The Picture of Dorian Gray: Preface/3

➡️ Part 1
➡️ Part 2

When Oscar Wilde enlarged the story for the novel-length version, he responded to his critics by further toning down its “immoral” elements, obscuring the homoeroticism of the plot and expanding the personal background of the characters.

The amended version, extended from 13 to 20 chapters, was published in a single volume by Ward Lock & Co, in April 1891. This is now the standard version of the text.
The differences between the text Wilde submitted to Lippincott and published versions of the novel have until now been evident to only the few scholars who have had the opportunity to examine Wilde’s typescript.

Another response to such criticism was contained in the Preface a series of aphorisms, to rebut the accusations of immorality and the harmfulness of the story defending the sanctity of art. They deal with art, artists, beauty, critics and audience, and only obliquely with the novel.

Here are some of them

“There is no such thing as a moral or an immoral book. Books are well written, or badly written. That is all.”

“The highest as the lowest form of criticism is a mode of autobiography.
Those who find ugly meanings in beautiful things are corrupt without being charming. This is a fault.
Those who find beautiful meanings in beautiful things are the cultivated. For these there is hope. They are the elect to whom beautiful things mean only beauty.”

“No artist is ever morbid. The artist can express everything.”
“Thought and language are to the artist instruments of an art.”
“Vice and virtue are to the artist materials for an art.”

All art is at once surface and symbol.
Those who go beneath the surface do so at their peril.
Those who read the symbol do so at their peril.
It is the spectator, and not life, that art really mirrors”

“Diversity of opinion about a work of art shows that the work is new, complex, and vital.”

“When critics disagree the artist is in accord with himself.”

In a letter sent to his friend Ralph Payne, Wilde said that the novel “contains much of me” and added: “Basil Hallward is what I think I am; Lord Henry what the world thinks of me; Dorian what I would like to be – in other ages perhaps.”

➡️ Prima parte
➡️ Seconda parte

Quando Oscar Wilde ampliò “ Il ritratto di Dorian Gray” per trasformarlo in un romanzo, rispose alle critiche avanzate attenuando ulteriormente i suoi elementi “immorali”, nascondendo l’omoerotismo della storia ed espandendo la storia personale dei personaggi.
La versione modificata, che portava i capitoli da 13 a 20, fu pubblicata in un unico volume da Ward Lock & Co, nell’aprile 1891, diventando, anche ora, la versione standard.

Le differenze tra il testo che Wilde inviò a Lippincott e le versioni pubblicate del romanzo sono state fino ad ora evidenti solo ai pochi studiosi che hanno avuto la possibilità di esaminato il dattiloscritto di Wilde.

Un’altra risposta alle critiche era contenuta nella Prefazione, una serie di aforismi, per confutare le accuse di immoralità e la nocività della storia, difendendo la sacralità dell’arte. Gli aforismi trattano di arte, artisti, bellezza, critica e pubblico e solo obliquamente del romanzo.

Eccone alcuni:

Non esistono libri morali ed immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è tutto.”

Tanto le più elevate quanto le più infime forme di critica sono una sorta di autobiografia.
Coloro che scorgono brutti significati in cose belle sono corrotti senza essere affascinanti. E questa è una colpa.

Coloro che scorgono bei significati in cose belle sono persone colte. Per loro c’è speranza.
Essi sono gli eletti per i quali le cose belle significano solo bellezza.”

“Nessun artista è mai morboso. L’artista può esprimere qualsiasi cosa”.
“Il pensiero e il linguaggio sono per l’artista strumenti di un’arte.”
“Il vizio e la virtù sono per l’artista materiali per un’arte.”

Tutta l’arte è insieme superficie e simbolo.
Chi va sotto la superficie lo fa a proprio rischio e pericolo.
Chi legge il simbolo lo fa a proprio rischio e pericolo.
È lo spettatore, e non la vita, che l’arte veramente rispecchia.”

“La diversità di opinione su di un’opera d’arte mostra che l’opera è nuova, complessa e vitale.”

Quando i critici dissentono tra loro, l’artista è in armonia con se stesso.”

In una lettera inviata all’ amico Ralph Payne, Wilde affermò che il romanzo “contiene molto di me”, aggiungendo: “Basil Hallward è quello che penso di essere; Lord Henry ciò che il mondo pensa di me; Dorian come vorrei essere io, forse in altre epoche.

