George Eliot’s Husbands (3)

Here you can find Part 1 and Part 2

For their honeymoon, Mr. and Mrs. Cross travelled through France and came to Italy. Those countries and places were filled with the memories that Mary Ann had shared with Lewes, but despite the sad recollections, the newlyweds had had moments of relaxation, with Johnny showing great admiration for his wife’s knowledge and energy.

On 4 June 1880, they checked into the “Grande Albergo Europa” (now the Ca’ Giustinian, home to the Venice Biennale), a hotel that attracted many celebrated guests, including Giuseppe Verdi and Marcel Proust.
They hired their own gondola and gondolier for twelve days to cruise about the waterways although Mary Ann had become a little concerned about her husband’s health, noticing he was losing weight and showing some symptoms of depression.
Anyway, every day they had “a giro in our gondola, enjoying the air and the sight of marvellous Venice from various points of view and under various aspects. ” as she wrote to her stepson Charles Lewes, adding “ We shall not soon run away from Venice unless some plague—e.g., mosquitoes—should arise to drive us.”
A few days later she wrote to a friend, Mrs. Congreve,” We have already been ten days at Venice, but we hope to remain as long again, not fearing the heat, which has hitherto been only a false alarm in the minds of English travellers.”

But, their honeymoon suddenly took a dark turn: on the morning of 16 June, John Cross threw himself into the Grand Canal by jumping off the balcony of his hotel room.
Their gondolier immediately dived into the water and, with the help of one of the hotel staff members, he was able to rescue Cross and carry him back to his rooms.

Some Venetian newspapers wrote about the incident of “an Englishman of about 40 years of age” suffering from permanent melancholy who threw himself from the first floor of the Hotel Europe and was saved by a gondolier named Corradini.
George Eliot was always reticent about the happening in her journal and letters and the incident did not even reach the English press.
In August she wrote to a friend: “ Mr. Cross had a sharp but brief attack at Venice, due to the unsanitary influences of that wondrous city in the later weeks of June. We stayed a little too long there, with a continuous sirocco blowing, and bad smells under the windows of the hotel; and these conditions found him a little below par from long protracted anxiety before our marriage. But ever since we left Venice (on the 23d of June) he has been getting strong again, and we have enjoyed a leisurely journey through Germany in constant warmth and sunshine, save for an occasional thunderstorm.”
Indeed, she immediately summoned her brother-in-law, who arrived as soon as possible and, once John was restored, they left, continuing the honeymoon, the three of them together.

Cross’s later biography of his wife deals with the episode:
“We thought too little of the heat, and rather laughed at English people’s dread of the sun. It is one thing to enjoy heat when leading an active life … another to spend all one’s days in a gondola … and with bedroom-windows always open on the great drain of the Grand Canal.”

The alleged suicide attempt is now thought to have been caused by a form of mental breakdown , also due to the smell of the canal during the June heat. Another cause may have been The man’s difficulty in managing the intense emotion of having married one of the most famous, most intelligent, most widely read, and richest women in Britain
Of his admiration, even adoration, there is no doubt. Yet it seems to have been love without desire and some say the marriage was never consummated
Others suggest that there was a great disparity in physical attraction behind their marriage: Mary Ann was too plain and too impassioned for Cross to handle, and he may have been exhausted by the lascivious requests of a woman old enough to be his mother. They suggest that theirs was a “marriage of true minds” and there was a great disparity in physical attraction between the two. Mary Ann was too plain and too eager to receive even physical expressions of affection to be handled serenely by Cross, who may have felt worn out by the pressing demands of a woman old enough to be his mother.

PS  I found out that they are ancestors of our friend Barbara Cross-Krauz, author of The River Blogger

Per la loro luna di miele, i coniugi Cross viaggiarono attraverso la Francia e giunsero in Italia. Quei paesi e quei luoghi erano pieni dei ricordi che Mary Ann aveva condiviso con Lewes, ma nonostante i tristi ricordi, i novelli sposi trascorsero dei momenti di relax, con Johnny che mostrava una grande ammirazione per le conoscenze e l’energia della moglie.

