Novant’anni e non sentirli

Esattamente novant’anni fa, il 23 gennaio 1932 usciva il primo numero de La Settimana Enigmistica”, uno dei periodici di enigmistica più diffusi e noti del nostro paese, che sulla testata alterna le seguenti diciture:

“La rivista che vanta innumerevoli tentativi d’imitazione!”
“La rivista di enigmistica prima per fondazione e per diffusione”

Fu il risultato di una storia d’amore, e venne fondata da Giorgio Sisini, Conte di Sant’Andrea, nato in provincia di Sassari, nel 1902 appartenente a una nobile famiglia sarda di ricchi possidente e commercianti di macchine agricole e industriali
Su quel primogenito si basavano le speranze del padre Francesco che, notando la sua poca propensione allo studio, decise di procurargli un’esperienza lavorativa come operaio alla Magneti-Marelli.
Alla fine di quel tirocinio Giorgio lasciò l’Itala e, assieme a un cugino, andò a per Liegi dove conseguì il titolo di ingegnere elettrotecnico.

Finita la parentesi belga rientrò in Sardegna e iniziò a collaborare nell’azienda di famiglia a fianco del padre, senza trascurare piacevole ruolo di giovane spensierato e dai larghi mezzi.
Un dandy che girava per Cagliari a bordo di un trattore con un cameriere in livrea al fianco.
Le diversità di vedute con il padre anche nella conduzione dell’azienda lo spinsero però, nel 1930, a lasciare l’isola per la Lombardia. Scelta influenzata anche il fatto che nel frattempo si era innamorato di Idell Breitenfeld, una bellissima ragazza viennese, con cui andò a vivere un minuscolo appartamento in affitto a Milano
La delusione del padre fu totale. Come poteva quel figlio, destinato a subentrargli nella guida dell’azienda, rinunciare a una posizione sociale e professionale consolidata nel tempo per ripartire da zero?
Tale fu la disapprovazione che causò anche la cessazione di ogni sostegno economico.

A Milano, senza soldi e vivendo una vita da bohème, gli nacque l’idea di creare un giornale di enigmistica, il primo del suo genere in Italia. A Vienna invece, patria di Ida, i giochi linguistici e di logica giunti da oltreoceano erano assai in voga.
Molte però erano le difficoltà economiche, e Giorgio fu obbligato a rivolgersi alla sorella Gigina per un aiuto urgente. Questa inviò i soldi avuti in regalo dal padre per Natale, mentre egli stesso si vide costretto a impegnare al Monte di Pietà alcuni degli oggetti personali più cari, fra i quali un prezioso portasigarette, che faticò non poco prima di riuscire a svincolare.

L’appartamento della giovane coppia, quelle due stanze in affitto in via Enrico Noë, al numero 43 diventarono la prima redazione della rivista che offriva parole crociate, rebus, enigmi, passatempi, varietà e umorismo.
L’esordio de “La Settimana Enigmistica” nelle edicole avvenne sabato 23 gennaio 1932, in seimila copie, al prezzo di 50 centesimi di lire. Sulla copertina campeggiava l’immagine di un’attrice e ballerina messicana ( Lupe Vélez) ottenuta dalla disposizione delle caselle nere del cruciverba

Ida fu sempre al fianco di Giorgio, condividendone gli intenti.
Si dice che sulla prima pagina del primo numero della rivista, Giorgio avesse scritto una dedica rivolta in tedesco alla moglie: ““Das erste Heft für meine liebe Ida” (“La prima copia alla mia amata Ida”) a cui lei aveva risposto in italiano “Ti amo tanto”.

Il padre considerò l’iniziativa una meteora, un’iniziativa “fondata sulla sabbia”, contrariamente alla sua, che aveva basi radicate “sulla roccia”.

Da quell’anno la rivista è uscita periodicamente e regolarmente e fu in ritardo solamente due volte, durante la Seconda Guerra Mondiale.

dal web

Exactly ninety years ago, on 23 January 1932, the first issue of “La Settimana Enigmistica” was published. It one of the most popular and top-selling puzzle magazines in Italy, which alternates the following on the header:

“The weekly magazine that boasts countless attempts at imitations!”
“The puzzle magazine first by foundation and by diffusion”

It was the result of a love story, and was founded by Giorgio Sisini , Count of Sant’Andrea, born in Sardinia in 1902 and belonging to a family of wealthy landowners and traders of agricultural and industrial machinery.
When his father Francesco noticed his eldest son’s little inclination to study, he decided to provide him with work experience as a worker at Magneti-Marelli.
After that, Giorgio left Italy and, together with a cousin, went to Liège where he obtained the title of electrical engineer.

