La perdita dell’innocenza ✍🏻 (3)

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Guido
Allora è così: oggi sono stato indotto in tentazione.

Tutto è iniziato quando i miei compagni di collegio mi hanno sfidato a seguirli in una scorribanda sulla spiaggia alla fine delle lezioni.
Avrei dovuto capire subito che stavamo contravvenendo alle regole intransigenti inculcateci dei nostri sacerdoti: il dito puntato dell’enorme statua di marmo bianco nel cortile sembrava infatti incombere più minacciosa del solito, quasi a volermi mettere in guardia.
Ero l’ultimo del gruppo, un po’ arretrato perché quell’avventura mi faceva sentire inquieto, turbato, già in colpa. Mi sono persino fermato, indeciso se proseguire o tornare; gli altri non se ne sono neppure accorti e hanno continuato a correre incoscienti, così ho ceduto anch’io e li ho raggiunti.
Sulla spiaggia, in riva al mare, c’era il casolare in rovina, una specie di fortino con del fumo nero che usciva dal comignolo. Il gruppo si è fermato a una certa distanza e si è ricompattato: eravamo tutti eccitati e spaventati.
Qualcuno ha osato chiamare a gran voce “Saraghina ! Saraghina !”, ma non è giunta nessuna risposta.
La donna era nella baracca, lo sapevamo, ma non sembrava volersi mostrare. Allora le è stato detto che avevamo portato del denaro e, come per incanto, sulla soglia è apparsa una creatura maestosa nella sua vastità, scarmigliata, con un seno enorme e fianchi possenti.
Ci ha osservati con uno sguardo minaccioso e ci ha urlato di andar via. Eravamo fermi, esitanti. Io mi sentivo davvero intimorito da quella donna , così diversa da tutte quelle che conosco, mia madre, le zie, le suore, spaurito dalle sue minacce, dal peccato che stavo per commettere. Tuttavia non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Dal suo sguardo di sfida, dagli stracci che indossava, ma soprattutto da quelle carni generose.

Quando le abbiamo mostrato il denaro, lei si è addolcita, l’ha afferrato e si è messa a contarlo, lentamente, come se volesse infliggerci un lungo supplizio, divertirsi a tormentare i nostri animi focosi e ammaliati .
La Saraghina, dopo aver infilato i soldi in una tasca, ha lanciato un’occhiata tutt’intorno, come per accertarsi che la spiaggia fosse tranquilla. Il silenzio era teso, rotto solo dallo sciabordio del mare. L’atmosfera era piena di attesa per il rito misterioso e proibito che stava per celebrarsi, quello che io non avevo mai visto prima, ma sul quale i miei compagni favoleggiavano. E lei, con movimenti quasi solenni, ha officiato la sua danza magica, quella rumba che la faceva ondeggiare sulla sabbia in modo provocante, sinuoso. I suoi sei e i fianchi si dimenavano sensualmente, le sottane scure si sollevavano sempre più. Mentre ero calamitato da quello spettacolo conturbante e che esprimeva la gioia della vita, ho sentito un gran calore divamparmi dentro e, quando quella favolosa creatura mi ha teso la mano, mi sono messo a ballare con lei, dimentico di tutto e di tutti.
Stavamo volando in un mondo a parte, in un incantesimo che avrei voluto non avesse mai fine l’incantesimo. Purtroppo l’eternità è stata breve perchè, all’improvviso, si sono materializzati da dietro una duna due dei nostri preti, due corvi neri venuti a defraudarmi di quello squarcio di vita e di felicità.

Saraghina
Quando li ho visti sulla spiaggia, dalla finestra del mio casolare, ho deciso di non prestar loro ascolto. Se erano venuti per deridermi, come fanno in molti, non mi sarei prestata al loro gioco.
Ma non si sono arresi: hanno continuato a chiamare, hanno detto di avere portato i soldi ed allora sono uscita. Dopo tutto era lavoro.
Mi sono dilungata a contare il denaro per scrutarli, uno ad uno. I loro occhi erano così pieni di attesa, di richieste, di desiderio che ho deciso di dare il meglio di me. Ho offerto loro la rumba più sensuale in cui mi fossi mai cimentata.
Dapprincipio mi hanno osservato immobili, quasi impauriti, scioccati, ma poi è stata un’esplosione di gioia e di risa. Ho teso la mano a uno di loro, quello più silenzioso, e lui ha danzato con me. Ero tornata anch’io la ragazzina che amava ballare, felice di condividere qualcosa di bello, pulito e vitale.
…fino all’arrivo di quei guastafeste che hanno fatto apparire tutto sporco e lascivo. Esseri asessuati, invidiosi di chi gusta la vita al punto di condannare ogni piacere come peccato mortale. Una subdola e prepotente dittatura sulla coscienza umana!

