Pietro Aretino & Michelangelo/3

In November 1545, Pietro Aretino wrote another letter to Michelangelo expressing his admiration for the Last Judgment, but later accusing him of being irreligious and indecent because “You, on the contrary, presenting so awful a subject, exhibit saints and angels, these without earthly decency, and those without celestial honours.”

The letter continued disapproving of Michelangelo’s decision “to portray martyrs and virgins in improper attitudes, to show men dragged down by their shame, before which things houses of ill-fame would shut the eyes in order not to see them. Your art would be at home in some voluptuous bathroom, certainly not in the highest chapel in the world.”

Then Aretino passed to talk about his personal griefs, reminding the artist that he had not kept his promise and that he had not sent him a drawing .

As I wish that God may pardon you, I do not write this out of any resentment for the things I begged of you. In truth, if you had sent me what you promised, you would only have been doing what you ought to have desired most eagerly to do in your own interest; for this act of courtesy would silence the envious tongues which say that only certain Gherardi and Tomai dispose of them.”
Then he counselled the Pope to destroy the Last Judgment, displaying the same pious fervour used by Pope Gregory when he had the pagan statues destroyed no matter how beautiful they were.
He concluded;
“If you had followed my advice … if you had listened to the directions which I gave you in that letter which today is known by all the universe, and in which I explain in detail and according to science the ordering of Heaven, earth, and hell, nature would not now have to blush at having given so much genius to a man like you. On the other hand, my letter would have been a defense of your work against all the hatreds and all the jealousies throughout eternity.

The allusion to Michelangelo’s friendship for the “Gherardi and Tomai” was a malevolent and ambiguous insinuation-
The painter who did not like to donate his works to anyone, was instead extremely generous towards friends and relatives,

One of the first recipients of his gifts, starting from 1522, was a Florentine friend of his called Gherardo Perini while Tomai referred to Tommaso de’ Cavalieri a beautiful young nobleman in his early twenties that Michelangelo met when he was 57, and immediately fell in love with him

He sent him drawings and dedicated passionate poems to him, sonnets and madrigals.
Their relationship lasted the rest of Michelangelo’s life; and when the artist died years later, Tommaso was at his bedside.

Not long after they met, Tommaso sent a letter to Michelangelo asking him why he hadn’t written for so long: could it be that he had forgotten him?
Michelangelo replied that he thought he had convinced Tommaso of his “boundless love”, and that
“……, I know for sure that I’ll forget your name the day I forget the food I live on; in fact, I could sooner forget my food, which…. nourishes only the body, than your name, which nourishes body and soul, and fills both with such sweetness that I can feel no pain nor fear of death while my mind remembers it. Imagine how happy I would be if my eye also had its share.”
Florence, 28 July, 1533.

The drawings donated to the young nobleman became very famous, drawings that the collectors (and Aretino) had not been able to obtain at any price, and which instead Michelangelo gave to the Roman young man just to be able to send him a loving message.

One of these “presentation drawings”, is The Dream (of Human Life – c. 1533), given to Cavalieri during the first years of their close friendship.
This masterpiece depicts a winged figure descending from the sky, blowing a trumpet into the forehead of a sleeping young man.

Below him is a box full of theatrical masks; around him a halo of scenes ranging from the comic to the horrifying, from the erotic to the symbolic. Just like a dream.


To be continued

Nel novembre 1545 l’ Aretino scrisse un’altra lettera a Michelangelo esprimendo la sua ammirazione per il Giudizio Universale, ma poi accusandolo di essere irreligioso e indecente perché
“nel suggetto di sì alta historia mostrate gli angeli e i santi, questi senza veruna terrena honestà, e quegli privi d’ogni celeste ornamento.”
(presentando un soggetto così grande, mostrate santi e angeli, questi senza decenza terrena e quelli senza onori celesti

La missiva continuava disapprovando che in tale “ispettacolo tanto il decoro non osservato nei martiri e ne le vergini, quanto il gesto del rapito per i membri genitali, che anco serrarebbe gli occhi il postribolo, per non mirarlo. In un bagno delitioso, non in un choro supremo si conveniva il far vostro!”
(spettacolo non è stato decoroso ritrarre martiri e vergini in atteggiamenti impropri, e organi genitali loro vergogna, cose davanti alle quali anche nei postriboli si chiuderebbero gli occhi per non vederle. La vostra arte sarebbe conveniente in qualche voluttuoso bagno, non certo nella cappella più alta del mondo.)