After the Belgian interlude he returned to Sardinia and began to collaborate in the family business alongside his father, without neglecting the carefree role of a dandy with large means. who was often seen in town aboard a tractor with a liveried waiter at his side.
The differences of views with his father also in the management of the company led him, in 1930, to leave the island for Lombardy. Choice also influenced by the fact that in the meantime he had fallen in love with Idell Breitenfeld, a beautiful Viennese girl, with whom he went to live in a tiny rented apartment in Milan
The father’s disappointment was total, exacerbated by the fact that his only son was intended to become his successor in the leadership of the company.
The disapproval was total and also caused the end of all economic support.

In Milan, with no money and living a bohemian life, he had the idea of creating a magazine of puzzles, the first of its kind in Italy. In Vienna, instead, Ida’s homeland, linguistic and logic games from overseas were very much in vogue.
However, there were many economic difficulties, and Giorgio was forced to turn to his sister Gigina for urgent help. She sent the money she had received as a gift from her father for Christmas, while he himself was forced to bring some of his most cherished personal items, including a precious cigarette case, to the pawnshop

The young couple’s apartment, those two rented rooms in via Enrico Noë, at number 43, became the first editorial office for that magazine offering crosswords, puzzles, puzzles, pastimes, variety and humour.
The debut of ” La Settimana Enigmistica “ on newsstands took place on Saturday 23 January 1932, in six thousand copies, at a price of 50 cents of lire. The cover featured an image of a Mexican actress and dancer (Lupe Vélez) obtained through the arrangement of the black boxes.

Ida was always at Giorgio’s side, and it is said that on the first page of the first issue of the magazine, Giorgio penned a dedication addressed to his wife in German: ““Das erste Heft für meine liebe Ida” (“The first copy to my beloved Ida”) to which she replied in Italian “Ti amo tanto” (“I love you so much”)

The father considered this paper a meteor, an initiative “founded on sand”, contrary to his own, which was rooted “on the rock”.

Since that year the magazine has been published periodically and regularly and was late only twice, during the Second World War.

88 thoughts on “Novant’anni e non sentirli

  1. Che nostalgia delle estati (perché era quello il periodo in cui lo prendevo) passate a fare parole crociate sotto l’ombrellone tra un tuffo e l’altro…

    Grazie Luisa per questo tuffo nel passato, specie quand’era così stimolante e piacevole! 🙂

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  2. So inspiring story of an Engineer and his married story and the couple so difficult life also
    Together with willpower he made a successful magazine with the love of his wife too and
    The magazine became famous in the country and happily they lived 🌷🙏♥️🌷

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  3. Non conoscevo esattamente la storia, che ho letto con molto interesse e che ovviamente ha aumentato la mia grande stima.
    Per mia fortuna, sono cresciuta con la Settimana enigmistica e ancora oggi provo a ritagliare qualche momento di tanto in tanto: spesso mio marito me la compra perché sa quanto mi piaccia.
    Un ultimo complimento: l’essere rimasta identica dopo ben novanta anni. Forse un caso unico nel suo genere?

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  4. It is always good to hear the story of how a popular item came to be. It does sound like Giorgio had a tough go of it but with love and determination succeeded, despite the odds. Thanks for sharing Luisa. Allan

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  5. Non sapevo che il fondatore della Settimana enigmistica fosse sardo. Pure sardo, cagliaritano, era un famoso collaboratore della Settimana, Enrico Vivanet, anche lui appartenente a una famiglia dell’aristocrazia isolana. Vivanet firmava i rebus dell’ultima pagina, quelli difficili, e mio padre, che era stato suo insegnante di liceo, era fiero di risolverli…

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  6. Fascinating. Nice to see a success story whre the son strikes out on his own and seems to thrive Just saw the last screening of House of Gucci at our local cinema. Of course I have heard of Gucci but this story was unfamiliar to me. This seems a striking contrast to what happened in the movie. I have no idea how authentic the movie is to reality.

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    1. I haven’t seen “House of Gucci” yet but I know they say that many facts have been distorted,
      I will watch it as soon as possible also because I consider Ridley Scott a very good director

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  7. Non conoscevo la storia, ma è utilissima per tutti, si imparano tantissime cose nuove, aiuta la mente a rimanere allenata, è un passatempo istruttivo e bellissimo a qualsiasi età, grazie per il post!

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  8. What a lovely story … might I just suggest a little correction? The correct German words would be “Das erste Heft für meine liebe Ida” or “Das erste Heft an meine liebe Ida” (which would correspond to your Italian “alla”) 😉

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  9. Grazie per questo post apprezzatissimo!
    In casa circola da sempre…mia zia, deceduta l’anno appena passato all’età di 94 anni fino ad un anno prima ancora ne usufuiva, i miei genitori, noi figli, mia figlia, tutti pazzi per questa rivista. Mia mamma e mio papà ne compravano una per uno. Che bello!

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