Lady Hamilton, Nelson and Neapolitan Patriots: Eleonora Pimentel Fonseca/IV (part 21)

Accused of possessing and reading forbidden books and of holding sedition meetings at her house, Eleonora Pimentel was arrested and taken to the Vicaria prison.

During her imprisonment, she wrote two poems: “Inno alla Libertà /Hymn to Freedom”, which she later recited at the proclamation of the Neapolitan Republic, and the famous sonnet “Rediviva Poppea, Tribade Impura /Reborn Poppea, Impure Lesbian”, written against queen Maria Carolina.

The detention lasted a few months, and she was released in early 1799, when the French marched into Naples and the royal family fled to Sicily.

From that moment on, and for the entire duration of the Neapolitan Republic, she put her literary talents at the service of the Republic, carrying out tireless activity in favour of the diffusion of democratic and republican principles through the press,

On 2 February 1799, the first edition of the Republican newspaper, the “Monitore Napoletano/Monitor of the Neapolitan Republic” (named after the French paper “Le Moniteur Universel”) was published ; the editor was Eleonora Pimentel, whose
highly esteemed reputation, intellectual capabilities, and lack of political affiliations had made suitable for the task.

Her first article began like this: “We are free at last, and the day has come for us, when we, too, can utter the sacred words “Liberty’ and ‘Equality.”

Her commitment to liberty and equality stemmed from her interaction with members of the lower classes, not only during her prison sentence, but also during her previous period of economic hardship due to her husband’s debt. Thus, she developed an ideal of freedom extended to all oppressed people realizing that a republic could not function successfully without the support of the majority of the population.
Pimentel believed that the lower-class citizens, or “plebe”, (the street lazzaroni or lazzari, the poorest of the lower class ) lived in a state of extreme ignorance and that they could only be elevated to the dignity of “popolo” (people, i.e. citizens) once they had received an education This would provide the plebe with the ability to better understand political issues, and to realize that the Neapolitan Republic was a better proponent of their interests than the Bourbon monarchy

At the time the mind-set of the poorest was profoundly conservative: they loved Ferdinando who, unlike most of the monarchs of his and other times, did not keep an aristocratic distance but liked to mingle among them and have fun with them, so much so that he was also called ” King Lazzarone”. He delighted in their company, imitated their dialect and habits,  he went fishing with them joining them to sell his catch in the fish market. haggling over the price.

Working from her apartment, which she had converted into a newspaper office, Eleonora tried to be a modern journalist, providing people with news and information, and also trying to reach the lower classes at any cost. She went so far as to make an official proposal to the government to create a smaller newspaper, or a gazzetta, in the local dialect to be read on Sundays after lunch in all churches, where the social issues of the day were discussed in the language of the people.

It was a revolution moved by an intellectual ”elite” but totally focused on the idea that the core of every democracy was the education of all citizens:

In total, the “Monitore napoletano” published thirty-five issues: the last of which came out on 8 June 1799 when Pimentel she promised she would give the latest details of the fighting in the next issue, which never came.

On 13 June 1799, the Neapolitan Republic officially ended with the signing of an armistice between the patriots and Cardinal Ruffo who, at the head of his army of the “Santa Fede” (Holy Faith) composed mainly of counter-revolutionary “lazzari” and criminals, managed to re-establish control of Naples.

The surrender of Naples to the returning royal forces was followed by the shameful betrayal of the agreements. The Army of the Holy Faith led by Cardinal Ruffo had negotiated their way into the city by guaranteeing safe passage to France for Republican defenders of the city.
Those who were to leave were embarked on ships in the bay of Naples, and among these there was Eleonora who had given a guarantee never to return to Naples and not to interfere in politics: she had signed an “obbliganza penes acta”, a sort of contract in which the judge and the prisoner renounced any possible advantages of a trial and the latter swore, under penalty of death, never to set foot within the kingdom again.

It was at that point that Admiral Horatio Nelson arrived, acting on orders from the Queen who made use of Nelson’s mistress, Lady Hamilton, to induce him to execute her infamous vengeance.

To be continued

Accusata di possedere e leggere libri proibiti e di tenere comizi sediziosi in casa sua, Eleonora fu arrestata e portata nel carcere di Vicaria.

Durante la sua prigionia, la Pimentel scrisse due poesie: “Inno alla Libertà” che recitò poi alla proclamazione della Repubblica Napoletana, e il famoso sonetto “Rediviva Poppea, Tribade Impura”, scritto contro la regina Maria Carolina.

La detenzione durò alcuni mesi e la poetessa fu rilasciata all’inizio del 1799, quando i francesi marciarono su Napoli e la famiglia reale fuggì in Sicilia.

