Occult

“Happiness is not reliable. Melancholy is reliable.”

American author Joyce Carol Oates was born on 16 June 1938. Known for her extensive literary output in a variety of styles and genres, she has published over fifty novels, as well as many volumes of short stories, poetry, and non-fiction.
She is one of the most insightful observers of the human heart and mind, and, with her acute social consciousness, she has created effective representations of violence and evil in modern society.
She has also always written poetry, on various subjects, big and small. in an immediate and engaging style.
The following poem is taken from her 1975 collection “The Fabulous Beasts” .

Occult

the blood-smear across the knuckles:
painless, inexplicable.
once you discover it pain will begin,
in miniature.
never will you learn what caused it.
you forget it.

the telephone answered on the twelfth ring:
silence without breath, cunning, stark.
and then he hangs up.
and you stand there, alone.
then you forget.

and your father’s inexplicable visit:
two days’ notice, a ten-hour reckless drive.
rains, 80 mph winds, bad luck all the way,
traffic backed up, a broken windshield wiper,
and no stopping him.

clumsy handshakes.
How are—?
You seem—!
How good to —!
How long will—?
he must leave in the morning,
must get back.
a gas station two blocks away repairs the wiper.

did he sense death,
and so he raced to us?
did he already guess at his death
behind those nervous fond smiles,
the tumult of memories he had to bear?

nothing we know can explain his visit,
or the new, strange way he moved among us—
touching us, squeezing our arms, smiling.
the visit was an excuse.
the words that surrounded our touching were an excuse.
inexplicable, that the language we invent may be a means
to get us closer, to allow us to touch one another,
and then to back away.

In an interview in The Guardian (18 August 1989) JCO said:
“When you’re 50 you start thinking about things you haven’t thought about before. I used to think getting old was about vanity — but actually it’s about losing people you love. Getting wrinkles is trivial.”

“La felicità non è affidabile. La malinconia sì”.

L’autrice americana Joyce Carol Oates è nata il 16 giugno 1938. Nota per la sua vasta produzione letteraria in una varietà di stili e generi, ha pubblicato oltre cinquanta romanzi, oltre a molti volumi di racconti, poesie e saggistica.
È una delle nostre più perspicaci osservatrici del cuore e della mente umana e, con la sua acuta coscienza sociale, ha creato rappresentazioni efficaci della violenza e del male nella società moderna.
Ha sempre scritto anche poesie, su vari argomenti grandi e piccoli in uno stile immediato e coinvolgente.
La seguente poesia è tratta dalla sua raccolta del 1975 “The Fabulous Beasts”.

Occulto

macchia di sangue sulle nocche:
indolore, inspiegabile.
una volta scoperto che il dolore inizia
in miniatura.
non saprai mai cosa l’ha causato.
lo dimentichi.

il telefono rispose al dodicesimo squillo:
silenzio senza respiro, subdolo, desolato,
e poi riattacca.
e tu resti lì, da solo.
poi dimentichi.

e l’inspiegabile visita di tuo padre:
due giorni di preavviso, dieci ore di guida spericolata.
piogge, venti forti, sfortuna fino in fondo,
traffico bloccato, un tergicristallo rotto,
ma nulla lo blocca.

strette di mano maldestre.
Come stai …?
Sembri … !
Che bello…!
Quanto tempo …?
deve partire la mattina,
deve tornare.
una stazione di servizio a due isolati ripara il tergicristallo.

ha percepito la morte,
e così è corso da noi?
aveva già indovinato la sua morte
dietro quei sorrisi affettuosi e nervosi,
il tumulto di ricordi che doveva sopportare?

niente di quel che sappiamo può spiegare la sua visita,
o il nuovo, strano modo in cui si è mosso tra noi –
toccandoci, stringendoci le braccia, sorridendo.
la visita era una scusa.
le parole che circondavano il nostro toccarci erano una scusa.
inspiegabile, che il linguaggio che inventiamo sia un mezzo
per avvicinarci, per permetterci di toccarci,
e poi andarcene

(trad L.Z.)

In un’intervista su The Guardian (18 agosto 1989) JCO disse:
“Quando hai 50 anni inizi a pensare a cose a cui non avevi pensato prima. Pensavo che invecchiare fosse una questione di vanità, ma in realtà si tratta di perdere le persone che ami. Avere le rughe è banale”.

