Adrienne Rich and Violence

Adrienne Rich, born on 16 May 1929, was an American poet, essayist and feminist, defined “one of the most widely read and influential poets of the second half of the 20th century”.

“Tonight No Poetry Will Serve”

Saw you walking barefoot
taking a long look
at the new moon’s eyelid

later spread
sleep-fallen, naked in your dark hair
asleep but not oblivious
of the unslept unsleeping
elsewhere

Tonight I think
no poetry
will serve

Syntax of rendition:

verb pilots the plane
adverb modifies action

verb force-feeds noun
submerges the subject
noun is choking
verb disgraced goes on doing

now diagram the sentence

Tonight No Poetry Will Serve”, originally written in 2007, was published in the 2011 poetry collection in of the same name, one of Adrienne Rich’s numerous collections of poetry examining such things as women’s role in society, racism, politics, and war.
The book has an epigraph from Webster’s Dictionary: a lot of definitions of the verb “to serve” ranging from offering food or services, and meeting another’s needs, being of use, to more authoritative meanings (from law, the military, prison sentences).
Rich said the title poem was “inflected, by interviews I was hearing … about Guantánamo, waterboarding, official U.S. denials of torture, the “renditioning” of presumed terrorists to countries where they would inevitably be tortured.

It is a multi-layered poem imbued with many complex sexual and political innuendos about power.
It begins with the romantic and mysterious description of a person, probably a woman, walking barefoot, looking at the new moon, and then going to bed.
But her mind is restless and something is disturbing her sleep, something happening elsewhere , a political and military reality beyond her consciousness and yet terribly present in it
The following lines “Tonight I think no poetry will serve” suggest that no poetry can serve to mitigate such acts, they nullify language itself.
Poetry is represented as a person serving somebody and the wide range of meanings of that verb can give the text different interpretations.
After that the poem changes abruptly from sensual and lyrical to discussing grammar, analysing violent policies as if it were diagramming a sentence .
The line “Syntax of rendition” hints at the CIA’s “Extraordinary Rendition and Secret Detention”, the act of transferring without legal process prisoners to the custody of another a country that has fewer regulations on their humane treatment as regards interrogation, detention, and torture.
Therefore the “syntax of rendition”, may refer to both the structure, the organization of the words in the poem and the political detention system.
Keeping this in mind the following section is not so absurd. When talking about the role of verb, adverb, and noun in a sentence the poetess metaphorically represents the domination of male power: the “verb” , a pilot, symbolizing power and authority, helped by an adverb, is trying to force-feed “nouns”. (Guantanamo detainees on hunger strike were fed artificially by means of plastic tubes passed through the nose or mouth into the stomach, in a process made unnecessarily painful and humiliating . Some were restrained with leg shackles and handcuffs in a feeding chair, where they remained strapped until digestion, to prevent induced vomiting.)
Those who are in authority know well how to show their dominance over their “nouns” or “subjects” (subjugated).
The poetess concludes the poem by inviting the readers the readers to visualize the images provided in her text, to “diagram” its symbolic meaning.
The last word is “sentence” which can also be a symbolic reference to judicial punishment.

Stanotte nessuna poesia servirà

Ti ho visto camminare scalza
e dare un lungo sguardo
alla palpebra della luna nuova

più tardi distesa
addormentata, nuda tra i tuoi capelli scuri
dormivi ma non eri ignara
degli insonni che non possono dormire
altrove

Credo che stanotte
nessuna poesia
servirà

Sintassi della resa:
il verbo pilota l’aereo
l’avverbio ne modifica l’azione

il verbo nutre a forza il nome
sottomette il soggetto
il nome soffoca
il verbo sciagurato insiste

ora traccia il diagramma della frase
(L.Z.)

