Cartesio va a morire (3)

👉🏻 prima parte
👉🏻 seconda parte

Non appena Cristina seppe dell’ indisposizione del matematico e filosofo francese, preoccupata, decise di mandargli un medico. Tuttavia il suo proto medico, un luminare francese amico di Cartesio, era lontano dalla capitale in missione per conto della sovrana e quindi impossibilitato ad accorrere al suo capezzale. La regina convocò il suo secondo medico e gli ordinò di andare a visitare il malato.
Questi era un olandese di nome Weulles, capo della fazione luterana e nemico giurato di Cartesio: si diceva avesse più volte manifestato il gran piacere che avrebbe tratto dalla morte del filosofo. Non meraviglia quindi che prendesse tempo e si recasse da lui solo al terzo giorno. Cartesio, che proveniva da una famiglia di medici famosi e in passato si era dedicato anche allo studio dell’anatomia, diffidava della maggior parte dei dottori reputati ignoranti e ciarlatani. Tuttavia era troppo debole per rifiutare quella visita, che inoltre era stata sollecitata dalla regina, quindi lo ricevette e lo ascoltò con pazienza. Ma quando quello mostrò l’intenzione di praticargli un salasso, che riteneva la cura più appropriata in quel frangente, non riuscì a trattenersi. Lui era ben consapevole di qualcosa che la maggior parte dei suoi contemporanei ancora ignorava: in nessun caso un salasso poteva essere di una qualche utilità, anzi poteva provocare un’infezione, come era capitato due anni prima a un suo amico, morto per un’infezione al braccio, contratta in seguito a un salasso praticategli come rimedio per un disturbo di poca importanza.
Si oppose quindi con forza a quella decisione dicendo al medico che non avrebbe mai e poi mai avuto il sangue di un francese. Aggiunse che si sarebbe curato da solo e che, se doveva morire, sarebbe morto, ma almeno avrebbe avuto il piacere di non vedersi più attorno la faccia di Wuelles.

Nei giorni successivi le sue condizioni parvero infatti migliorare, nonostante gli spifferi che entravano dalla dalle finestre, simili a un fiato gelato fatto di spilli.
Riuscì ad apprezzare la compagnia del suo gattino , senza però riuscire a gradire se la deliziosa cioccolata calda di Madame Chanut, la moglie dell’ambasciatore francese.

Purtroppo sopraggiunse un brusco peggioramento e nella notte tra il 10 e l’11 febbraio1650 Cartesio chiamò il suo valletto e gli chiese di preparargli un infuso di vino e tabacco, una bevanda utilizzata in genere per provocare il vomito.
Alle quattro del mattino, spirò: aveva 53 anni e 10 mesi.

In seguito il cadavere venne frettolosamente tumulato nel povero cimitero delle minoranze religiose, nella cappella di Sant’Olaf che veniva usata per la sepoltura dei bambini non battezzati: una povera struttura in legno posta ben al di fuori della città.

Che cosa o chi ne aveva causato la morte così improvvisa?

“Spero che i posteri mi giudicheranno con benevolenza,” aveva lasciato scritto, “non solo per le cose che ho spiegato, ma anche per quelle che ho intenzionalmente omesso, così da lasciare ad altri il piacere della scoperta.”

(3.continua)

Image: Wellcome Library – Rene Descartes- The Path of Burning Pain

34 thoughts on “Cartesio va a morire (3)

  1. Povero Cartesio, solo al freddo con dei medici nemici più che amici…quanto deve avere sofferto nel rendersi conto di essere in una via senza uscita. Aspetterò l’epilogo con grande interesse. Ma intanto una lacrima per Cartesio mi annebbia il pc!

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