Diving into the Wreck/2

➡️ Part 1

The poem “Diving into the Wreck” , written by Adrienne Rich in 1973 and first published in a collection of the same title, follows a woman preparing and diving into the depths of the ocean in search of a wreck.

The first stanzas describe her as a warrior, wearing the black wetsuit, the flippers, the mask, the knife, the camera to document reality and fix memories. She has “ read the book of myths” and is preparing for a dive that she will take alone, unlike Jacques Cousteau, the French marine explorer famous for his documentaries on underwater life, who instead had an “assiduous team” of helpers to assist him.
She describes her clumsy climbing down the boat’s ladder that might look like a floating thread to the inexperienced eye and then the dive into the blue-green world of the ocean. She also explains the reasons why she wants to explore the wreck: she needs to see first-hand the “damage that was done “, its hidden treasures, she wants to confront the truth of “the wreck and not the story of the wreck / the thing itself and not the myth” in order to then be able to tell it, because words are maps and her purpose is to communicate and document.
She then identifies with mythical creatures of two sexes mermaid and merman, male and female and taking these different forms, half human and half something else, she begins to use the pronoun “we” as if she could no longer feel contained in the narrow ideas of femininity or masculinity.
During the inspection she sees the face carved on the prow of the old sailing ship, which continues to keep its gaze fixed on the surface, and the corroded tools left to rot, the ones that were once able to set the course, but which have become quite useless.

The poem is full of symbols starting from the dive and the importance of undertaking it whatever the motivation. It can be a journey of inner exploration in search of the truth, a dive into the unknown, physical and psychological, in which courage and vulnerability are both required to arrive at meaningful discovery. She takes a camera and a knife, symbols of her intention to document accurately and to be ready to defend herself

The poem begins and ends with reference to the book of myths, full of misinformation that the speaker admits to having read but in which, at the end of the poem, she claims that she did not find her name. These myths are therefore not only separate from veracity, but they also are incomplete. Her task is to dispel them by diving into the depths of the sea to find the truth.
This book of myths may refer to Western cultural myths, our written records of history, ideas about what is true or false, about who should be in power and in control. It is not called a history book but only a book of myths because these narratives are often distorted as they are at the service of those in power, and erase the stories and lives of all the others. It does not record the truth and, as the last line suggests, often ignores people’s lives altogether.

The pseudo-reality created by society prevents people from fully understanding themselves including the subordinate role of women in relation to men. Analysed from a feminist point of view, given Rich’s interest in feminism, the sunken wreck represents all women who have been forced to suppress their deepest longings, ambitions because they are dominated, both individually and collectively, by men who organize society for their own benefit. However, in addition to myths about women, men have also created myths about themselves, which means that both genders are trapped in a web of errors and illusions about gender and identity.
It represents what has been forgotten, devalued and suppressed, all of which could have been of enormous value to the individual and to society if it had been used correctly instead of being left to rot.
The sunken wreck represents what remains of obsolete myths, the ruinous state of modern civilization or even our inner life, those parts of the psyche that are not consciously acknowledged. including desires, feelings and hopes that have been repressed perhaps since childhood because the conscious mind decided they were unacceptable.

The simple dive is an act of courage, a refusal to accept the status quo, an affirmation of the duty of each individual to personally investigate what is true and what is false. The different way of breathing symbolizes the different way of examining the evidence, using the knife to cut through all that is false and the camera to record the truth with photographic realism.

Final note

When Adrienne Rich published the collection “Diving into the Wreck” in 1973, women’s voices were generally weak in the literary world. The following year, her book won the National Book Award for Poetry, but Rich refused to accept the prize as an individual. Instead, she joined with fellow nominees Audre Lorde and Alice Walker and received it on behalf of all unknown women writers, a way to ask the literary world to make room for more women’s voices. As Rich said, “When a woman tells the truth she is creating the possibility for more truth around her.”

➡️ Prima parte

La poesia “Diving into the Wreck/Esplorando il relitto”, di Adrienne Rich, pubblicata nel 1973 in una raccolta dallo stesso titolo, segue una donna che si prepara ed esegue un’immersione nelle profondità dell’oceano alla ricerca di un relitto.

