Black-Eyed Susan &  Sweet William/1 (John Gay)

John Gay, English poet and dramatist, was born on 30 June 1685.
He owes his fame mainly to “The Beggar’s Opera”, a ballad opera with music arranged by Johann Christoph Pepusch, performed for the first time in London in 1728. It was produced by John Rich, an important theatre director and it was so successful that it was said that the piece made “Rich gay and Gay rich”.
Two hundred years later, it was adapted by Bertolt Brecht into “Die Dreigroschenoper” (The Threepenny Opera.)

As a poet, John Gay published various collections of poems, including his acclaimed “Trivia: or, the Art of Walking the Streets of London”, (1716) and “Poems on several occasions” (1720) containing one of his best poems, “Black-Eyed Susan”, which procured him a considerable fortune, then lost due to the South Sea Bubble, the financial collapse of the South Sea Company in 1720

“Black-Eyed Susan” or “Sweet William’s Farewell to Black-ey’d Susan” is nautical ballad, which was later set to music, about the love story between Susan and her Sweet William.

I.
All in the Downs the fleet was moor’d,
The streamers waving in the wind,
When black-ey’d Susan came aboard.
Oh! where shall I my true love find!
Tell me, ye jovial sailors, tell me true,
If my sweet William sails among the crew.

II.
William, who high upon the yard,
Rock’d with the billow to and fro,
Soon as her well-known voice he heard,
He sigh’d, and cast his eyes below:
The cord slides swiftly through his glowing hands,
And, (quick as lightning) on the deck he stands.

III.
So the sweet lark, high pois’d in air,
Shuts close his pinions to his breast,
(If, chance, his mate’s shrill call he hear)
And drops at once into her nest.
The noblest captain in the British fleet,
Might envy William’s lip those kisses sweet.

IV.
“O Susan, Susan, lovely dear,
My vows shall ever true remain;
Let me kiss off that falling tear,
We only part to meet again.
Change, as ye list, ye winds; my heart shall be
The faithful compass that still points to thee.

V.
“Believe not what the landmen say,
Who tempt with doubts thy constant mind:
They’ll tell thee, sailors, when away,
In ev’ry port a mistress find.
Yes, yes, believe them when they tell thee so,
For thou art present wheresoe’er I go.

VI.
“If to far India’s coast we sail,
Thy eyes are seen in di’monds bright,
Thy breath is Afric’s spicy gale,
Thy skin is ivory, so white.
Thus ev’ry beauteous object that I view,
Wakes in my soul some charm of lovely Sue.

VII.
“Though battle call me from thy arms
Let not my pretty Susan mourn;
Though cannons roar, yet safe from harms,
William shall to his dear return.
Love turns aside the balls that round me fly,
Lest precious tears should drop from Susan’s eye”.

VIII.
The boatswain gave the dreadful word,
The sails their swelling bosom spread,
No longer must she stay aboard:
They kiss’d, she sigh’d, he hung his head.
Her less’ning boat, unwilling rows to land:
“Adieu”, she cries! and wav’d her lily hand.

The poem follows Susan as she goes aboard a ship in-dock ready to leave for battle, trying to find her lover William who would be making that long sea voyage. With tears in her dark eyes, she cries out his name and the young man, hearing her call from high above his ship’s yardarm, rushes down to console her.
But soon after their reunion she is told by the captain she must leave the ship and so William bids Susan one last farewell. We are left with that beautiful image of her “lily hand”, a glow that remains in our eyes and minds even after the last word or the last note has gone out.
The bittersweet parting of Black-eyed Susan and Sweet William later became a popular love legend.