Guido
Sono stato punito per la mia trasgressione, sono stato umiliato: ho dovuto portare in testa un cappello da somaro e sulla schiena un cartello in cui troneggiava la parola vergogna. Sono stato obbligato a stare inginocchiato davanti a tutti. Anche mia madre era stata convocata: non mi ha rivolto una parola, ma è rimasta seduta rigidamente, indignata e in lacrime, sotto al ritratto di un giovane puro e santo. Ma quello che mi ha sconvolto di più è stata la rivelazione del mio confessore:
“Ma non lo sai che la Saraghina è il diavolo?”.

Allora le cose stanno così: mi sono lasciato indurre in tentazione, ho peccato contro il sesto comandamenti, ho commesso un atto impuro. Andrò dritto dritto all’inferno.
Ecco cos’è il peccato: la donna, e in particolare quella donna con le sue movenze erotiche e la sua sensualità debordante. Con le sue carni generose, l’esatto contrario dei resti scarnificati della nostra santa che dobbiamo venerare qui. Con il nero del suo trucco e delle sue vesti, opposto al bianco splendore del marmo delle nostre statue e delle nostre sale.
Perché allora da lei mi è venuto un messaggio di vita, ben più efficace di quello che esce dalle labbra dei miei professori? Quello che però non sento uscire dai loro cuori, dalle loro regole pietrificate, dalla loro astratta sterilità.

Forse essere selvaggi è meglio di essere ipocritamente controllati. Forse non è quello il male. Voglio capire: domani tornerò sulla spiaggia a osservare Saraghina per vedere se è davvero il diavolo.

La Saraghina in un disegno di Federico Fellini (Pinterest – Simone Rosset)

The Loss of Innocence

Guido
So today I was led into temptation.
It all started when my college friends challenged me to follow them on a flight on the beach, at the end of our lessons.
I should have immediately understood that we were breaking the inflexible rules of our Catholic teachers: the finger of the huge white marble statue in the courtyard seemed to point at me more than usual, as a warning.
I was the last of the group, a bit backward because the adventure made me feel agitated, upset, already guilty. I stopped, undecided whether to continue or return; the others didn’t even notice and continued to run recklessly, so I gave in too and joined them
On the beach, by the sea, there was the ruined shack, with black smoke coming out of the chimney. The group stopped at some distance: we were all excited and afraid.
Someone dared to call “Saraghina! Saraghina!” , but there was no reply.
We knew the woman was in the hut, but she showed no sign of wanting to show up. Then we added that we’d brought some money and, as if by magic, a dishevelled majestic creature appeared, with enormous breasts and powerful hips.
She watched us threateningly and shouted to go away. We were motionless, hesitant. I felt a bit afraid of that huge woman, so different from the ones I know, afraid of her threats, of the sin I was about to commit, but I couldn’t take my eyes off her. From her defiant look, from the rags she wore, but above all from her sensual flesh.
When we showed her the money, she softened, grabbed it and started counting it, so slowly as to inflict a long torture on our fiery and fascinated souls.
After putting it in a pocket, Saraghina glanced around, as if to make sure the beach was quiet. The silence was tense, broken only by the lapping of the sea, full of anticipation for a mysterious and forbidden rite. And the woman, with almost solemn movements, officiated her dance, that rumba that made her move on the sand in a provocative, sinuous way, with her hips swaying sensually, and her dark skirt showing more and more flesh. While staring at that lively and seductive show, I felt a great heat inside and, when that creature held out her hand to me, I began to dance with her, forgetting everything and everyone.
I wanted the spell to last forever, but suddenly, two of our priests materialized from behind a dune, two black crows who came to rob me of that glimpse of life and happiness.

Saraghina
When I saw them on the beach, from the window of my hut, I decided not to listen to them. If they’d come to mock me, as many do, I’d not have played their game.
But they didn’t give up: they kept calling, they said they’d brought the money, so I went out. After all, it was work
I took a long time to count the money in order to scrutinize them, one by one. Their eyes were so full of expectation, of questions, of desire that I decided to give my best. I offered everyone the sexiest rumba I’d ever danced
At first they looked at me motionless, almost frightened, shocked, but then it was an explosion of joy and laughter. I held out my hand to one of them, the quietest one, and he danced with me. I too was a little girl again, and we were sharing something beautiful and vital.
… until the arrival of those party poopers who made everything look dirty and lascivious. Asexual beings, envious of those who enjoy life to the point of condemning every pleasure as a mortal sin. A subtle and overbearing dictatorship over the conscience of mankind.

