Christopher Isherwood

Christopher Isherwood was an English-American novelist, who was born on 26 August 1904.

He was W. H. Auden’s literary mentor and partner in an intermittent, casual liaison, and collaborated with him on some works. Through Auden, Isherwood met Stephen Spender, with whom he later spent a lot of time in Germany (He had gone to Berlin, the capital of the young Weimar Republic, drawn by its reputation for sexual freedom.)
It was with Auden that he immigrated to the United States in 1939, a controversial move, that some regarded as a flight from danger on the eve of war in Europe. That year Isherwood turned to pacifism and to Indian Vedanta, Hindu-centred philosophy, to which he was introduced by British writer Aldous Huxley.
The process of conversion to Vedanta was so intense that Isherwood was unable to write another novel until 1945, while he immersed himself in the study of the Vedanta Scriptures.

He was naturalized in 1946. He had considered becoming an American citizen the previous year, too, but at the time he had hesitated at taking an oath that included the statement that he would defend the country. In 1946 he explained he would accept non-combatant duties like loading ships with food.

Among other novels, he wrote “Mr Norris Changes Trains” (1935) and “Goodbye To Berlin” (1938) often published together in a semi-autobiographical collection called “The Berlin Stories”. These novels were later adapted into the 1951 play “I Am A Camera”, whose title is a quote taken from the stories’ first page: “I am a camera with its shutter open, quite passive, recording, not thinking.”
Also the 1966 Broadway musical “Cabaret” and the 1972 cult film of the same name were derived from “The Berlin Stories”.

Isherwood was little engaged with the public celebrity his work was giving him, because something far more important was happening in his private life. In 1953, he had fallen in love with Don Bachardy, an eighteen-year-old college student who would become a painter and portraitist. Despite the age difference, their partnership continued until Isherwood’s death, in 1986.

P.S.: Tomorrow I will post a lovely nonsense poem attributed to Isherwood. He had already tried his hands at that type of poetry when he was still in England in the late 1920s but the book was not published until 1982. The title of that collection was “People One Ought to Know”, and it had been written while he was living with a violinist, André Mangeot, and working as secretary to his string quartet. The illustrations contained in the volume had been made by Mangeot’s eleven-year-old son, Sylvain.

Christopher Isherwood, romanziere anglo-americano, nacque il 26 agosto 1904.

Fu mentore letterario di W. H. Auden e suo partner in una liaison intermittente e casuale e i due collaborarono in alcune opere. Tramite Auden, Isherwood incontrò Stephen Spender, con il quale in seguito trascorse molto tempo in Germania. (Si era recato a Berlino, la capitale della giovane Repubblica di Weimar, attratto dalla sua libertà sessuale.)
Fu con Auden che emigrò negli Stati Uniti nel 1939, una mossa controversa, che alcuni considerarono una fuga dal pericolo alla vigilia della guerra in Europa. Quell’anno Isherwood si indirizzò al pacifismo e al Vedanta indiano, filosofia incentrata sull’induismo, a cui fu introdotto dallo scrittore britannico Aldous Huxley.
Il processo di conversione al Vedanta fu così intenso che Isherwood, immerso nello studio delle Scritture Vedanta. non riuscì a scrivere un altro romanzo fino al 1945.

Nel 1946 fu naturalizzato. Aveva preso in considerazione l’idea di diventare cittadino americano anche l’anno precedente, ma all’epoca aveva esitato a prestare un giuramento che includesse la dichiarazione che avrebbe difeso il paese. Nel 1946 spiegò che avrebbe accettato compiti non belligeranti come caricare di cibo le navi,

Tra gli altri romanzi, scrisse “Mr Norris Changes Trains” (1935) e “Goodbye To Berlin” (1938) spesso pubblicati insieme in una raccolta semi-autobiografica dal titolo “The Berlin Stories”. Questi romanzi furono successivamente adattati nella commedia del 1951 “Io sono una macchina fotografica”, il cui titolo è una citazione tratta dalla prima pagina delle storie: “Sono una macchina fotografica con l’otturatore aperto, alquanto passivo, che registra, non pensa”.
Anche il musical di Broadway del 1966 “Cabaret” e l’omonimo film cult del 1972 sono tratti da “The Berlin Stories”.

Isherwood era poco interessato alla celebrità che il suo lavoro gli stava procurando, perché stava accadendo qualcosa di molto più importante nella sua vita privata. Nel 1953 si era innamorato di Don Bachardy, uno studente diciottenne che sarebbe diventato pittore e ritrattista. Nonostante la differenza di età, la loro relazione continuò fino alla morte di Isherwood, nel 1986.

P.S.: Domani pubblicherò una divertente poesia assurda (nonsense) attribuita a Isherwood. Si era già cimentato con questo tipo di poesie quando era ancora in Inghilterra alla fine degli anni ’20, ma il libro non fu pubblicato fino al 1982. Il titolo di quella raccolta era “Gente che si dovrebbe conoscere “ ed era stata composta mentre viveva con un violinista, André Mangeot, e lavorava come segretario del suo quartetto d’archi. Le illustrazioni contenute nel volume erano state realizzate dal figlio undicenne di Mangeot, Sylvain.

Image: Flickr – rocor-  Don Bachardy:  portrait of Christopher Isherwood, 1983   

49 thoughts on “Christopher Isherwood

  1. C’est curieux que tu parles de Christophe ASHERWOOD aujourd’hui, aars que pas plus tard que ce matin, j’ai commencé un billet sur “The Rakes’s progress” de STRAVINSKY, sur un livret de W.H. AUDEN, qui a été l’amant d’Isherwood.
    Buon pomeriggio, Luisa.

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  2. That’s a lovely personal history of Christopher Isherwood! I don’t get that part of the oath of defending the US. I didn’t have to do an oath to defend the UK when I became a citizen there. All I did was swear loyalty to the queen (such as it is)

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      1. Well, considering the US’s history with war, it’s pretty creepy. The oath for UK citizenship has a different way of saying you will defend your country that’s not quite so militaristic or creepy. If anything, it’s more beautiful

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      1. Grazie a te per la risposta! Colgo l’occasione per dirti che ho appena pubblicato un nuovo post, in cui racconto una storia molto bella e molto commovente… spero che ti piaccia! 🙂

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  3. Che bell’articolo, ricco di informazioni davvero oserei dire introvabili o quanto meno rare. Sei bravissima nelle tue ricerche e poi nel tradurle. Attendo domani la poesia “assurda e divertente”. Complimenti per tutto di vero cuore 😘

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    1. Grazie, Giusy carissima… ho impiegato qualche ora per capire se fosse proprio di Isherwood, perché molti dichiaravano di conoscerla dalla loro infanzia, cioè molto prima del 1982, anno in cui è stata pubblicata… ma sono giunta alla soluzione del busillis

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