Another Poem by Fitzgerald

Here is another poem by Francis Scott Fitzgerald (1896-1940) , which was published in the Nassau Literary Magazine in April 1918

City Dusk

Come out . . . . out
To this inevitable night of mine
Oh you drinker of new wine,
Here’s pageantry . . . . Here’s carnival,
Rich dusk, dim streets and all
The whispering of city night . . . .

I have closed my book of fading harmonies,
(The shadows fell across me in the park)
And my soul was sad with violins and trees,
And I was sick for dark,
When suddenly it hastened by me, bringing
Thousands of lights, a haunting breeze,
And a night of streets and singing . . . .

I shall know you by your eager feet
And by your pale, pale hair;
I’ll whisper happy incoherent things
While I’m waiting for you there . . . .

All the faces unforgettable in dusk
Will blend to yours,
And the footsteps like a thousand overtures
Will blend to yours,
And there will be more drunkenness than wine
In the softness of your eyes on mine . . . .

Faint violins where lovely ladies dine,
The brushing of skirts, the voices of the night
And all the lure of friendly eyes . . . . Ah there
We’ll drift like summer sounds upon the summer air . . . .

This poem depicts the emotions of a man sitting alone in the park at dusk. He feels lonely and sad and his memory runs back to a time when the darkness was filled with lights, music and people.
He also reminisces about a mysterious blond-haired woman who loved to dance, and how he was/is very fond of her.

Ecco un’altra poesia di Francis Scott Fitzgerald (1896-1940), pubblicata nel Nassau Literary Magazine nell’aprile del 1918.

Crepuscolo di città

Vieni fuori. . . . fuori
in questa mia notte fatale
tu, bevitore di vino novello,
ecco lo spettacolo sfarzoso… ecco il carnevale,
crepuscolo sontuoso, strade buie e tutto
il sussurrio della notte della città. . . .

Ho chiuso il mio libro di armonie evanescenti,
(le ombre cadevano su di me nel parco)
la mia anima era mesta con violini e alberi,
e io stavo male per il buio,
quando all’improvviso si affrettò da me, portando
migliaia di luci, una brezza ossessionante
e una notte di strade e canti…

Ti riconoscerò dai tuoi piedi impazienti
e dai chiari capelli;
sussurrerò cose felici e incoerenti
mentre ti aspetterò là…

Tutti i volti indimenticabili nel crepuscolo
si mescoleranno al tuo,
e i passi come mille ouverture
si mescoleranno ai tuoi,
e ci sarà più ebbrezza che vino
nella morbidezza dei tuoi occhi nei miei …

Lievi violini dove cenano signore leggiadre,
il frusciare delle gonne, le voci della notte
e tutto il richiamo di occhi cordiali … Ah là
andremo alla deriva come suoni d’estate nell’aria estiva …

(trad: L.Z.)

Questa poesia dipinge le emozioni di un uomo seduto in un parco al tramonto. Si sente solo e triste e la memoria corre a un tempo in cui il buio era pieno di luci, musica e persone.
Ricorda anche una donna misteriosa dai capelli biondi che amava ballare e a cui lui doveva essere molto affezionato.

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78 thoughts on “Another Poem by Fitzgerald

    1. Luisa ! I went through Fitzgerald’s romantic poem ‘ City Dusk ‘ . Very nice . As always , I am curious enough about why in every poetry only a man sitting in the park reminisces about a blond woman and thinking nonsense about her ? Does poetry never demand for a beautiful blonde woman sitting in the park lonely and reminisces about a cute man who could sing and dance with her? But again I have no reason to disbelief in the poetic integrity of a poet like Fitzgerald as he talks about emotion of a man . And emotion is always correct . You can cheat emotion but emotion cannot cheat you . And expression of emotion , thy name is poetry . Thanks !

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      1. Arbind! Your observation about why it is always a lonely man to suffer for the memory of a woman is very interesting and, in my opinion, has no answer. However, I believe that by going through the various poems of various poetesses, we might find something similar🌹

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  1. As usual, dear Luisa, you have done a fantastic job. This is a wonderful poem and your explanation is fantastic and perfect, adding to the beauty of the poem. ♥️♥️♥️♥️💐💐💐💐💐💐. Excellent.