To be continued

John Gay, poeta e drammaturgo inglese, nacque il 30 giugno 685.
Deve la sua fama principalmente a “L’opera del mendicante un melodramma satirico con musica di Johann Christoph Pepusch, rappresentato per la prima volta a Londra nel 1728. Fu prodotto da John Rich, un importante impresario teatrale ed ebbe un tale successo che si diceva che l’opera avesse reso “Rich gay and Gay rich”, cioè, giocando sui loro nomi, “Rich allegro e Gay ricco“.
Duecento anni dopo, fu adattato da Bertolt Brecht in “Die Dreigroschenoper” (L’opera da tre soldi)

Come poeta, John Gay pubblicò varie raccolte di poesie, tra cui l’acclamata raccolta ” Trivia, o l’arte di passeggiare per le vie di Londra, “ (1716) e “Poesie per diverse occasioni” (1720) contenente una delle sue migliori composizioni, “Susan dagli occhi neri”, che gli procurò una notevole fortuna, poi persa a causa della “Bolla dei Mari del Sud”, il crollo finanziario della compagnia del Mari del Sud nel 1720.

“Susan dagli occhi neri” o “Addio del dolce William a Susan dagli occhi neri” è una ballata marinara, poi musicata, sulla storia d’amore tra Susan e il suo dolce William.

I.
Tutta la flotta era ormeggiata alla fonda
con le vele raccolte a festoni sventolanti nel vento,
quando Susan dagli occhi neri salì a bordo.
Oh! dove troverò il mio vero amore!
Ditemi, allegri marinai, ditemi
se il mio dolce William è tra l’equipaggio.

II.
William, che in alto sul pennone,
oscillava avanti e indietro con i flutti,
non appena udì la voce nota
emise un sospiro e rivolse gli occhi al basso:
la cima scorre veloce tra le sue mani ardenti
e lui, (veloce come un fulmine) arriva sul ponte.

III.
Così la dolce allodola, alta nell’aria,
chiude le ali al petto,
(se, per caso, sente la chiamata acuta del compagno)
e scende subito nel nido.
Il più nobile capitano della flotta britannica,
potrebbe invidiare alla bocca di William quei dolci baci.

IV.
“O Susan, Susan, bella cara,
le mie promesse rimarranno sempre sincere;
lascia che ti asciughi con un bacio quella lacrima che scende,
ci separiamo ma solo per incontrarci ancora.
Cambiate, come volete, voi venti; il mio cuore sarà
la bussola fedele che sempre punta a te.

V.
“Non credere a ciò che dice la gente di terra,
che tenta con dubbi la tua mente leale:
ti diranno che i marinai quando son via,
in ogni porto trovano un’amante.
Sì, sì, credi loro quando te lo dicono,
perché tu sarai presente ovunque io vada.

VI.
“Se navigheremo verso la costa dell’India lontana,
i tuoi occhi li vedrò nei diamanti luminosi,
il tuo respiro sarà il vento speziato,
e la tua pelle l’avorio, tant’è bianca.
Così ogni bell’oggetto che vedrò,
mi evocherà nell’anima la grazia della bella Sue.

VII.
“Sebbene la battaglia mi tolga dal tuo abbraccio
la mia bella Susan non pianga;
sebbene i cannoni rombino, al sicuro dai pericoli
sarà William al suo ritorno.
L’amore allontani le pallottole che mi volano intorno,
perché non cadano lacrime preziose dagli occhi di Susan”.

VIII.
Il nostromo diede l’ordine terribile,
le vele tendono il seno rigonfio,
lei non può più restare a bordo:
si baciarono, lei sospirò, lui chinò il capo.
La sua barca facendosi sempre più piccola torna a riva restia:
“Addio”, grida agitando la mano di giglio.

(trad:L.Z.)