Poi Aretino passava a parlare dei suoi dispiaceri personali , ricordando all’artista che non aveva mantenuto la sua promessa e non gli aveva inviato un suo disegno:
“Hor così ve lo perdoni Iddio, come non ragiono ciò per isdegno ch’io habbi circa le cose desiderate; perché il sodisfare al quanto vi obligaste mandarmi deveva essere procurato da voi con ogni sollecitudine, da che in cotale atto acquetavate la invidia, che vuole che non vi possin disporre se non Gherardi et Tomai”
(Poiché desidero che Dio vi perdoni, non scrivo questo per alcun risentimento per le cose che desideravo, perché se mi aveste mandato con sollecitudine ciò che avevate promesso, con questo atto di cortesia facevate tacere le lingue invidiose che dicono che solo certi Gerardi e Tommasi ne possono disporre.)

Consigliava quindi al Papa di distruggere il Giudizio Universale, mostrando lo stesso pio fervore usato da papa Gregorio quando aveva fatto distruggere le statue pagane per quanto belle fossero.

Concludeva così:
In ultimo, se vi fuste consigliato, nel comporre e l’Universo e l’Abisso e ‘l Paradiso, con la gloria, con l’honore et con lo spavento abbozzatovi da la istruttione, da lo essempio e da la scienza de la lettera che di mio legge il secolo,” (Se aveste seguito il mio consiglio e ascoltato le indicazioni che vi ho dato in quella lettera che oggi è conosciuta da tutti, e nella quale spiego in dettaglio e secondo scienza l’ordinamento dell’Universo, del Paradiso e dell’Inferno). la natura non si vergognerebbe di aver dato tanto genio a un uomo come te.

L’allusione all’amicizia di Michelangelo per i “ Gherardi et Tomai” era un’insinuazione malevola e ambigua. Il pittore, che non amava donare i suoi lavori a chicchessia, era invece estremamente generoso verso amici e parenti.
Uno dei primi destinatari dei suoi doni, a partire dal 1522, fu un suo amico fiorentino chiamato Gherardo Perini mentre i Tomai riferiva a Tommaso de’ Cavalieri un bel giovane nobile poco più che ventenne che Michelangelo conobbe quando aveva 57 anni e di cui si innamorò subito.
A lui inviò disegni e gli dedicò poesie appassionate, sonetti e madrigali.
La loro relazione durò per il resto della vita di Michelangelo; e quando Michelangelo morì anni dopo, Tommaso era al suo capezzale.
Non molto tempo dopo il loro incontro, Tommaso inviò una lettera a Michelangelo per chiedergli perché non scriveva da tanto tempo: poteva essere che lo avesse dimenticato? L’artista rispose che pensava di aver convinto Tommaso dello “smisurato amore che io vi porto,” e che
io so bene che io posso a quell’ora dimenticare il nome vostro, che ‘l cibo di che io vivo; anzi posso prima dimenticare il cibo di che io vivo, che nutri[s]ce solo il corpo infelicemente, che il nome vostro, che nutriscie il corpo e l’anima, riempiendo l’uno e l’altra di tanta dolcezza, che né noia né timor di morte, mentre la memoria mi vi serba, posso sentire.
Pensate, se l’ochio avessi ancora lui la parte sua, in che stato mi troverrei”
– Firenze, 28 luglio 1533
(so bene che dimenticherò il vostro nome il giorno in cui dimenticherò il cibo di cui vivo; anzi, potrei dimenticare prima il mio cibo, che nutre infelicemente solo il corpo, che non il vostro nome, che nutre corpo e anima, riempiendo entrambi di tale dolcezza che non posso sentire dolore né paura della morte mentre la mia mente vi ricorda. Immaginate quanto sarei felice se anche il mio occhio avesse la sua parte).


