EXISTENCE ESPECIALLY IF WE HAVE ALREADY HAD A TASTE OF THE EXPERIENCE BUT AS I SAID BEFORE ,THE GIFTS CAN BE , NO , WILL BE MUCH MORE REWARDING TO YOU ( I KNOW ) . LUISA BLESS YOU ALWAYS MY DARLING FRIEND 😼💃 💔❤🙏 !!!!!!

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  3. I think that repenting is not a bad thing, but I disagree, although believin in a “spuerior justice”, about the “idea” of “repent, till you are in time!”. If its nont for veri serioous “sins”, like “killing someone” (except for “self defending”). I struggle inisde myself and discuss also with ” and even against others who firmliy think of a divine punishment if not “repented in time”. I believe in a God that says “don’t refuse you for not finding me, but accept you for ..seasrching me, and consider some mistakes of yours as due to your human nature…”.
    When I confessed, around “daily normal sins”, the prieste said to me “be carefull, God may punish you….”.
    I 20 years ago “stop confessing just for this. Now want to believe for search of fait, and in a god of “Love”, not believe for “fear”.
    Consider all I have written aboeve “a carattere generale”, not specifically referred to the contesto of the poem. I want to believe freely, with no “dogmas”, never the less by thereat of a “hell” if I fail “a step”. Want to believe only by free and serene inner search, and love for others. Simply so. Ciao

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    1. I agree with you: you have to believe out of free choice and not out of fear of eternal punishment. That would not be faith but convenient acceptance of something about which one does not even ask questions
      Have a wonderful week 🤗😘🤗

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  4. Luisa, Gianni Mina’ chiiese a Ray Charles anche sulla fede, ed espresse esattamente cio’ che ti ho espresso io, seppur concisamente e con altre parole. Ma non imparai da lui, la vedevo gia’ cosi’ di mio. Mina’: “Lui ha fede religiosa?”. Il traduttore, gli si avvicina all’orecchio….”. Ray Charles: “oh, se intendi nel senso di seguire una fede religiosa, la risposta e’ negativa. Nel senso che non sono cattolico, metodista, battista o islamico ecc. Ma sono un fermo credente in Dio. Sai, la chiesa si inventa le sue regole, e non sempre mi trova d’accordo. Cosi’ mi basta credere in Dio, semplicemente….”. Esclamai in dialetto: “Eh, ta togu!” (si legge “edadògu!”- legato con le t che diventano d, per eufonia-)), “eh, che forte…”. Ciao 🙂

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  5. ((si legge “edadògu!”- legato con le t che diventano d, per eufonia-)), si’, come le c si scrivoo ma che nellla pronuncia diventano g, o le p diventano b. Quando pero’ sono la *prima lettera di una *parola. Se leggi un testo in sardo , e vedi scritto “su *pani”, “il pane”, si pronuncia “subàni”; “su casu” (il formaggio” si dice “sugàsu”), “su cani”- il cane-, è “sugàni” , “sa *picciocca” (la ragazza), si pronuncia “sabicciòcca” (qui le “c” restano tali perche’ stanno in mezzo alla parola”)

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      1. Grazie a te. Certo, il asrdo non e’ una lingua “that takes you everywhere”, ma ho voloto scriverti questo proprio perche’ per chi non e’ sardo puo’ risultare interessante, almeno curioso che noi pronunciamo legato, con le consonanti dure che diventano altre che sono il corrispettivo “dolce”, per le consonanti iniziali. Ti ho spiegato questo pensando a tantissime persone che ho conosciuto del “continente” , qui in sardegna da anni, come un negoziante romano che parlava tutto il sardo, ma diceva “su pani”- era negoziante alimentare..- e io e altri clienti a dirgli, per anni. “no, signor Fanteli, si scrive “su pani” ma diciamo “subàni”. Lui e la signora, anche ella romana, dicevano “lo so, ma ci viene difficile….”. “Sa Sardegna esti bella, esti unu paradisu..”- “no, si dice “sasardègma esti bella, esti unubaradìsu”.
        A volte faccio queste precisazioni specialmente da quando hanno fatto successo i Tazenda, e vi trovate da anni dei testi in sardo delle loro canzoni, e mi piace farvi sapere per esempio che “su coro”, “il cuore”, si pronuncia “sugòro”, “unu bellu fiore” “unubelluviòre”.
        Il sardo devi sapere, che suscita da decenni,, da quando ero piccolo io, l’interesse dei linguisti, anche stranieri. Avevo 10 anni quando sentivo che linguisti tedeschi studiavano il sardo, e qualche decina di anni fa venne un linguista dal giappone, viveva a cagliari da qualche per studiare il sardo. Intervisato, si espresse in un cagliaritano perfetto. “Deu seu giapponesu, e seu innoi po’…” (“io sono giapponese, e sono qui per..”). E’ studiato per le sue peculiarita’, contiene molte parole di origine africana, fenicia, forse “pre celtica” (to jump, in sardo giumpài; to fall, in sardo falare…, e qualcuno ha visto “qualcosa” anche con l’etrusco). Fra fra le altre cose il sardo è molto piu’ conservativo del latino rispetto alle altre lingue neolatine, italiano compreso. Solo il sardo e il rumeno ad esempio, hanno conservato- a detta degli studiosi- la quarta declinazione latina. Un esempio per tutti, Il mio cognome, Vàrgiu 🙂
        Ciao.

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  6. Possono passare secoli ma le emozioni umane sono sempre le stesse, è strabiliante! Certo, cambiano le epoche, le ideologie, ecc. ma le paure, i rimorsi, i rimpianti, gli amori accecanti e le passioni conduzionano sempre le nostre vite e con esse, le nostre felicità… 🌺🌼🌷🌺🌹

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  7. che intensità in questi versi (resi pienamente dalla tua traduzione). Sai Eloisa, mi convinco sempre più che quando l’amore è profondo profonde escono parole

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