Il 4 giugno 1880 presero alloggio al “Grande Albergo Europa” (oggi Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia), albergo che attirava molti ospiti illustri, tra cui Giuseppe Verdi e Marcel Proust.
Noleggiarono una gondola con gondoliere per dodici giorni e si misero a navigare lungo i canali, anche se Mary Ann era diventata un po’ preoccupata per la salute del marito, notando che stava perdendo peso e mostrava alcuni sintomi di depressione.
Comunque ogni giorno facevano “un giro nella nostra gondola, godendoci l’aria e la vista della meravigliosa Venezia da vari punti di vista e sotto vari aspetti”. come scrisse al figliastro Charles Lewes aggiungendo “Non ce ne andremo presto da Venezia a meno che qualche pestilenza, ad esempio le zanzare, non si presenti a mandarci via”.
Alcuni giorni dopo scrisse ad un’amica, la signora Congreve: “Siamo già da dieci giorni a Venezia, ma speriamo di rimanerci altrettanto, non temendo il caldo, che finora è stato solo un falso allarme negli animi dei viaggiatori inglesi”.

Ma la loro luna di miele all’improvviso prese una brutta piega: la mattina del 16 giugno, John Cross si gettò nel Canal Grande saltando giù dal balcone della sua camera d’albergo.
Il loro gondoliere subito si tuffò in acqua e, con l’aiuto di uno dei membri dello staff dell’albergo, recuperò Cross e lo riportò nelle sue stanze.

Ci furono alcuni giornali veneziani che parlarono dell’episodio di “un inglese dell’età d’anni 40 circa” affetto da malinconia permanente che “si gettò dal primo piano dell’Hotel Europa” e fu salvato da un gondoliere di nome Corradini.

George Eliot fu sempre reticente sull’accaduto nel suo diario e nelle sue lettere e l’incidente non arrivò neppure alla stampa inglese.
In agosto scrisse ad un’amica: “Il signor Cross ha avuto un improvviso ma breve attacco a Venezia, a causa delle influenze antigieniche di quella meravigliosa città nelle ultime settimane di giugno. Siamo rimasti un po’ troppo lì, con uno scirocco continuo che soffiava, e cattivi odori sotto le finestre dell’albergo; e queste condizioni lo misero un po’ fuori forma anche per l’ansia lungamente protratta prima del nostro matrimonio. Ma da quando abbiamo lasciato Venezia (il 23 giugno) è tornato in forze e ci siamo goduti un piacevole viaggio attraverso la Germania al caldo e al sole costanti, a parte qualche temporale occasionale”.
Infatti, chiamò subito il cognato, che arrivò e una volta che John fu ripreso, ripartirono, continuando la luna di miele , tutti e tre insieme.

Cross, nella biografia della moglie che scrisse in seguito, così parla dell’episodio:
“Pensavamo troppo poco al caldo e ridevamo della paura del sole degli inglesi. Una cosa è godersi il caldo quando si conduce una vita attiva… un’altra è passare tutte le giornate in gondola… e con le finestre delle camere sempre aperte sul canale di scolo del Canal Grande.”

Ora si pensa che il presunto tentativo di suicidio sia stato causato da una forma di crollo mentale, dovuto anche all’odore del canale durante quel caldo giugno. Un’altra causa potrebbe essere stata la difficoltà dell’uomo a gestire l’intensa emozione provocata dall’aver sposato una delle donne più famose, più intelligenti, più lette e più ricche della Gran Bretagna.

Della sua ammirazione, persino adorazione, non c’è alcun dubbio. Tuttavia sembra che sia stato amore senza desiderio e alcuni dicono che il matrimonio non fu mai consumato. Suggeriscono che il loro era “un matrimonio di anime fedeli” e c’era una grande disparità di attrazione fisica tra i due. Mary Ann era troppo bruttina e troppo desiderosa di espressioni di affetto che fossero anche fisiche per poter essere gestita serenamente da Cross, che potrebbe essersi sentito logorato dalle pressanti richieste di una donna abbastanza vecchia da essere sua madre.

PS. Ho scoperto che sono  antenati della nostra amica Barbara Cross-Krauz, autrice del blog The River Blogger

45 thoughts on “George Eliot’s Husbands (3)

  1. When I come across details beyond belief, I often say “You can’t write this stuff!” but obviously you can. Everyone has something going on. Everyone has a story. Most never get told. Thanks for sharing Luisa and have a very Merry Christmas. Allan 🎅🎄❄️

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