George Eliot

“What do we live for, if it is not to make life less difficult to each other?”
(from the novel Middlemarch)

George Eliot, pen name of Mary Ann Evans, born on 22 November 1819.
She was a Victorian era English poet and novelist who chose that male pseudonym to conceal her gender so that people would take her literary works seriously.

But we have all a chance of meeting with some pity, some tenderness, some charity, when we are dead: it is the living only who cannot be forgiven — the living only from whom men’s indulgence and reverence are held off, like the rain by the hard east wind.”
(from the novella The Lifted Veil)

I like not only to be loved, but also to be told that I am loved. I am not sure that you are of the same kind. But the realm of silence is large enough beyond the grave. This is the world of light and speech, and I shall take leave to tell you that you are very dear.”
(from a letter to Georgiana Burne-Jones, wife of the artist Edward Burne-Jones)

“Per cosa viviamo, se non per renderci reciprocamente la vita meno difficile?”
(dal romanzo Middlemarch)

George Eliot, pseudonimo di Mary Ann Evans, nacque il 22 novembre 1819.
Fu una poetessa e scrittrice inglese dell’epoca vittoriana che scelse quello pseudonimo maschile per nascondere il suo genere in modo che la gente prendesse sul serio le sue opere letterarie.

Ma tutti abbiamo la possibilità di trovare un po’ di pietà, un po’ di tenerezza, un po’ di carità, dopo la morte: sono solo i vivi che non riescono a farsi perdonare, è di fronte ai vivi che l’umana carità si blocca, come la pioggia impedita dal duro vento dell’est”.
(dal racconto gotico Il velo dissolto)

“Amo non solo essere amata, ma anche sentirmelo dire. Non so se sia così anche per te. Ma il regno del silenzio è già grande oltre la tomba. Questo è il mondo della luce e della parola, e mi congedo da te dicendoti che mi sei molto cara”.
(da una lettera a Georgiana Burne-Jones, moglie dell’artista Edward Burne-Jones)

image Edward Burne-Jones (1873) – Love Among the Ruins

67 thoughts on “George Eliot

    1. Thanks for the comment!
      Being told that we are loved increases the pleasure of that feeling, gives it new freshness and does not transform the life of a couple into something passive, inert and always taken for granted

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  1. ‘I like not only to be loved, but also to be told that I am loved.’ I really loved this line, most times we’ve been reminded how lucky we are to have some certain people in life and yes we are but we also need to be reminded that we are loved.

    Liked by 4 people

  2. Si purtroppo funziona così, pensa che oggi, le donne che lavorano con lo spatolato nei quadri non vengono tenute in considerazione…. molte utilizzano nomi maschili e siamo nel 2021…

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      1. Si purtroppo si una mia amica pittrice usa uno pseudonimo maschile e alle mostre non è mai presente dimmi tu se è una cosa accettabile!

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  3. Mannaggia!!! Un pseudonimo addirittura maschile per riuscire a farsi notare all’epoca… e poi anche oggi non è che le cose siano molto migliorate dicciamolo, se si è donne si deve tribolare il doppio per essere accreditate in una qualche attività letteraria o artistica in genere… Le sue tre citazioni diei che sono davero notevoli. Brava come sempre alla nostra Luisa!!! Un bacione.

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      1. most worlds, I reckon. It’s funny because being born a white male, only really in the recent past did I have any idea of the privileges I must have enjoyed along the way, which I’ve just been able to take for granted.
        Funny is the wrong word.

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  4. Questa poetessa ha dimostrato di avere una marcia in più, e di aver messo nel sacco ( come si suol dire ) fior fiore di intellettuali uomini, con quell’escamotage di firmarsi come un uomo. E che uomo, molto apprezzato e intelligente!

    Anche in questo caso, chi fa una brutta figura, è il genere maschile…ovvia!!!

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      1. eppure sul finire del settecento c’è stata Angelika Kaufmann pressoché sconosciuta in Italia, anche se ha operato fino alla sua morte a Roma. Molto nota invece nella Svizzera tedesca e in Germania. Angelika è stata ammessa, unica donna, nella Royal Academy of Arts durante il suo soggiorno londinese. Ha frequentato lo studio di Joshua Reynolds, famosssimo ritrattista inglese. Però trascorse la maggior parte della sua vita in Italia dove fu ammessa anche qui unica donna, nell’Accademia di San Luca. Appuntati questa data 30 settembre per il prossimo anno. Data della nascita oppure 5 novembre, data della morte a Roma – è sepolta a Roma nella basilica romana di Sant’Andrea delle Fratte,

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  5. Questa frase:”“Amo non solo essere amata, ma anche sentirmelo dire. Non so se sia così anche per te. Ma il regno del silenzio è già grande oltre la tomba. Questo è il mondo della luce e della parola, e mi congedo da te dicendoti che mi sei molto cara” è molto valida. Se si è amati, si desidera sentirselo dire. Pensare: “Lo sa che le voglio bene” e non dirlo può portare anche, sembra strano, a disturbi somatici… quindi psicosomatici.
    Buon Pomeriggio Luisa.
    Quarc

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    1. Caro Quarc, sono d’accordo con te. Purtroppo a volte le persone pensano che sia superfluo dirlo, o persino ridicolo. Forse sono quelle che hanno paura dei sentimenti profondi.
      Per quanto riguarda i problemi psicosomatici che ne derivano, io ne sono un esempio da manuale 🌹🙏🌹

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