Le prime strofa la mostrano mentre, come un guerriero, indossa la muta nera e si arma di pinne, maschera, coltello, e macchina fotografica per documentare la realtà e fissare i ricordi. Ha “letto il libro dei miti” e si appresta a immergersi, un’impresa che compirà da sola, a differenza di Jacques Cousteau, l’esploratore francese famoso per i suoi documentari sulla vita sottomarina, che invece era sempre assistito dai suoi “assidui” aiutanti.
Descrive la discesa un po’ impacciata lungo la scaletta che potrebbe sembrare un filamento galleggiante a un occhio poco esperto e poi l’immersione nel mondo blu-verde dell’oceano.
Spiega anche per quale ragione vuole esplorare il relitto: ha bisogno di vedere con i suoi occhi il “danno che è stato fatto” e i suoi tesori nascosti, cioè vuole confrontarsi con la verità del “relitto e non la storia del relitto/la cosa in sé e non il mito” per poi poterlo raccontare, perché le parole sono mappe e il suo scopo è quello di raccontare e documentare.
Si identifica poi con creature mitiche di due sessi, sirena e tritone, maschio e femmina e, assumendo queste diverse forme, metà umane e metà qualcos’altro, inizia a usare il pronome “noi”, quasi non riuscissi riesce più a sentirsi contenuta nelle strette idee maschio o femmina.
Durante l’ispezione vede il viso della polena intagliato a poppa, che continua a tenere lo sguardo fisso verso le superficie, e gli strumenti corrosi lasciati a marcire, quelli che un tempo erano in grado di impostare la rotta, ma che sono diventati del tutto inutili.

La poesia è ricca di simboli a partire dal viaggio e la sua importanza qualunque sia la motivazione per intraprenderlo. Può essere un viaggio di esplorazione interiore alla ricerca della verità, un avventurarsi nell’ignoto, sia fisico che psicologico, in cui coraggio e vulnerabilità sono entrambi necessari per giungere a una scoperta significativa. Servono una macchina fotografica e un coltello, simboli della sua intenzione di documentare accuratamente e di essere pronta a difendersi.

La poesia inizia e finisce con riferimento a un libro di miti, pieno di disinformazione che la narratrice ammette di aver letto ma in cui, alla fine della poesia, afferma di non avere trovato il suo nome. Questi miti non sono quindi solo diversi dalla realtà, ma anche incompleti. Il suo compito è quindi quello di sfatarli tuffandosi nelle profondità del mare per stabilire la verità.
Questo libro di miti può essere un riferimento ai miti culturali occidentali, la nostra storia scritta, le idee su ciò che è vero o falso, su chi deve detenere il potere e il controllo. Non è chiamato un libro di storia ma solo di miti proprio per il fatto che queste narrazioni spesso sono distorte perché al servizio di chi è al potere e cancellano le vicende e le vite di chi il potere non ce l’ha. Questo libro non registra la verità e, come suggerisce l’ultimo verso, spesso ignora del tutto la vita delle persone.

La pseudo-realtà creata dalla società impedisce alla gente una piena comprensione di se stessi, compreso il ruolo subordinato delle donne rispetto agli uomini. Inteso dal punto di vista del femminismo il relitto affondato rappresenta tutte le donne che sono state costrette a sopprimere i loro desideri, ambizioni perché dominate, sia individualmente che collettivamente. Sono state sottovalutate e represse, logorate dalla pressione costante di una società organizzata dagli uomini a proprio vantaggio. Però, oltre ai miti sulle donne, gli uomini hanno anche creato miti su se stessi, il che significa che entrambi i sessi sono intrappolati in una rete di errori e illusioni su genere e identità.

Il relitto è tutto ciò che è stato dimenticato, svalutato e soppresso, tutto ciò che avrebbe potuto essere di enorme valore per l’individuo e per la società se fosse stato utilizzato correttamente invece di essere lasciato a marcire.
Rappresenta ciò che resta di miti obsoleti, lo stato disastroso della civiltà moderna o anche la nostra vita interiore, quelle parti della psiche che non sono riconosciute consapevolmente, inclusi desideri, sentimenti e speranze repressi forse fin dall’infanzia perché la mente conscia ha deciso che erano inaccettabili.