Image: Pinterest (uploaded by maria Alessandra) – Anselmo Bucci – L’addio – 1917

65 thoughts on “Occult

  1. Wow. This is awesome, dear Luisa. Thank you so much for introducing a very talented author, Joyce Carol Oates. The poem is so beautiful and captivating that I wish to read her exemplary work. I always look forward to reading your awesome, interesting and informative blogs. 🥰🥰🥰😊😊😊😘😘♥️♥️👏👏👏👌👌👌

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  2. Luisa ! She was a great poet indeed . And what Joyce Carol Oates has written is true that ‘Happiness is not reliable. Melancholy is reliable’ . It is because happiness last for a few moments but melancholy may be lifelong . Happiness creates a moment of joy as it has power to keep the sorrow of life little away for a moment . But melancholy penetrates deep into our mind . It harms our mind from within . That’s why she has written that after fifty we start thinking about the things we have not thought before . It is because by that time melancholy overweights happiness and rules the roost of the human life . Many factors are behind this change . It not abruptly but slowly . And we are able to detect it at the age of fifty or then after only . But again credit goes to you Luisa to make us acquainted with such a great poet and writer as such . Thanks !

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  3. Ottima traduzione cara Luisa, 👏👏. Questa poesia è molto toccante e malinconica ma allo stesso tempo insegna a goderci tutti i momenti che passiamo insieme alle persone a noi care. Momenti che resteranno per sempre dentro di noi anche quando queste persone non ci saranno più e di cui conserveremo l’indelebile ricordo della loro presenza nella nostra vita.

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      1. Esattamente, 👍. Vivere con il rimpianto di non aver saputo afferrare al volo quell’occasione che si è presentata vuol dire avere continuamente dentro di sé come una “sensazione di vuoto” che resterà incolmabile.

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    1. Una poesia molto bella, toccante e malinconica. Quanto è importante la presenza delle persone care. Grazie di questa bella condivisione, sempre bello visitare il tuo blog.

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  4. Come recita un adagio siciliano “Essere non si può più di una volta”, perché
    siamo . . . . . . .

    COME LUCE DEL SOLE
    (Ombre)

    Che io sarò scordato, ah, se lo so!
    Noi siamo ombre che al calar del sole
    oltre una cert’ora, prima un po’
    . . . e poi un altro po’ . . . siccome vuole

    la legge di natura, vanno via,
    finchè di loro più non resta traccia,
    perché si è giunti ormai al “Così sia”.
    Sì, soli soli — senza la borraccia

    dei sentimenti, dell’amore forte
    per gli altri, che ci hanno ben guidato
    per tutta la vita – nostra sorte

    completiamo e . . . “chi ha dato ha dato!”
    Si aprono alfine quelle porte
    e dietro lor scompare re e soldato.

    “Chi era lui?” . . . “Ah, certo, quello lì . . .
    Me lo ricordo un poco . . . e poi finì,
    come luce del sole a fine dì”.

    Altro giro, altra corsa . . . E, sì! . . . eh sì!

    Mai si svegli dal suo sonno chi . . . . . . .
    cercava di . . . e sol tardi capì
    che lui, ombra, sbiadisce . . . schiuuuù . . . così . . .

    sì, sì . . . così . . . proprio così . . . c o s i i i i i i i ì ì ì ì . . . !

    (Cassandro)

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  5. Perdo un battito di cuore quando penso a cosa ho perso talvolta, bisognerebbe raccogliere ogni istante della vicinanza dei nostri cari, come rammenta questa bravissima autrice americana, grazie per averla postata, bella e profonda, buona serata Luisa 🌺

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      1. You don’t ahve to thank me for anything. I love your posts. This is a wonderful one cos there’s so much re Carol joyce Oates to choose from and you have boiled a hell of a lot down and it is so concise.

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  6. Ennesima scoperta, grazie a TE, di un personaggio che mi colpisce.
    Avere le rughe per me non è nemmeno banale, è naturale, ed è anche un traguardo.
    Forse la mia esperienza di vita è stata diversa: io ho perso persone anche quando ero una bambina, e quindi la mia visione è quasi opposta.

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