Divennero famosissimi i disegni donati al giovane nobiluomo, disegni che i collezionisti (e l’Aretino) non erano riusciti a ottenere a nessun prezzo, e che invece Michelangelo regalò all’adolescente romano solo per potergli mandare un messaggio d’amore.

Uno di questi è “Il sogno” (c. 1533), donato al Cavalieri nei primi anni della loro amicizia, un capolavoro che rappresenta una figura alata che scende dal cielo, suonando una tromba silenziosa nella fronte di un giovane addormentato.

Sotto di lui c’è una scatola piena di maschere teatrali; intorno a lui un alone di scene che vanno dal comico all’orribile, dall’ erotico al simbolico. Proprio come capita nei sogni.

Continua

56 thoughts on “Pietro Aretino & Michelangelo/3

  1. Il Giudizio Universale è uno dei più belli e più conosciuti affreschi non solo d’Italia ma di tutto il mondo, 🙂. Se l’avessero distrutto ora non potremmo ammirare uno dei più bei capolavori di Michelangelo. Da profana dell’arte quale sono ho una domanda: le statue pagane fatte distruggere da papa Gregorio erano quelle che gettarono scandalo perché erano state scolpite con grande accuratezza in ogni loro aspetto, anche quello delle parti intime?

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  2. Your blog on ‘Pietro Aretino and Michelangelo/3’ shows your continued independent study on the subject . Michelangelo’s ‘Last Judgement’ depicts about the second coming of Christ and the final external judgment by God of all humanity . It took about four years to complete . But in the painting three hundred figures of men and angels were originally shown as nude . Many of them were later partially covered up by painted draperies . Despite that the second letter written by Pietro Aretino to Michelangelo praised the painting called ‘Last Judgement’. But Michelangelo’s responded to the former by accusing him of exhibiting saints and angels without earthly decency as such . This shows how religious minded Michelangelo was and how Pietro Aretino was found of Michelangelo’s depiction and exhibition of men and angels naked in his famous painting called ‘Last Judgement’. And your description of the facts through your blog exhibits the facts of the past in a more historic way than a piece of literature which is appreciating . Thanks !

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  3. It would seem indeed that Pietro Aretino was a vindictive, jealous person. Was he perhaps attracted to and spurned by Michelangelo? Thank goodness he was not on Twitter or Facebook. Happy Sunday Luisa. Allan

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  4. Michelangelo found love, at 57 in a 20 year old! Love does unimaginable things. Aretino now seems to have been consumed with rage and envy at this time as seen in his letters.

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  5. Aretino shows that he is envious by nature and cannot remain impassive while Michelangelo airs his joy and basks in his successes. The other part of the narrative takes on special interest when reading how the Master gives himself unconditionally to the charms of the Roman nobleman who had barely come out of adolescence. Luisa’s story is fascinating. You have us waiting for the sequel.

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    1. Secondo me l’Aretino era arrabbiato perché Michelangelo l’aveva bellamente ignorato sia quando gli aveva fornito consigli di pittura non richiesti, sia quando più o meno velatamente voleva farsi regalare un disegno

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  6. Bonjour mon Amie LUISA

    Les jours se suivent mais ne se ressemblent pas
    Chaque journée porte en elle un espoir
    Profite de cette journée, de cette semaine, des jours à venir
    Profite de tes proches de tes amis enfants petits enfants Sois sage, simple
    Reste le même ou la mème du matin au soir
    Ceux qui t’aiment sauront t’apprécier
    Bise ton ami Bernard

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