La semplice immersione è un atto di coraggio, un rifiuto di accettare lo status quo, un’affermazione del dovere di ogni individuo di indagare personalmente su ciò che è vero e ciò che è falso, e il modo diverso di respirare simbolizza il modo diverso di esaminare le prove, usando il coltello per tagliare tutto ciò che è falso e la fotocamera per registrare con realismo fotografico la verità.

Nota finale:

Quando Adrienne Rich pubblicò la raccolta “Esplorando il relitto “, le voci delle donne erano generalmente deboli nel mondo letterario. L’anno successivo, il suo libro vinse il National Book Award for Poetry, ma Rich rifiutò di accettare il premio come persona singola. Si unì invece ad altre candidate, Audre Lorde e Alice Walker, e lo ricevette a nome di tutte le scrittrici sconosciute, un modo per chiedere al mondo letterario di dare spazio a più voci femminili.
Come affermò: “Quando una donna dice la verità, crea la possibilità di avere più verità intorno a lei”.

49 thoughts on “Diving into the Wreck/2

  1. Luisa ! Your explanation about the poetry by Rich published yesterday ‘ Diving into the Wreck ‘ is itself poetic . She ( Rich ) remained the champion of feminism and expressed her genuine feelings about woman’s feelings through her poetry . What she imagined about a woman ready for diving in the ocean to get the first hand information about the Wreck is symbolic . In reality she wanted to get out of the misinformation/myth created by the male dominated society denying altogether the independent status/thought of a woman . Diving woman in the poetry is the symbol of a woman who also has courage to undertake a dangerous work of diving in the ocean to search for the Wreck which previously was supposed to be the domain of a man as such . That’s why Rich said ,’ When a woman tells the truth she is creating the possibility for more truth around her .’ Thanks you Luisa for such an excellent explanation of a serious poetry written by Rich in a very lucid language .

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  2. Thank you, Luisa, for your erudite analysis of the interesting poem, and the detailed profile of the writer, Adrienne Rich. I am always impressed by your knowledge, Luisa!
    I will look up Adrienne’s other poems as your presentation encourage me to do so, thank you.
    Joanna

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  3. You really did a “deep dive” on the analysis of this one Luisa. Great explanation. All too often, women and men are trapped in a world of stereotypes that they and others have created. As long as we continue to label and compete for which gender or group is the best and greatest, this conflict will continue. We have to stop letting ego get in our way and realize that we all have strengths and weaknesses and that our limitations do not diminish who we are. Thanks for sharing. Allan

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  4. Wow. Fantastic. This is a perfectly written explanation of the poem Diving into the Wreck” by Adrienne Rich. Excellent work, dear Luisa. 🥰🥰🥰😊😊😊🌹🌹🌹🌹🌹

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  5. A pleasure to read your analysis of this wet-suited warrior! Who dives to investigate “the wreck itself.” And not the ‘story’ of the wreck. I relish the aquatic imagery and your excellent interpretation. Another fantastic series!🐬⚓️⛵️🤿

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  6. Brilliantly done, with exquisite timing, Cara Luisa. You managed to convey an interpretation I totally agree with (even if I had no idea about this when I read the poem initially) in an even handed manner that should not ruffle anyone’s sensitized feathers. I want to reblog this.

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  7. The poem is so good in so many ways, but your interpretation is absolutely brilliant Luisa – in fact, I’m going to have to bow to the Queen of literature once again today for yet another fabulous post 💙

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  8. Un articolo più che mai interessante e dettagliato in ogni dove, Molto bella anche la citazione di chiusura❣❣❣ Bravissima Luisa e grazie infinite di 5utto questo grande lavoro che hai fatto 🥀🥀🥀 Buonanotte 😘

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  9. Concordo con la tua interpretazione dei simboli contenuti in questa singolare poesia. Aggiungerei due cose, che forse hai scritto ma mi sono sfuggite.: il riferimento a Cousteau e ai falsi miti. Per il primo la mia interpretazione è che la poetessa vuole riaffermare che il mondo dell’esplorazione subacquea non è un’esclusiva maschile. Il secondo che sono gli stereotipi, faccio riferimento a prima, che creano i miti che a loro volta sono falsi perché basati su presupposti fallaci.
    Bella serata

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