Guido
I was punished for my wrongdoing, and I was humiliated: I had to wear a donkey hat on my head, and a sign with the word shame on my back . I was obliged to remain kneeling before everyone. My mother was also summoned: she didn’t talk to me but she remained rigidly seated, irate and in tears, under the portrait of a pure and holy young Saint. But what distressed me the most was the revelation of my confessor:
“But don’t you know that Saraghina is the devil?”.
Here’s what I did: I fell into temptation, I committed an impure act, so I’ll go straight to hell. Then I was educated on the nature of that sin: woman, namely that woman with her erotic movements and her brimming sensuality. With her generous flesh, the exact opposite of the remains of our saint, her shrivelled embalmed body. With the black of her make-up and her clothes, as opposed to the white splendour of our cold marble statues and our rooms.
Why then did a message of life come from her, far more effective than the one on the lips of my teachers, with their petrified rules, punishments, their abstract sterility?

Maybe being wild is better than being self-righteously controlled. Maybe that’s not the actual evil. I ‘d like to understand: tomorrow I’ll go back to the beach to watch Saraghina and see if she’s really the devil.

79 thoughts on “La perdita dell’innocenza ✍🏻 (3)

    1. I am happy to know that you liked my short story and I thank you for letting me know.🙏🙏🙏
      I don’t know today, but when I was a child and went to Catholic Sunday school, much of the teaching was on the necessity of avoiding sex and pleasure

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  1. A great story example, for sure Luisa. So many religions are all about control. We must control ourselves, so that others may then control us. In the times when most of the Bible stories were written or told, fear was a big influence. Life brings fear, but lack of knowledge brings more fear, so keeping knowledge from the people made them easier to control. Hence the story of Adam and Eve in the Garden of Eden, people’s fears of eclipses and shooting stars as omens. Yes, knowledge can be a bad thing, if used for self aggrandizement, as opposed to a teaching tool for growth in life. But knowledge can also bring personal and societal growth. Happy weekend. Allan

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    1. Thanks so much for your beautiful words, dear Thattamma.
      Unfortunately, in the past the desire to control consciences created many complexes in people. I don’t think our Catholic Church is still that narrow-minded, nowadays 🙏💙🙏

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  2. Oggi il prete ri…formato direbbe altro. La parola chiave di questo tempo è misericordia. Non capisco però perchè non abbiano ri…formato l’atto di dolore (perchè peccando ho meritato i vs castighi….) Ma per quelli della mia generazione contestare quel che dice il prete è out|

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    1. Hai proprio ragione, Stefano, e quell’atteggiamento ha creato non pochi complessi in chi voleva prendere le cose seriamente, senza limitarsi a far entrare le imposizioni da un orecchio per farle subito uscire dall’altro

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  3. GRAZIE Luisa per questo tuo doppio punto di osservazione: prima il video e poi questa lettura.
    Il tempo passa eppure per molti versi cambiano solo i personaggi, perché purtroppo le situazioni si ripetono come in una sorta di danza, che in questo suo accanirsi sulla chiusura mentale, è diabolica veramente.

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    1. Spero che le menti si siano un po’ aperte rispetto a com’erano ai miei tempi. Ricordo alla “dottrinetta” dicevano che leggere Grand Hotel era peccato e io, dal parrucchiere, evitavo addirittura di toccarlo!
      Poi dimmi se non vengono le nevrosi 😘😘😘

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      1. Non te lo so dire, personalmente mi sono dissociata dalle religioni a mio avviso severe e senza risposte, orientandomi invece nelle filosofie orientali pur non praticante di nessuna in particolare, ma nelle quali ho trovato una certa onestà di pensiero e di continuità senza inciampare nelle assurdità di certe religioni!!!

