Poi, una notte di settembre mi svegliai… 🎶


Io Vagabondo (Che Non Sono Altro)

Io un giorno crescerò,
E nel cielo della vita volerò,
Ma un bimbo che ne sa,
Sempre azzurra non può essere l’età,
Poi una notte di settembre mi svegliai
Il vento sulla pelle,
Sul mio corpo il chiarore delle stelle
Chissà dov’era casa mia
E quel bambino che giocava in un cortile:

Io vagabondo che son io,
Vagabondo che non sono altro,
Soldi in tasca non ne ho ma la su mi è rimasto Dio.

Si la strada è ancora là,
Un deserto mi sembrava la città,
Ma un bimbo che ne sa,
Sempre azzurra non può essere l’età,
Poi una notte di settembre me ne andai,
Il fuoco di un camino
Non è caldo come il sole del mattino
Chissà dov’era casa mia
E quel bambino che giocava in un cortile:

Io vagabondo che son io,
Vagabondo che non sono altro,
Soldi in tasca non ne ho ma la su mi è rimasto Dio,

Io vagabondo che son io,
Vagabondo che non sono altro,
Soldi in tasca non ne ho ma la su mi è rimasto Dio.

Questa canzone presentata dai Nomadi a Un disco per l’estate del 1972, è un inno alla libertà ed al coraggio di staccarsi dalla famiglia per intraprendere un nuovo viaggio e trasformarsi da bambino in adulto.
Purtroppo in questo periodo i giovani hanno, almeno in Italia, meno possibilità di lasciare il focolare domestico famiglia per crearsi una vita da soli, e non resta che sperare una vera ripresa economica.


🎶 🎶 🎶 🎶 🎶


Me wanderer

One day I’ll grow up,
And I’ll fly in the sky of life.
But what can a child know about it?
Life won’ t be so innocent forever.
Then, one night in September I woke up
The wind on my skin,
On my body the glow of the stars.
Who knows where my home was
And that child playing in the courtyard.

Me, wanderer that I am.
I’m nothing but a wanderer.
I’ve no money in my pockets, but at least I still have God up there.

Yes, the road is still there,
The city looked like a desert to me.
But what can a child know about it?
Life won’ t be so innocent forever.
Then, one night in September I left
The fire of a fireplace
Is not as warm as the morning sun
Who knows where my home was
And that child playing in the courtyard…

This 1972 song is a hymn to freedom and the courage to break away from the family to embark on a new journey and grow from childhood to adulthood.
Unfortunately in this period young people have, at least in Italy, few chances of leaving the family home to create a life for themselves, and we just have to hope for a real economic recovery.

69 thoughts on “Poi, una notte di settembre mi svegliai… 🎶

  1. Penso che ad una buona parte di gioventù, sia stato rubato il futuro. E non c’è niente di peggio nell’uccidere le speranze e i sogni di questi ragazzi!!!! La canzone è molto bella, pensa al nostro Camper mettemmo il nome Vagabondo. E fu un bel vagabondare…. ❤ ❤ ❤

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      1. Anche mio figlio è laureato, e ha anche provato a non menzionarlo nel curriculum, per timore che non fosse chiamato per il timore di doverlo inquadrare in una posizione con uno stipendio più alto… ma nulla da fare, finora

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      1. Yes it is, but nothing is irreversible given the will to do something about it. Don’t ask me what the answer is because my mind will explode just thinking about it. I wish that I didn’t think so much about the world and its problems, but I just can’t help it.
        I should concentrate more on the people I know, rather than the people I don’t. Take care Luisa 🙂

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  2. A remarkable poem! Can relate strongly, being in that phase of life now.
    Although I won’t be “flying away” any time soon, it is strange to think that if I were in the West at this point, I would have to. I still feel like a child.
    This poem captures my heart. Thanks for sharing this masterpiece at the right time!

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  3. quanti ricordi e quanti sogni legati a questa canzone. Mi hai catapultata in un’altra dimensione ed è stato bello. 🙂 Speriamo che anche per i giovani si aprano nuovi scenari e possano avverarsi i loro sogni. Buonanotte Luisa 🙂

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