La poesia segue Susan che va a bordo di una nave in banchina pronta a partire per la battaglia, cercando di trovare il suo innamorato William che avrebbe dovuto intraprendere quel lungo viaggio per mare. Con le lacrime agli occhi scuri, grida il suo nome e il giovane, sentendo il suo richiamo dall’alto del pennone, si precipita giù per consolarla.
Ma subito dopo la loro riunione, il capitano della nave le dice che deve scendere e così William dà a Susan un ultimo addio. Noi restiamo con quella bella immagine della sua mano di giglio, un bagliore che si fissa nell’occhio e nella mente anche dopo che l’ultima parola o l’ultima nota si sono spente.
L’addio dolce-amaro di Susanna dagli occhi neri e il dolce William divenne poi una popolare leggenda d’amore.

continua

42 thoughts on “Black-Eyed Susan &  Sweet William/1 (John Gay)

  1. Buon giorno, Luisa, e grazie per questa chicca.
    Se il diavolo non ci mette la coda, lunedì nel mio blog prenderà il via una serie di post dedicati a canti di tradizione popolare delle isole britanniche. Di alcuni le origini si perdono come si suol dire nella notte dei tempi, altri sono databili con approssimazione. Ce ne sono anche una mezza dozzina che sono stati arrangiati da Pepusch per The Beggar’s Opera, scelti fra quelli che hanno una storia a sé: per esempio Over the Hills and Far Away e Greensleeves — di quest’ultima cercherò in un secondo tempo di raccontare la lunga e complessa storia.
    Spero che l’iniziativa sia di tuo gradimento e soprattutto che voglia accoglierla con spirito critico: se avrai correzioni e/o aggiunte da fare, non esitare, grazie 😉
    Ciao!

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      1. Devi sapere che per me Greensleeves ha un’importanza particolare.
        Quando ero piccolo, la Rai trasmetteva, verso sera, un programma televisivo destinato agli agricoltori, la cui sigla iniziale aveva un accompagnamento musicale eseguito da un’orchestra d’archi, dolcissimo, che mi affascinava. Era Greensleeves, ma non potevo saperlo. Ho impiegato anni per arrivare al titolo “vero” (Google era di là da venire), perdendomi in un nugolo di interpretazioni diverse e fra loro contrastanti per spirito e argomento: fra le tante, giusto per fare un esempio, quella di Debbie Reynolds nel film La conquista del West, dove il testo della canzone parla di “a home in the meadow”. Del tutto fuorviante, no?
        Infine scoprii che si tratta di una composizione inglese anonima dell’epoca Tudor; che è stata erroneamente attribuita a Enrico VIII ma in realtà risale al 1580 circa; che poi viene citata due volte nelle Allegre comari di Windsor (il che testimonia che all’epoca era famosissima), eccetera.
        Ma intanto mi si era aperto un mondo, quello della musica prebachiana, con tutte le sue incredibili meraviglie. Ecco perché Greensleeves per me è fondamentale.
        Aggiungo una cosa, (me ne occuperò con abbondanza di particolari nel blog): Greensleeves è una canzone di quasi quattrocentocinquant’anni fa che, da allora, non è mai passata di moda. Ne conosci un’altra così? Io no.

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      2. Non voglio che tu debba modificare i tuoi piani a causa mia; pubblicalo non appena riterrai che sia pronto 🙂
        Del resto, come ti ho scritto prima, i miei verranno fra qualche mese, sicuramente dopo la “serie” shakespeariana in programma per settembre.
        Buona notte ❤

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  2. Luisa ! Once again you have proved that you are the uncrowned queen of the English Literature/Literature . Today you have chosen a poet and dramatist like John Gay who was known for a ballad opera with music arranged by Johann Christoph Pepusch and that ballad opera was ‘ The Beggars Opera ‘. It was so successful that it made ‘ Rich Gay and Gay rich ‘. The importance of this ballad opera can be seen from this fact that it was adapted about two hundred years after this by Bertolt Brecht as ‘ The Threepenny Opera ‘. Such a dramatist and poet takes birth after many centuries . And , of course , your analysis about John Gay’s poetry is certainly a piece of excellence . Thanks !

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  3. Dear Luisa, I have so much to learn from you. You are a storehouse of knowledge and your presentation of various aspects of English literature and arts is absolutely fantastic and beyond comparison. It’s such a pleasure to read your fabulous blogs😊😊😊. 🥰🥰🥰🌹🌹🌹♥️♥️♥️

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