Da quel momento in poi, e per tutta la durata della Repubblica Napoletana, mise le sue doti letterarie al servizio della Repubblica, svolgendo un’instancabile attività a favore della diffusione dei principi democratici e repubblicani attraverso la stampa,

Il 2 febbraio 1799 venne infatti pubblicata la prima edizione del quotidiano repubblicano, il “Monitore Napoletano” (nome derivante da “Le Moniteur Universel” francese ) sotto la direzione di Eleonora la cui stimatissima reputazione, le capacità intellettuali e la mancanza di affiliazioni politiche avevano resa idonea al compito.

Il suo primo articolo iniziava così: “Siamo liberi in fine, ed è giunto anche per noi il giorno, in cui possiamo pronunciare i sacri nomi di libertà e uguaglianza”

Il suo impegno per la libertà e l’uguaglianza derivava dalla sua interazione con i membri delle classi inferiori, non solo durante la sua pena detentiva, ma anche durante il suo precedente periodo di difficoltà economica a causa dei debiti del marito. Sviluppò così un ideale di libertà esteso a tutto il popolo oppresso rendendosi conto che una repubblica non poteva funzionare con successo senza il sostegno della maggior parte della popolazione

Pimentel riteneva che i cittadini dei ceti inferiori, o plebe, (i lazzaroni o lazzari) vivessero in uno stato di estrema ignoranza e che potevano essere elevati alla dignità di popolo solo dopo aver ricevuto un’istruzione. Ciò avrebbe fornito alla plebe la capacità di comprendere meglio le questioni politiche e di rendersi conto che la Repubblica Napoletana sosteneva i loro interessi molto più della Monarchia borbonica. Al momento la mentalità dei più poveri era profondamente conservatrice: essi amavano Ferdinando che, a differenza della maggior parte dei monarchi del suo e di altri tempi, non manteneva una distanza aristocratica ma amava mescolarsi tra loro e divertirsi con loro: non veniva denominato anche “re Lazzarone”?Il re infatti si dilettava della loro compagnia, ne imitava il dialetto e le abitudini, andava a pescare con loro e con loro  andava a vendere il pescato al mercato del pesce, mercanteggiando sul prezzo.

Lavorando dal proprio appartamento, che aveva trasformato in redazione di giornale, Eleonora cercò di essere una giornalista moderna giornalista, fornendo notizie e informazioni alla gente, e cercando di raggiungere anche le classi inferiori, giungendo a proporre ufficialmente al governo la creazione di un giornale ridotto, o gazzetta, in dialetto locale da leggere la domenica dopo pranzo in tutte le chiese, dove si discutevano i temi sociali del giorno nella lingua del popolo.

Fu una rivoluzione mossa da una “élite” intellettuale ma totalmente incentrata sull’idea che il fulcro di ogni democrazia fosse l’educazione di tutti i cittadini:

In totale il “Monitore napoletano” pubblicò trentacinque numeri, nell’ultimo dei quali uscito l’8 giugno 1799 la Pimentel prometteva di dare gli ulteriori dettagli dei combattimenti nel numero successivo, che non uscì mai.

Il 13 giugno 1799 la Repubblica Napoletana si concluse ufficialmente con la firma dell’armistizio tra i patrioti e il cardinale Ruffo che, a capo del suo esercito della “Santa Fede” composto principalmente da “lazzari” controrivoluzionari e da criminali, riuscì a ristabilire il controllo di Napoli.
La resa di Napoli alle forze reali che erano tornate fu seguita da un vergognoso tradimento dei patti. I Sanfedisti guidati dal cardinale Ruffo avevano negoziato l’ingresso in città garantendo un passaggio sicuro verso Francia ai difensori repubblicani della città-
Chi doveva partire veniva imbarcato nel golfo di Napoli e tra questi c’era Eleonora che aveva dato la garanzia di non tornare mai più a Napoli e di non interferire con la politica: aveva firmato una “obbliganza penes acta”, una sorta di contratto in cui il giudice e il prigioniero rinunciavano a ogni possibile vantaggio di un processo e quest’ultimo giurava, pena la morte, di non mettere mai più piede nel regno.

Fu a quel punto che arrivò l’ammiraglio Horatio Nelson, a cui la regina servendosi della sua amante Lady Hamilton, comandò di a perpetrare la sua infame vendetta.

continua

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71 thoughts on “Lady Hamilton, Nelson and Neapolitan Patriots: Eleonora Pimentel Fonseca/IV (part 21)

  1. Leaders who use their office solely for power, money and vengeance may win for a while, but, if they fail to listen to the people, their fate is already set. Thanks for the continuing intrigue Luisa. Allan

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  2. Luisa ! Eleonora’s leniency towards the lower stratum of the society i.e Pleb was the root cause why she came in conflict with the then Queen of Naples . Kings and Queen all over the world used to use these Pleb people for their slavery which was against the established social philosophies of Equality , Liberty and Fraternity established after the French Revolution . Luisa , you will be surprised to know that I have a channel of my own on Wix ( Space ) named as PLEB INDIA on which I use to write about Social History of India despite the fact that I was altogether unaware of Eleonora that time when I started this Channel . First I started this channel on Blogger.com in 2014 . But I shifted to Wix (Space) only in 2020 with the same title i.e PLEB INDIA . Anyway , Eleonora’s sacrifices , for the establishment of Equality , Liberty and Fraternity in the society of Naples , constitute a historical capital for the entire mankind . Thanks !

