Lord Chesterfield’s Advice ( part 1)

Philip Stanhope, 4th Earl of Chesterfield better-known simply as Lord Chesterfield, (who was born on 22 September 1694) was a British statesman and man of letters.
He is chiefly remembered as the author of Letters to His Son on the Art of Becoming a Man of the World and a Gentleman (1774), and Letters to His Godson (1890), guides to manners, the art of pleasing, and the art of worldly success.
These hundreds of witty and wise letters are full of worldly advice on a wide range of subjects, from history, politics and literature to meditations on philosophy to advice on life, manners, and clothing

Here are some of his suggestions:

Be wiser than other people if you can; but do not tell them so.

The characteristic of a well-bred man is, to converse with his inferiors without insolence, and with his superiors with respect and with ease.

Never seem wiser, nor more learned, than the people you are with. Wear your learning, like your watch, in a private pocket: and do not pull it out and strike it; merely to show that you have one.

Advice is seldom welcome; and those who want it the most always like it the least.

An injury is much sooner forgotten than an insult.


Philip Stanhope, IV conte di Chesterfield, noto come Lord Chesterfield, (nato il 22 settembre 1694 fu uno statista e letterato britannico.
È principalmente ricordato come l’autore di Lettere al figlio sull’arte di diventare un uomo di mondo e gentiluomo” (1774) e Lettere al figlioccio” (1890), guide sulle buone maniere, l’arte di compiacere e l’arte del successo mondano.
Queste centinaia di lettere argute e sagge sono piene di consigli mondani che vertono su
maniere, l’arte di compiacere e l’arte del successo mondano.
Queste centinaia di lettere argute e sagge sono piene di consigli mondani che vertono su un’ampia gamma di argomenti, dalla storia, la politica e la letteratura alle meditazioni sulla filosofia ai consigli sulla vita, le buone maniere o l’abbigliamento.

Ecco alcuni dei suoi suggerimenti:

Sii più saggio degli altri se puoi, ma non farglielo sapere

La caratteristica dell’uomo beneducato è quella di conversare con i suoi inferiori senza insolenza, e con i suoi superiori con rispetto e disinvoltura.

Non sembrare mai più saggio né più istruito delle persone con cui stai. Indossa il tuo sapere come il tuo orologio in una tasca privata: non estrarlo e non scuoterlo solo per dimostrare che ne possiedi uno.

Raramente un consiglio è bene accetto e quelli che ne hanno più bisogno sono quelli che meno lo desiderano

Si dimentica prima una ferita che un insulto

50 thoughts on “Lord Chesterfield’s Advice ( part 1)

  1. Love “Advice is seldom welcome; and those who want it the most always like it the least.” That is so true. However as a good friend, I will give unwelcome advice to my friends anyway despite everything. If I don’t, I will feel guilty afterwards that I didn’t express myself when I should.

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  2. Questo autore non lo conoscevo proprio, delle sue note frasi che hai tradotto tutte molto nteressanti e sagge ma quella che personalmente mi piace di più è la terza molto bello il “tenere sempre l’orologio in tasca” della serie: cercare sempre di essere umili… soprattutto quando l’interlocutore è meno afferrato di noi… Tutto ciò mia nonna me lo ha insdgnato sin dall’età più tenera, ed io lo fatto talmente mia questa umiltà che alle volte mi sono sentita dire che sono insicura, me tre non è affatto vero conosco benissimo e sono sicura delle mie capacità come altrettanto c9nos 9 8 miei limiti, e non sono per niente insicura anche se comprendo che qualche volta la posso apparire a coloro che non mi conoscono. Buon proseguimento di giornata e grazie ancora una volta per avermi fatto conoscere un autore. 😘

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  3. In parallelo con l’orologio è assolutamente calzante come tutte le altre massimale che hai riportato che servirebbero molto A molti che starnazzano qua e là Sventolando la loro supremazia e il loro sapere!
    Buona serata a Luisa Cara è grazie per questa chicca.🍷🍷

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    1. Ho visto che in italiano non c’è molto, ma su amazon c’è anche un’edizione tradotta:
      Lettere al figlio: 1750-1752
      di (Lord) Chesterfield
      e ho trovato anche
      Lettere al figlio
      1750-1752
      Traduzione di Elena De Angeli
      Piccola Biblioteca Adelphi, 463
      2001, 3ª ediz., pp. 343
      isbn: 9788845916274
      Ti copio il RISVOLTO
      “Lord Chesterfield scrisse per oltre un trentennio lettere al figlio Philip, fin da quando questi era un bambino di cinque anni. Lo scopo di una così lunga e intensa corrispondenza – improntata a una naturalezza «che Rousseau, tutto dedito a fare del suo Émile il frutto della natura, avrebbe bollato come espressione suprema della corruzione di una civiltà» (Fumaroli) – era di trasformare quell’unico erede in un perfetto aristocratico, munito delle doti di cultura, di gusto e di comportamento che il padre riteneva essenziali. E quando il giovane Philip partirà per il grand tour, sarà proprio sul soggiorno a Parigi, tra il 1750 e il 1752, che Lord Chesterfield punterà perché si affinino in lui le qualità che sempre ha cercato di inculcargli.
      A tale periodo risalgono le lettere qui raccolte: uno strepitoso catalogo di ammonimenti (i locali equivoci, il gioco, le donne di facili costumi…), istruzioni (per esempio sulla valutazione e l’acquisto di importanti opere d’arte del passato), ma soprattutto esortazioni a imitare e far propri gli attributi precipui e irrinunciabili della bienséance. Un’educazione raffinatissima e insieme spregiudicata all’uso di mondo – non esclusa l’arte della seduzione e della galanteria – che non mancò di scandalizzare i puritani e i pedanti. Ne fa fede il laconico commento di Samuel Johnson a proposito delle Lettere: «Insegnano la moralità di una puttana, e le maniere di un maestro di ballo”.

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      1. Ti ringrazio infinitamente Luisa per questa ricerca. Leggerò senz’altro almeno uno dei due libri. Mi piace tanto scoprire i modi di vivere del passato. So già che adorerò quei libri. Sei stata un tesoro, ancora grazie!!!!! ❤ ❤ ❤

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