La poesia “Tonight No Poetry Will Serve ” (“ Stanotte nessuna poesia servirà”), originariamente scritta nel 2007, è stata pubblicato nella raccolta di poesie del 2011 dallo stesso titolo, una delle numerose raccolte di Adrienne Rich che nelle sue poesie parla del ruolo delle donne nella società, di razzismo, di politica e guerra.
Il libro ha un’epigrafe tratta dal Webster’s Dictionary con le varie definizioni del verbo “servire” che vanno dall’offerta di cibo o servizi, soddisfare i bisogni altrui, essere utili, a significati più autorevoli legali, militari o giudiziari.
Rich ha detto che il titolo della poesia era “influenzato dalle interviste che stavo ascoltando … su Guantánamo, annegamenti simulati , negazioni ufficiali degli Stati Uniti della tortura,” consegna “di presunti terroristi a paesi in cui sarebbero stati inevitabilmente torturati.”

È una poesia da leggere a più livelli, intrisa com’è di complesse allusioni sessuali e politiche riguardanti il potere.
Inizia con la descrizione romantica e misteriosa di una persona che prima cammina a piedi scalzi, guarda la luna nuova e poi va a dormire.
Ma la sua mente è inquieta e qualcosa disturba il suo sonno, qualcosa che sta accadendo “altrove”, una realtà politica e militare oltre la sua coscienza e tuttavia terribilmente presente.
I versi seguenti “credo che stanotte nessuna poesia servirà” suggeriscono che nessuna poesia può servire a mitigare tali atti che invalidano il linguaggio stesso.
La poesia qui è rappresentata come una persona che “serve” qualcuno e i vari significati di quel verbo possono far assumere alla parole e alla poesia connotazioni differenti.
A questo punto la poesia cambia bruscamente: da sensuale e lirica comincia a trattare di grammatica e analizzare violente politiche come se stesse “diagrammando una frase.”
L’espressione “sintassi della resa” allude alla “rendition” che è l’atto della CIA di trasferire senza processo legale i prigionieri alla custodia di un altro paese che non ne regolamenta il trattamento umano per quanto riguarda interrogatori, detenzione e tortura.
Pertanto “la sintassi della resa “, può riferirsi sia alla struttura, all’organizzazione delle parole nel testo, sia al sistema di detenzione politica.
Tenendo presente questo, la sezione seguente non è così assurda. Quando parla del ruolo di verbo, avverbio e nome in una frase, la poetessa rappresenta metaforicamente il dominio del potere maschile: il “verbo”, un pilota, che simboleggia il potere e l’autorità, aiutato da un avverbio, sta cercando di alimentare a forza i “nomi”. (I detenuti di Guantanamo in sciopero della fame venivano nutriti artificialmente per mezzo di tubi di plastica fatti passare attraverso il naso o la bocca nello stomaco, in un processo reso inutilmente doloroso e umiliante. Alcuni erano trattenuti con catene per le gambe e manette su una sedia per l’alimentazione, dove rimanevano legati fino alla digestione, per prevenire il vomito indotto.)

Coloro che hanno autorità sanno bene come mostrare il loro dominio sui loro “nomi” o “soggetti” (cioè soggiogati).
La poetessa conclude la poesia invitando i lettori a visualizzare le immagini fornite nel testo, a tracciare il “diagramma” del suo significato simbolico.
L’ultima parola è “Sentence” che in inglese non significa solo frase, ma anche sentenza, condanna.

Image: Flickr (Natasha Mayers) Force-Feeding at Guantanamo

42 thoughts on “Adrienne Rich and Violence

    1. I’m glad you liked my interpretation, I did some research work and in my opinion that is one of the meanings the poetess wanted to give to her poem. Otherwise, on the surface, it would sound a bit absurd 🌹

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  1. Through your detailed interpretation of this poem, It took me back to those days of violence and torture. It was a miserable time. Then the realization hits hard nothing has changed so far. Thanks for sharing.

    Liked by 1 person

      1. Assolutamente sì, e ciò che mi ha colpito di più è come in poche parole abbia detto cose non solo decise ma anche interpretabili in diversi modi, e ogni interpretazione ha una sua potenza.

        Liked by 1 person

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