“Alda Merini. L’eroina del caos”📘

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“Alda Merini. L’eroina del caos” (Cairo, 2019), è il primo saggio di Annarita Briganti, giornalista culturale per la “Repubblica” e “Donna Moderna”, scrittrice, traduttrice, che ha già pubblicato diversi racconti e romanzi, uno dei quali, “Non chiedermi come sei nata”, ha avuto anche un adattamento drammaturgico.

Questo saggio è uscito a dieci anni dalla morte della poeta (è in questo modo che voleva essere chiamata), avvenuta il 1* novembre 2009.
Era nata il 21 marzo 1931, cioè come dice lei:

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Il titolo del volume “Alda Merini. L’eroina del caos” ci fa immediatamente capire che lei era una donna difficile da comprendere, da classificare,  da incasellare.
Infatti nel saggio si legge :
“Una biografia di Alda Merini è come fare un puzzle, ma la scatola che hai a disposizione è vuota: tutti i pezzi del puzzle sono nascosti, sparsi attorno, misconosciuti. Bisogna scavare molto nel tutto che avvolge le icone come Alda Merini. Del resto, la stessa poeta, in un altro dei suoi aforismi, dice: «Da anni indago sul caso Merini».

Il libro contiene varie interviste alle figlie, che erano state allontanate dalla madre quando si pensava che una donna affetta da disturbi psichici non fosse in grado prendersi cura di loro, ma che poi le sono tornate accanto per ricucire il loro rapporto.
Nella sua indagine, l’autrice riporta altre testimonianze di parenti e amici, attraverso le quali ci mette a conoscenza anche di aspetti meno noti della personalità della scrittrice.

Interessante è la tesi avanzata da Annarita Briganti, che era stata sostenuta anche dal «dottor G», lo psichiatra del Paolo Pini di Milano, quel manicomio che è stato come un inferno da cui la scrittrice riuscì a uscire , definendo l’elettroshock “uno scandalo contro la poesia”. Alla base del suo disagio psichico ci fu il trauma della guerra, periodo a cui è dedicato un capitolo dal titolo: “La guerra è «bella» anche se fa male, ovvero (forse) un trauma nascosto”

In definitiva, l’autrice ha sfatato leggende, ridimensionato testimonianze non sempre veritiere, è andata a scavare nei testi e ha ascoltato tanti ricordi spesso in contraddizione tra di loro.
Ha contattato anche il cardinale Gianfranco Ravasi, consigliere spirituale di Alda, che l’ha autorizzata a inserire un suo testo sulla poeta scritto nel novembre 2015 e a pubblicare una lettera che la Merini ha dettato dall’Ospedale in cui era ricoverata per il  papa Benedetto XVI, tre giorni prima della sua morte, quando si era definitivamente resa conto che la visita programmata a Sua Santità non sarebbe mai avvenuta.
In questa lettera Alda fa riferimento alle sue colpe (“io sono un guado pieno di errori”), parla del suo desiderio frustrato di incontrarlo nella cappella Sistina, si dichiara peccatrice come la Maddalena, invoca una preghiera e aggiunge qualcosa di poetico e struggente. La lettera infatti si conclude così:

“Come è vera la storia di Maddalena, anche io come Maddalena.
Abbracci le donne, sono fredde come il ghiaccio.
Per la malattia e la guarigione di Alda Merini.”

16 thoughts on ““Alda Merini. L’eroina del caos”📘

  1. Non ero a conoscenza di questa biografia. Sono molto interessato, vedro’ di reperire il libro, nonostante la quarantena, e la distanza non trascurabile dall’Italia. Grazie per il consiglio. Fritz.

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