Eclectic Samuel Butler

English novelist and critic Samuel Butler was born in 1835 in Langar Rectory, in Nottinghamshire, England, into a long line of clerics, preordained to a career in church, to which he too, by his father’s wish and expectation was predestined. His relations with his father, Rev. Thomas Butler were difficult and antagonistic.
He later wrote of his father “he never liked me, nor I him; from my earliest recollections I can call to mind no time when I did not fear him and dislike him.”
After graduation, he went to live in a poor parish in London as preparation for his ordination. There he realized that the fact of having received baptism did not cause any difference in the morals and behaviour of people. Thus he began to question his own faith and had a close correspondence with his father on the issue. But his father’s answers did not set his mind at peace, but highlighted all his wrath.
This led him to reject everything his father stood for: family, church and Christianity itself.
So he decided to leave and to put as much distance as possible between himself and his family.
He emigrated to New Zealand, where he took up sheep farming in the Canterbury settlement.
He lived for barely five years there and then he sold his ranch for a considerable amount and returned to London, where he joined Heatherleys School of Art to become a painter.
Butler continued to sketch and paint throughout his life but, realizing that his artistic talent would not be enough to earn a living , he devoted himself to writing and spent the rest of his life writing novels that challenged Victorian notions of idealism and society.

He is best known for the satirical utopian novel “Erewhon” , which is the name of the realm in which the story is set, an anagram for “nowhere” and the semi-autobiographical “The Way of All Flesh”, on which he worked on for twelve years. It a potent satirical attack on Butler’s declared enemy: nineteenth-century family values and conventions. Butler turned to Darwin’s evolutionary theory to represent his fictional younger self, Ernest Pontifex, and the conflict with his father. The book remained unpublished for twenty years for fear it might outrage Bulter’s family and Victorian reader, and was printed only after his death in 1902.
In other studies he examined Christian orthodoxy, evolutionary thought, Italian art, and made prose translations of the Iliad and Odyssey , which are still consulted today.

“I have never,” he said, “written on any subject unless I believed that the authorities on it were hopelessly wrong”

This quote prompts me to publicly thank Pat, author of the blog e-Quips for this nice aphorism that she dedicated to me yesterday in the comments on the post “Samuel Butler on life“:

Life is like reading Luisa’s blog–
you never know what you might learn.

Il romanziere e critico inglese Samuel Butler nacque nel 1835 nella canonica di Langar nel Nottinghamshire, in Inghilterra, in una famiglia che contava lunga serie di uomini che avrebbero intrapreso la carriera ecclesiastica, a cui anche lui , per desiderio e aspettativa di suo padre, era predestinato. I suoi rapporti con suo padre, il reverendo Thomas Butler, furono difficili e ostili.
Più tardi scrisse di suo padre “non gli sono mai piaciuto, né a me lui; dai miei primi ricordi non riesco a ricordare nessun momento in cui non lo temevo e non lo detestavo .”
Dopo la laurea, in attesa dell’ordinazione sacerdotale, visse in una povera parrocchia di Londra dove si accorse che il fatto di avere ricevuto il battesimo non provocava alcuna differenza nella morale e nel comportamento delle persone. Fu così che iniziò a mettere in dubbio la propria fede e intrattenne una fitta corrispondenza con suo padre su questo argomento. Tuttavia le risposte del padre non solo non sciolsero i suoi dubbi, ma evidenziarono tutta la sua ira.
Questo lo portò a rifiutare tutto ciò che il padre rappresentava: famiglia, chiesa e lo stesso cristianesimo. Perciò decise di partire e di mettere la maggior distanza possibile tra sé e la sua famiglia.
Emigrò in Nuova Zelanda, dove iniziò ad allevare pecore nell’insediamento di Canterbury.
Visse lì per circa cinque anni, poi vendette il suo ranch per una cifra considerevole e tornò a Londra, dove si mise a studiare pittura nella scuola d’arte del maestro Heatherley.

Butler continuò a disegnare e dipingere per tutta la vita ma, rendendosi conto che il suo talento artistico non sarebbe stato sufficiente per guadagnarsi da vivere, si dedicò alla scrittura e trascorse il resto della sua vita scrivendo romanzi che sfidavano le nozioni vittoriane di idealismo e società.
È noto soprattutto per il romanzo utopico satirico “Erewhon”, che è il nome del regno in cui è ambientato il romanzo, un anagramma per “nowhere: da nessuna parte” e il semi-autobiografico “The Way of All Flesh/ Così muore la carne” a cui lavorò per dodici anni. È un potente attacco satirico al nemico dichiarato di Butler: i valori e le convenzioni della famiglia del suo tempo. Butler fece riferimento alla teoria evoluzionistica di Darwin per rappresentare il suo immaginario giovane se stesso, Ernest Pontifex, e il conflitto con suo padre. Il libro rimase inedito per vent’anni per paura che potesse oltraggiare la famiglia di Bulter e i lettori vittoriani e fu pubblicato dopo la sua morte, avvenuta nel nel 1902.
In altri studi esaminò l’ortodossia cristiana, il pensiero evoluzionista. l’arte italiana, e fece traduzioni in prosa dell’Iliade e dell’Odissea che sono consultate ancora oggi.


Non ho mai”, disse , “scritto su qualsiasi argomento a meno che non credessi che le autorità si sbagliassero irrimediabilmente su di esso”.


Questa citazione mi spinge a ringraziare pubblicamente Pat, autrice del blog e-Quips per questo simpatico aforisma che mi ha dedicato ieri nei commenti al post “Samuel Butler on life”:

La vita è come leggere il blog di Luisa–
non sai mai cosa potresti imparare.

48 thoughts on “Eclectic Samuel Butler

  1. Another learned post. And a most lovely and graceful acknowledgment to what we all know, Life is like reading Luisa’s blog–you never know what you might learn. Have a most felicitous Sunday, dear Luisa.

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  2. Louisa, your post is yet again so rich and informative. I totally agree with Pat from e-quips. Every time
    I read your post I feel enriched and thoughtful. Samuel Butler was pushed into a profession he didn’t want
    and his father would never have listened to his dreams and likes.
    I am impressed how much he achieved in spite of this and feel he grew stronger in himself.
    Thank you, Louisa 🤗.

    Miriam

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  3. Molto interessante questo articolo ricco di particolari. Buttler un personaggio davvero affascinante e direi tutto di un pezzo, con le idee ben chiare che ha perseguito per la sua realizzazione. Bellissima e azzeccatissima la citazione che ti ha dedicato la tua follower. Buona serata e un abbraccio 🥰

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  4. Il bigottismo può far pensare che solo le persone che seguono i dettami religiosi siano persone “per bene”.
    Ovviamente così non è.

    Ad un amico ateo ho fatto notare che i principi morali cui lui crede sono gli stessi miei, che la religione la professo anche se non con grandi frequentazioni.
    Non siamo affatto diversi, ed anzi probabilmente lui “crede” senza nemmeno rendersene conto.

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  5. So awesome story A determination and so willpower Author’s own life success story 👌🙏🌷
    So inspired ,I’m so glad to read this story and so much thanks dear to sharing 👍🏻😊grace wishes ♥️

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