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  2. Veramente bella, 👍👍. Una poesia che dipinge la solitudine messa a confronto con un periodo felice del passato. Passato e presente, ieri e oggi… gioventù e maturità, i due momenti in cui ogni persona percorre nell’arco della sua vita.

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      1. Grazie a te e ai tuoi post che riescono sempre ad essere uno spunto per scrivere riflessioni e osservazioni in merito al tema trattato, 😊🙏. Anche a te cara Luisa auguro un buon pomeriggio e una buona serata, 💖🤗💓😘.

        Liked by 1 person

  3. Thank you, Louisa, for bringing his poems to our attention. Like most of his fans, I was only familiar with his prose writings.
    It stands to reason writing poems would be a part of his life. He was named after a relative, F. Scott Keyes, who wrote the poem that became the USA’s national anthem.

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  4. DOVEVO IO NON POTEVI TU                                       (Lui)
     
     
    M’aggrava a volte forte nostalgia
    di parlarti, vederti… di sentire
    quel tuo flusso d’anima che via
    da te verso di me tende a venire.
     
    Non lo contrasto questo sentimento
    formato più di sogni che ricordi
    in quanto tu, aerea, come vento,
    mi sei passata accanto e solo i bordi
     
    della mia vita hai lieve sfiorato…
    e mai mai sei andata oltre…
    chè “non potevi”… né t’ho incoraggiato
     
    a ricoprirmi tutto come coltre
    perché “dovevo”… ahi, duro fato!…
    con nonchalance bypassarti inoltre.
     
     
    E’ stato il mio un vivere retrò
    davanti al maledetto “non si può”,
    al dover dire sempre “…e no, e no!”
     
    Eppure il tempo è stato a noi benigno
    in quanto posso dir che nello scrigno
    della mia mente sta racchiuso un Cigno.
     
     
    Oggi nessuno sa minimamente
    ciò che avveniva, penso, in noi se
    ci intravedevamo fra la gente,
    o sorbivamo insieme un caffè
     
    parlando… e all’improvviso sorridevi…
    del più e del meno, forse ben pensando
    ad altro, come me… ma “non potevi”
    mentre “dovevo” io… così ingannando
     
    di prima noi, fermi a non mostrare
    che ci legava più che simpatia.
    Che cosa avrei voluto dirti e fare
     
    or lo rivivo con la fantasia,
    negli attimi in cui posso volare
    nei cieli ad inseguire la tua scia
                                                                             
    … senza pensare qui di far ritorno…
    fra cirri appena rosa a me d’intorno
    con te mia guida, mio Unicorno!
     
    Segue malinconia sempre al… “dovere”
    siccome al “volere e non potere”.
    …Queste parole,di’… quanto son vere?!

    (Cassandro)

     

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  5. . . . After Hemingway’s death, his fourth wife, Mary Welsh Hemingway, went through the material, packed up what she wanted, and gave the rest to longtime friends, Betty and Telly Otto Bruce, known to his friends as Toby.

    Toby Bruce was part of Hemingway’s inner circle for years, not only as his right-hand man, but also as his contractor, mechanic and sometime chauffeur.
    .
    . . . NY TIMES
    What Hemingway Left in a Bar 80 Years Ago

    .

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  6. A beautiful choice, Luisa!
    I did a lot of research on Fitzgerald when I did costumes for a movie about the last year + of his life, when he was writing his unfinished novel “The Last Tycoon”.
    Jeremy Irons played Fitzgerald. It was a wonderful project!

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  7. In effetti, anche a me è capitato di trovarmi seduto da solo all’aperto, su una panchina, magari vicino ad un prato, osservando le persone che passano.
    Proprio in quei momenti la mente vaga liberamente, non la puoi trattenere, ed i pensieri che emergono sono a volte vaghi, a volte nitidi, ed emergono situazioni e persone magari sopiti, ma che improvvisamente riprendono forma.
    Poi riprendi in mano il cellulare e tutto svanisce.

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    1. Ti ringrazio infinitamente su questa bellissima riflessione: hai calato le parole di Fitzgerald nella nostra esperienza quotidiana. Ma, si sa, è proprio questo che fanno i poeti: trovano le parole per dipingere le nostre emozioni

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