“The Trees” 🌳🌳🌳

The Trees”, written in 1967, is one of Philip Larkin‘s most famous and loved poems.
He was an English poet, novelist and librarian, who was the first in The Times’ list of “ The 50 Greatest British Writers Since 1945” first published in 2008, beating the likes of George Orwell, William Golding, Ted Hughes Doris Lessing. J. R. R. Tolkien, and so on.

Short and symbolic, this poem is both a celebration of nature and its renewal. and a reflection on age, death and immortality.

The Trees🌳🌳🌳

The trees are coming into leaf
Like something almost being said;
The recent buds relax and spread,
Their greenness is a kind of grief.

Is it that they are born again
And we grow old? No, they die too,
Their yearly trick of looking new
Is written down in rings of grain.

Yet still the unresting castles thresh
In fullgrown thickness every May.
Last year is dead, they seem to say,
Begin afresh, afresh, afresh.

In the poem the trees seem to be “born again” every year as their new leaves blossom, but they age just as we do, and, eventually, they die, too. The rebirth “trick” is exposed by the fact that their age is “written down” in the rings in their trunks.
Though they are as mortal as we are, the trees – described grandly as “unresting castles” – resist, move forward, and their leaves grow again beautifully every year.
It is as if they are telling us to leave the past behind and to begin afresh year after year. And indeed, we are encouraged to carry on despite, or perhaps because of, this knowledge that our time is limited.

Their the cyclical nature is echoed in the abba stanza structure, while the twelve lines in the poem could represent the twelve months in a year.

“The Trees/Gli alberi”, scritta nel 1967, è una delle poesie più famose e amate di Philip Larkin
Fu un poeta, romanziere e bibliotecario inglese, che risulta il primo in un elenco di The Times riguardante “I 50 più grandi scrittori britannici dal 1945” pubblicato per la prima volta nel 2008, battendo artisti del calibro di George Orwell, William Golding Ted Hughes Doris Lessing. J. R. R. Tolkien, e così via

Breve e simbolica, questa poesia allo stesso tempo una celebrazione della natura e della sua rinascita, e una riflessione su invecchiamento, morte e immortalità.

Gli alberi🌳🌳🌳

Gli alberi hanno iniziato a germogliare
come qualcosa che sta per esser detto;
le nuovi gemme si allentano e dispiegano
il loro verde è una specie di dolore.

È che loro sono rinati
e noi invecchiamo? No, muoiono anche loro,
il loro trucco annuale di apparire nuovi
è scritto negli anelli della vena.

Eppure quei castelli inquieti si dibattono, si agitano
in una foltezza matura a ogni maggio.
L’anno passato è morto, sembrano dire.
Si ricomincia di nuovo, di nuovo, di nuovo.
(trad: L.Z.)

Nella poesia gli alberi sembrano “rinascere” ogni anno con il germogliare delle loro nuove foglie, ma invecchiano proprio come noi e, alla fine, muoiono anche loro. Il “trucco” della rinascita è smascherato dal fatto che la loro età è “scritta” negli anelli nei loro tronchi
Sebbene siano mortali come noi, gli alberi – descritti grandiosamente come “castelli inquieti” – resistono, vanno avanti e le loro foglie ricrescono splendide anno dopo anno.
È come se ci dicessero di lasciarci il passato alle spalle e non temere di ricominciare da capo. ci incoraggiano a perseverare nonostante, o forse a causa di, questa consapevolezza che il nostro tempo è limitato.
La loro natura ciclica trova eco nella struttura delle strofe la cui rima in inglese è abba, mentre i dodici versi della poesia potrebbero richiamare i dodici mesi in un anno.

Advertisement

68 thoughts on ““The Trees” 🌳🌳🌳

  1. Wow. Fantastic. Your blogs are too fabulous and I have to search for a dictionary looking for words that could express my appreciation and admiration. You are too good. Lots of hugs and ❤❤. Take care.

    Liked by 1 person

  2. Thank you, Luisa, for the remainder of this poem in your unparalleled style. Nature and trees in particular are my beloved subjects. I wrote “Love Letter To Trees” myself.

    Joanna

    Liked by 1 person

  3. ‘The Trees’ , a poem written by Philip Larkin in 1967 appears to have come out of his enormous love for the nature . It is the tree out of which comes out forest , the very nostril of the world , when they grow in number . Their growing cycle is just like man . And Philip Larkin who was declared the first in The Times’ list of ‘The 50 Greatest British Writers Since 2945’ because he wrote and realized that ‘ The Trees are coming into leaf ‘, and they are born again every year as their new leaves blossom . And your analysis of the said poem is upto mark . Thanks !

    Liked by 2 people

  4. Con l’albero si può pure scandir la vita, da quando dici “Oh . . .” a quando sei in uscita.

    L ‘ ALBERO DELLA VITA

    La vita si trascorre come a stare
    sotto un albero di gran bellezza
    guardando il quale, a ben osservare
    il ciclo di natura gran dolcezza

    può nascere in te in quanto che
    felice tu ti senti in Primavera
    vedendolo fiorire, e sorge in te
    voglia di fare bene fin che sera

    arriverà, per cui sempre più
    godi allorquando l’Estate arriva
    coi suoi frutti d’oro che or tu
    raccogli a piene mani mentre viva

    sensazione di splendore hai
    dato che in Autunno le sue foglie
    rosseggiano fin tanto che . . . e vai . . .
    l’Inverno giunge e il vento le raccoglie,

    lasciando spoglio l’albero e i rami
    storti, rinsecchiti: ad uno stelo
    si riduce ognuno . . . Ma tu l’ami
    lo stesso: finalmente vedi il Cielo!

    Capisci che è finita la stagione,
    che si è conclusa pur la tua canzone,
    che non hai vinto a “singolar tenzone”
    per legge di Natura e no d’azione.

    Di più non era in previsione.

    E’ questa la mia gran consolazione!

    Viver così, che benedizione!

    (Sergio Sestolla)

    Liked by 3 people

    1. Sì, è bella, e anche Larkin è un bel poeta diverso dai colleghi più acclamati. Non volle cattedre di poesia ma preferì dedicarsi al suo lavoro di bibliotecario presso l’università di Hull, nello Yorkshire, dove fu impiegato dal 1955 alla morte, nel 1985

      Liked by 1 person

  5. Gli alberi sono belli ma pure a volte qualche albero può essere “galeotto”, come il famoso libro che Paolo e Francesca leggevano, come pure colui che lo scrisse, anche se i tempi sono cambiati e il progresso ha fornito diversi strumenti. Resta però analogo il “disiato riso”

    Infatti:

    TI APPOGGIAVI ALL ’ ALBERO

    Ti appoggiavi all’albero . . . tenevi
    il cellulare all’orecchio chè
    con me parlavi, con frasi assai brevi,
    per tu non essere notata. “Ah, se”

    — dicevi — “ti avessi qui, in questo
    giardino solitario ti farei
    e questo . . . e questo . . . e questo!”, ed io lesto
    concordavo con “Sìììììì . . . “Sìììììì . . .”, mentre i miei

    pensieri molto arditi certamente
    i tuoi incontravano, e lì insieme
    davano vita a cose che sol mente

    innamorata escogita . . . E qui geme
    forte la voce tua, ed in un niente
    pur tu sospiri “Sìììììì . . . ”, e il corpo freme.

    Dovrebbe aver l’onore dell’altare
    colui che ha inventato il cellulare!

    (Sergio Sestolla)

    Liked by 2 people

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s