58 thoughts on “The Picture of Dorian Gray: Preface/3

  1. Wow. Very very fascinating post and I love Oscar Wilde’s response to the criticism. Speaks volumes of his wisdom. I especially loved :
    “There is no such thing as a moral or an immoral book. Books are well written, or badly written. That is all.”And the rest are fabulous as well. ♥️♥️♥️♥️♥️🌹🌹🌹🌹Brilliantly written.

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  2. Luisa ! In the preface of enlarged version of ‘ The Potraite of Dorian Gray ‘ , Oscar Wilde has rightly written that there is no moral book or immoral book as such , the book could be classified only as well written or badly written . The writer further said ,’ Those who find ugly meanings in beautiful things are corrupt without being charming …… Those who find beautiful meanings in beautiful things are cultivated .’ And it is a reality that only corrupt people find ugly meanings in beautiful things and thus criticize a work of art and literature accordingly . Any work of art can be well carved or badly carved . Similarly , any book of literature can only be reviewed from the view points of badly written or nicely written and not on the basis of it has some homoerotic substance or some religious substance as such . Thanks Luisa for bringing about the second part the Novel by Oscar Wilde .

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  3. È tutta mokto interessante questa storia che ci hai raccontato e dell’articolo di oggi condivido appieno il secondo aforisma!!! Bellissima la tua foto della serie Vella dentro e fuori❣❣❣ Buonanotte tesoro e grazie infinite della tua conoscenza che condividi con noi 😘

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  4. Era di una intelligenza e di una sensibilità unica, purtroppo si è trovato a vivere in una società ed in un contesto politico/religioso ancora troppo chiusi per accettare una persona come lui.
    Senza contare l’ipocrisia imperante.
    Lui ebbe il solo torto ad avere il coraggio di esporsi, l’omosessualità è sempre esistita. Anche un quegli anni.

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    1. Hai ragione tu: la sua colpa fu non nascondere la sua omosessualità, che era diffusa ma celata. Una delle cose che si dicono dell’ipocrisia del periodo Vittoriano (anche se forse un po’ esagerata) è che si coprissero anche le gambe dei tavoli perché, dopotutto, erano pur sempre gambe😘

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  5. Di certo nessuno può raggiungere oggi l’altezza degli aforismi di Oscar Wilde, pure se si può, anzi si deve, tentare: solo così ci si eleva un poco.

    Attualizzando i suoi saggi provocatori detti al momento che viviamo, spingiamo i giovani — the hope of the World — anche se fanno casino, a sempre, sempre e sempre con più forza procedere ad . . . . . .

    AMMIRARE L’ARTE
    (Fate casino, ma , , ,)

    Fate casino, su’, cari ragazzi,
    l’arte ammirate pur se gran baccano
    fate fra voi . . . fare “cose ‘e pazzi”
    perdonato vien se non invano

    un Caravaggio voi avete visto
    un Botticelli, il Tondo Doni e
    la Fornarina o di Giotto il Cristo,
    la Cappella Sistina, il Mosè.

    Pur se non si riempie il paniere
    d’acqua si bagna, resta qualche cosa
    in mente sempre, e un dì con piacere

    voi lo ricorderete, e sarà rosa
    per voi, o di buon vino un bicchiere.
    La bellezza dell’arte è contagiosa

    pur se soltanto un po’ su voi si posa.

    Si, l’ammirarla più buoni vi fa
    e di ciò gran bisogno, ah, se ci sta.

    Ripeto, fate pure un gran casino
    ma l’arte incamerate, anche pochino.

    Vi son concessi pure baci e abbracci,
    oppur due selfie innanzi ad un Carracci.

    Sarà vostra compagna nel cammino
    di vita, e segnerà il vostro destino.

    Amate Michelangelo o Modì,
    Masaccio, o Guercino o Dalì.

    un Pietro da Cortona o un Bronzino,
    un Andrea del Sarto o un Perugino.

    E or via! . . . A piedi oppure in motorino.

    (Sergio Sestolla)

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  6. I had been enamored by the said piece of literature but I was unaware of the aftermath of its publication. This article adds so much more to the experience of reading The Picture of Dorian Gray and I am grateful to you for sharing! 💛

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  7. In can’t stop comparing Oscar Wilde with Vincent Van Gogh: two minds who were way ahead of their time and who both were both almost penniless when they prematurely died of a horrible disease.

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