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      2. Allora oggi sarai dispiaciuta anche tu per la morte di Thich Nhat Hanh, maestro zen vietnamita, poeta e pacifista.
        Ho postato su FB questa sua bella poesia :

        “Questo corpo non è me.
        Non sono limitato da questo corpo.
        Sono vita senza confini.
        Non sono mai nato e non sono mai morto.
        Guardo l’oceano e il cielo stellato,
        manifestazioni della mia meravigliosa Vera Mente.
        Sono libero al di là di ogni tempo.
        Nascita e morte sono soltanto porte che oltrepassiamo,
        sacre soglie nel nostro viaggio.
        Nascere e morire sono come giocare a nascondersi.
        Allora ridi con me,
        prendimi per mano,
        diamoci un saluto,
        un arrivederci,
        per ritrovarci presto.
        Ci ritroviamo oggi.
        Ci ritroveremo domani.
        Ci ritroveremo alla sorgente in ogni momento.
        Ci ritroveremo in ogni forma di vita.”
        (da “Il Canto del Cuore”)

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      3. …si molto dispiaciuta, quando un personaggio di così notevole spessore abbandona la dimensione terrena, a coloro che nvece vi rimangono, non si può che rimanerne addolorati 🙏🏻 Bella questa poesia, rispecchia appieno il mio modo di vedere la vita anche se personalmente, sono ancora indietro molto indietro…

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  4. Luisa,

    Thank you for this timely Fellini!

    I think he is always apt but perhaps now more apt than at other times for the many contrasting aspects and values of his films and film-making methods (including 81/2 ) to our present morose semi-seclusion and apprehension in the wake of this pandemic. Not to speak of our drowning in falsehoods including commodified sensuality, distorted sexuality; so much rupture without the rapture which preceded the pandemic and has nothing to do with it; and is continuing.

    So vast a wisdom, Fellini! Thank you.

    I loved your story. Wonderful translation into words of the richness of this rite of passage and of our bodies, grounding us, nourishing our physical, emotional, imaginal and spiritual lives. You yourself dancing – with Fellini – in that liminal area between the real and the metaphysical here, Luisa.

    Thank you. Sarah

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    1. I thank you with all my heart, dearest Sarah.
      Your comment offers provides a lot of food for thought,
      In addition, your generous appreciation for my short story fills me with joy and, why not ?, satisfaction.

      Have a nice weekend. Luisa

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  5. Se nell’articolo precedente hai messo una scena in cui Fellini ci ha mostrato la magia che lo ha accompagnato come regista, ora non solo corrobora quell’apprezzamento ma, al contrario, lo esalta e lo pone ai vertici dei migliori registi cinematografici a livello mondiale. La storia raccontata mette in evidenza il tuo talento come scrittore. Mi piace molto leggerti.

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  6. I love your short story, based on Fellini! I began reading and soon recognized this scene from the movie, 8 1/2. You capture Fellini’s dreamlike essence, and moral crisis, and add your own unique, beautiful experience to the story. Very beautiful!!

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  7. I’m soundly with Guido on this! What an absolutely riveting story, I fell right into the magic of it and thoroughly enjoyed the glimpse into the thoughts of Saraghina as well as that of Guido. His faith is so cold and lifeless by comparison to the beautiful sumptuous warmth and sensuality of Saraghina, I too would go back to watch her dance again! Thank you Luisa, beautiful translation as always! x

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    1. Thank you very much, dear Gemma, for your kind appreciation. 🙇‍♀️
      Unfortunately in the past the teachings of the Catholic Church were very strict on sensuality, even if I am not sure that this was the message of the Gospel.

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      1. I come from a Catholic background myself and I can attest to the strictness regarding sensuality, schooled by nuns who were excessively cruel to those of us who developed curves early. I can’t tell you how many times I was called the spawn of the devil by those evil twisted women, just because I had developed curves in all the right places by the time I was 11. It explains entirely why I am now a proud Atheist 🙂 I guess if one pushes too hard on the sheep, the flock will lose a few along the way.

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  8. What a fun-filled sad-twisting story! The quirks around Saraghina makes her stand out and remain memorable. It’s, for instance, humorous when you call her “that huge woman” and “that creature” 🤣 And the vivid description of her fleshy body is something that cannot leave the reader’s mind. I also love the way you give us the two characters’ point of view, unveiling their inner thoughts, fears and joy. Somehow makes the story complete despite the Catholic priests cutting short our joy of seeing Saraghina and Guido dance. What a riveting piece! I enjoyed, dearest Luisa. 🌺🌺❤

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  9. A delightful story! Thank you for sharing it with us Luisa. I wanted to know more. Like, did Guido return to the beach? Was there another dance by Saraghina? What happened next? Now there’s the sign of a good story! Love and light, Deborah.

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    1. Yes in the film 81⁄2 . which gave me the starting point for this inner analysis, Guido returns the next day to the beach but then the scene fades into another vision…
      Yes in the film 81⁄2 that gave me the starting point for this inner analysis, Guido returns the next day to the beach but then the scene fades into another vision

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