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  3. Oh my God! Luisa dear, I can’t imagine the plight of poor Eleonora. History can be so cruel but your presentation makes it very very interesting. ♥️♥️😘😘😘🥰🥰🥰

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  4. Che grande donna questa poetessa: ha saputo far valere tutto il suo sapere e l’ha messo a disposizione della Repubblica. Una donna moderna che non ha avuto paura di dire quello che pensava ma che ha voluto essere d’aiuto verso il ceto più basso. Mi sa che per Eleonora, però, le cose non si sono messe bene: l’ultima frase fa intuire che le potrebbe capitare qualcosa di davvero brutto, 😔.

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      1. Anche all’epoca c’era una specie di “bavaglio” o per meglio dire di censura: finché le cose andavano a favore dei reali, tutti obbedivano e si era dalla loro parte era tutto ok. Ma appena uno si “ribellava” perché dotato di un pensiero che magari non coincideva con il modo di vedere le cose di chi regnava era subito messo sotto processo, alla gogna o peggio, condannato alla pena capitale. Che tempi duri hanno dovuto affrontare le persone che vivevano in quell’epoca, 😔. Il passato dovrebbe insegnare perché non si ripetano gli stessi errori commessi ma sembra quasi che l’essere umano, oggi come ieri, non impari mai, 😔. Perdonami se sono andata un po’ “fuori argomento” ma in quest’epoca così moderna sembra d’essere tornati a quell’epoca in cui i potenti regnavano con il “pugno di ferro” e il popolo non poteva far altro che ubbidire.

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  5. Eccoci arrivati al nodo….
    Intanto apprezziamo ciò che questa donna fece per istruire, o almeno informare il popolo.
    E pensare che ancora ci sono luoghi in cui è negata l’istruzione, per motivi ovvi, meno si sa meno si capisce…, e luoghi dove addirittura si retrocede.

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  6. Un altro pezzo di storia della rivoluzione napoletana che menziona questa grande ed impavido poetessa che, tanto ha fatto per il popolo. Una persona squisita che ha pagato con la vita per il tradimento di Emma Hamilton e di Horatio Nelson per soddisfare la loro vendetta e quella della regina Maria Carolina. Purtroppo la storia nasconde, sempre, fra le sue pieghe livori e cattiverie private. Post abbastanza eloquente. Grazie per questo post esaustivo, cara Luisa. Ti auguro buon pomeriggio e sereno week end!🌷🌷🌷

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  7. You’ve enlightened me into the way that the Neapolitan Republic operated back then Luisa, and as you know, history is a subject close to my heart. Liberty and Equality is also close to my heart, but do you know what’s even closer? The way that you seemed to have found a way to progress beyond the trials of life, much the same as I’m hoping to do. Thank you for the inspiration.

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  8. Caspiterina ma quante persecuzioni ha dovuto subire questa povera Eleonora? E mi sa tanto che il peggio debba ancora arrivare… Buona giornata carissima Luisa e grazie infinite per tutto questo lavoro che stai faccendo e condividendo 😘

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  9. Sospetto che le cose volgeranno al peggio per questa donna e ne hai già dato conferma, Luisa. Una mente brillantissima e con ideali che all’epoca erano certamente malvisti, grazie per le tue lodevoli divulgazioni ❤️

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  10. Come si è dimostrata perfida, eppure date le sue origini e la sua storia, avrebbe dovuto mostrare gratitudine e rimanere neutrale, anche se questo avrebbe significato non godere più dei suoi privilegi, che tristezza!
    Perdonami Luisa, desideravo segnalarti che nella versione in Italiano hai ripetuto due volte una frase. Un errore certamente di battitura, verso la fine. Scusami, lungi da me correggerti o fare la maestrina! 🙏🙏🙏
    Questi tuoi post sono Storia e li ho molto a cuore 😍 ❣️ come te del resto! Buona giornata mia cara. Un abbraccio 💞 💕 ❤️ ❤️ ❤️

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      1. Lo farò con piacere, sono contenta che tu abbia capito le mie buone intenzioni.
        Io sono un po’ fissata con queste cose e dal momento che scrivi sempre post di pregio, mi sono permessa. Buonanotte ⭐️ carissima Luisa 🥰🥰🥰🙏🙏🙏❤❤❤

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  11. Forse è una cosa voluta, è la frase del 13 giugno 1799 con la firma dell’armistizio, in una, nella seconda armistizio è in grassetto, nella precedente no.
    Scusami ancora. Un abbraccio 💞

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