La ballata di Mackie Messer 🔪

“Die Moritat von Mackie Messer”, spesso tradotta in inglese come “Mack the Knife” e in italiano come “La ballata di Mackie Messer” è una canzone la cui musica fu composta da Kurt Weill su testo di Bertolt Brecht
Moritat (da “mord” che significa “assassinio” e “tat” che vuol dire “impresa” ) è un tipo di ballata medievale, tradizionalmente cantata da menestrelli itineranti, che racconta i crimini di famigerati assassini.
Viene cantata all’inizio dell’ Opera da tre soldi, che Brecht scrisse nel 1928 rifacendosi a lavori precedenti, primo fra tutti “The Beggar’s Opera” (L’opera del mendicante.) di John Gay

L’opera da tre soldi è un lavoro difficile da catalogare: non la si può definire opera lirica, ma nemmeno musical o testo di prosa con canzoni. perché è un mix di tutti questi generi.

E’ irriverente, aggressiva e tratta di questioni sociali, politiche ed economiche: i diseredati, i conflitti, la corruzione e la morale borghese.

In quest’opera la differenza tra criminali e persone rispettabili sembra sparire del tutto, sembra che soldi rendano tutti uguali, cioè corrotti.
Mackie Messer, uomo senza scrupoli, è in fondo un esempio della rispettabilità borghese e della violenza del capitalismo.

La ballata venne inserita all’ultimo momento perché il tenore Harald Paulsen che doveva interpretare Mackie Messer, pretese di avere una presentazione importante, un pezzo che introducesse il suo personaggio, così da dargli maggior risalto.
Questa smania di farsi notare obbligò Brecht e Weill a scrivere in brevissimo tempo, poco prima del debutto, La ballata di Mackie Messer. Tuttavia non la fecero cantare da Paulsen perché, considerandola una sorta di preludio, la vollero interpretata da un cantastorie, accompagnato dal suo organetto. Quel brano, aggiunto così all’ultimo momento, quasi per caso, diventò un successo che quasi stupì i suoi autori.

La canzone narra le atroci imprese che Mackie compie con assoluta indifferenza e con la tranquillità di sapersi impunito. E’ un predatore e viene paragonato a uno squalo che però fa intuire la sua pericolosità mettendo ben in mostra i suoi denti- Invece Mackie continua a spargere sangue, nascondendo il coltello, e facendosi vedere in giro con guanti sempre bianchi. (Messer è una parola tedesca che significa coltello).

In Italiano ne abbiamo varie versioni: da Domenico Modugno a Milva, da Massimo Ranieri a Milly, che vi propongo qui

Mostra i denti pescecane,
e si vede che lì ha.
Un coltello solo ha Mackie Messer
mz vedere non lo fa.

Sulla spiaggia di Long Island,
giace un tale a mezzodì,
poco prima lo sappiamo,
Mackie Messer era lì.

Han trovato Jenny Towler,
un coltello in mezzo al sen.
Che sia stato Mackie Messer,
testimoni. non ce n’è.

A Schmul Meyer l‘industriale
un ignoto un dì sparò.
Mack ne spende il capitale,
ma provarlo non si può.

Sei bambini son bruciati
nell’incendio di Brooklyn.
Mackie Messer sa qualcosa
ma non parla e beve gin.

Vedovella minorenne,
il cui nome ognuno sa,
ci rimise un dì le penne
Mack la colpa chi l’avrà?

Lai lalalala… lai lalallaila…
Mack la colpa chi l’avrà?

Propongo anche la versione di Gigi Proietti, che offre anche una bella e gustosa spiegazione introduttiva

45 thoughts on “La ballata di Mackie Messer 🔪

      1. It is actually. Here;s the thing, I remembered seeing the Macheath story the other day when you blogged it BUT I couldn’t remember if it was the actual Beggar’s Opera or the the Threepenny. But then later I thought…they did Mack the knife. Wait for this.. The lead had just appeared in the 3rs Indiana Jones movie… But hey, that’s acting.

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  1. Bello ed esaustivo articolo e molto bello il video dell’interpretazione di Proieti. Come sempre grazie Luisa per condividere con noi tutta questa cultura. Buon pomeriggio 😘

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  2. Eì un lavoro teatrale che a dire la verità non mi è mai piaciuta ( Bertolt Brecht mi perdonerà, spero! ) Ma l’interpretazione di Proietti è straordinaria, come lo era lui del resto!!! 🙂

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  3. Ne avevo sempre sentito parlare, ma mai in modo così chiaro ed esaustivo da indurmi a saperne di più, mi sono sempre accontentata della battuta “ è un opera da tre soldi” senza ricercare a cosa si riferisse di preciso, non mi sembrava interessante tu invece lo hai reso tale, grazie Luisa, un abbraccio forte 💙

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  4. Apprezzatissime tutte e due le versioni.
    Quella di proietti la ricordo benissimo.
    E che dire di Milly, può sembrare strano, ero piccolissima ma amavo e amo questa interprete abbastanza dimenticata.
    Vivendo in una famiglia dove il teatro era di casa ho avuto la fortuna di “conoscere” figure incredibili.
    Questa artista io l’adoravo, per l sua voce particolare e le raffinate interpretazioni e mise.

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